Conan Chop Chop, il provato

Il provato di Conan Chop Chop, particolare gioco d'azione con licenza ufficiale di Conan che piacerà agli appassionati di cooperativa

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   06/01/2020
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Indice

Conan Chop Chop rientra nel progetto di Funcom di sfruttare il franchise Conan al di là dei titoli maggiori, proponendo esperienze di tipo diverso per incuriosire più giocatori possibili. Si tratta di una tendenza che va diffondendosi moltissimo negli ultimi anni e che serve a diversi scopi, primo fra tutti quello di non lasciare i fan a bocca asciutta per troppo tempo.

In verità si è capito anche che tenere una proprietà intellettuale attiva permette di ampliarne l'immaginario, rendendolo più familiare e riconoscibile. Se volete altri esempi di questa nuova concezione dei franchise, non solo videoludici, pensate a ciò che sta facendo Nintendo con The Legend of Zelda o Riot Games con League of Legends.

Conan Chop Chop parte con un compito non facile, quello di far dimenticare Conan Unconquered, il primo gioco di Conan affidato da Funcom a terze parti. I generi dei due titoli sono diversissimi, ma l'obiettivo che perseguono è comune. Infilare troppi giochi di scarsa qualità di fila legati a Conan potrebbe ottenere l'effetto contrario a quello ricercato. C'è bisogno di un gioco che rafforzi in qualche modo il franchise, mentre Funcom continua a vendere e regalare contenuti di Conan Exiles, in attesa del prossimo titolo maggiore.

Gameplay

Conan Chop Chop è un gioco leggerissimo, quasi etereo nella sua semplicità: si tratta di un rogue-like action 2D in cui si guida Conan, o uno dei suoi compagni, alla ricerca di alcuni cristalli sparpagliati per il mondo di gioco, che danno accesso al dungeon finale, dove il mago Thoth-Amon sta provando a resuscitare l'antico e malvagio Xaltotun.

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Giocabile da soli o con un massimo di tre amici, il titolo di Mighty Kingdom si può riassumere nel dover esplorare un'ampia mappa divisa in più zone, picchiando ogni creatura che ci si para innanzi ed evitando qualche trappola.

All'inizio la dotazione dei protagonisti è molto scarsa: dispongono di un'arma base, di una corazza che offre una resistenza minima e basta. Il villaggio di partenza, quello che dobbiamo salvare dall'incombere del male, offre però un vasto assortimento di merci che possono essere acquistate spendendo le monete ottenute uccidendo i nemici o aprendo i vari contenitori che si trovano in giro, botti, vasi o forzieri che siano. Tra gli oggetti acquistabili ci sono ovviamente pezzi di equipaggiamento come armi più potenti, corazze e scudi, ma anche consumabili e poteri speciali, come ad esempio dei danni elementali per le armi, dei bonus ai tesori che si ottengono uccidendo i mostri, delle protezioni magiche dai diversi tipi di danno e tanto altro ancora.

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Gli oggetti sono importantissimi perché più se ne acquistano, più si riuscirà a progredire nell'avventura, raggiungendo le zone più difficili e sconfiggendo i boss più forti.

Come dicevamo il mondo di Conan Chop Chop, che viene generato proceduralmente a ogni riavvio di partita, è diviso in zone, descrivibili come delle piccole aree rettangolari con diverse uscite collegate tra loro in modo organico a formare una mappa gigantesca. Se avete giocato a The Binding of Isaac, The Sword of Ditto o a Enter the Gungeon sapete più o meno cosa aspettarvi, nonostante le ovvie differenze. All'inizio è impossibile predire dove si trovino i nostri obiettivi, ma con l'esperienza si iniziano a riconoscere alcuni elementi ricorrenti che ci indirizzano nella giusta direzione. I nemici stessi, progressivamente più forti mano a mano che ci si inoltra nelle aree più remote, sono una buona bussola.

Altre meccaniche

Parlando di nemici, ce ne sono di molti tipi: si parte da alcuni mostriciattoli di poco conto che faticano a colpirci anche quando in tanti, passando per creature dotate di attacchi a distanza, altri corazzati via via fino a dei mostri magici che, quando in gruppo, sono davvero temibili. Da punto di vista grafico il gioco è caratterizzato da uno stile grafico cartoon che richiama lo stile di Sio (non che l'abbia inventato lui, ma è per farvi capire ndr), con personaggi tratteggiati in modo infantile e animati di conseguenza che agiscono su fondali più dettagliati, ma che comunque tendono alla stilizzazione

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Nemici, oggetti e mappa a parte, la caratteristica più rilevante di Conan Chop Chop è in ultima istanza la modalità cooperativa. Senza emettere sentenze definitive, possiamo affermare con una certa sicurezza che già dal nostro provato è emerso che la parte migliore del gioco è la modalità cooperativa (si può giocare in locale e online, almeno su Steam), mentre da soli diventa ripetitivo molto velocemente, a causa del gameplay incentrato su di una serie di compiti davvero ripetitivi. Di fatto l'intera esperienza è retta dalla possibilità di giocare con gli altri. Qua e là si trovano alcuni piccoli segreti, ci sono delle semplici quest da svolgere (di solito si tratta di ritrovare qualche oggetto o di uccidere qualche nemico) e la progressione dei personaggi è ben gestita, ma si percepisce chiaramente che gli sviluppatori si sono concentrati nel rendere Conan Chop Chop divertente da giocare insieme agli amici.

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All'uscita della versione definitiva manca poco, quindi non crediamo che ci sarà un cambio di rotta in questo senso. Tenetene conto.

Come detto nel provato, Conan Chop Chop sembra essere un gioco esile, pensato come esperienza cooperativa molto leggera, più che come modo per dare una lettura inedita del mondo di Conan. Certo, la concorrenza nel suo genere è decisamente importante e dovrà quindi dimostrare di avere una sua personalità se vorrà risaltare. Ne riparleremo in fase di recensione.

CERTEZZE

  • La progressione sembra ben gestita
  • Accattivante in cooperativa
  • Tanti oggetti

DUBBI

  • Esile, forse troppo in single player
  • Da soli sembra diventare presto ripetitivo