Cosa vorremmo in... Call of Duty: Black Ops 5 1

Il Call of Duty del 2020 è in lavorazione e potrebbe essere un reboot della "serie" Black Ops: in attesa di notizie ufficiali, proviamo a immaginare come potrebbe essere

RUBRICA di Massimo Reina   —   12/08/2019

Cosa vorremmo in... è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, essa tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.

Nonostante il Call of Duty di Infinity Ward non sia ancora stato rilasciato sul mercato (l'appuntamento è fissato per il 25 ottobre 2019 su PC, PS4 e Xbox One), in casa Activision Blizzard fervono i lavori per i futuri titoli del franchise, in particolare sul capitolo del 2020. Quest'ultimo, inizialmente affidato a Sledgehammer Games e Raven Software, è stato poi assegnato dal produttore a Treyarch, che invece stava lavorando al Call of Duty del 2021, che secondo indiscrezioni era Black Ops 5. In questo modo non solo la campagna in single player del primo, che sarebbe stata ambientata durante il periodo della guerra fredda, diventerà parte di quella, appunto, di "Black Ops 5", ma il gioco stesso dovrebbe cambiare struttura, mantenendo quella "classica" che ha sempre visto in passato, prima di Call of Duty: Black Ops 4, una campagna single player affiancare le varie modalità multigiocatore online.

Black Ops senza il 5?

Secondo le ultime indiscrezioni, anche questo episodio dovrebbe "perdere" il numero finale e come il capitolo di quest'anno, che si intitolerà semplicemente Call of Duty: Modern Warfare, chiamarsi "solo" Call of Duty: Black Ops, e non quindi come ipotizzato in precedenza Call of Duty: Black Ops 5. In tal senso qualcuno sospetta che dietro questa decisione da parte del produttore possa esserci la volontà di far ripartire questo filone narrativo con quello che a tutti gli effetti sarebbe una sorta di reboot. Ma se così fosse, quali scenari possiamo aspettarci e soprattutto, quali ci piacerebbe ritrovare?

Il Call of duty 2020 originale, come scritto qualche riga sopra, doveva essere ambientato durante la Guerra Fredda, nello specifico in Vietnam. Adesso, però, sembra che le cose siano cambiate e che questo scenario farà parte di una campagna cronologicamente più ampia che coprirà oltre 40 anni, includendo quindi anche altre guerre, come quella di Corea del 1950. La speranza è che la modalità sia altrettanto "grande" come potrebbe prospettarsi, e non ridotta a poche ore di gioco. Perché nel presunto Call of Duty: Black Ops vorremmo trovare una campagna degna di questo nome per struttura, longevità e trama. Quest'ultima, se si trattasse davvero di un reboot, potrebbe rifarsi a parecchie tematiche del primo episodio di questo filone e quindi riprendere temi come lo sbarco nella Baia dei porci col tentativo di assassinare Fidel Castro, la Crisi di Cuba, l'offensiva del Têt in Vietnam o le operazioni clandestine altamente classificate del MACV-SOG in quella regione.

A questi potrebbero poi aggiungersi nuove missioni ambientate in Europa durante l'invasione della Cecoslovacchia oppure nella guerra sovietica in Afghanistan. Allo stesso modo a personaggi come Mason, Woods, Reznov, Hudson, Weaver e Bowman potrebbero affiancarsene altri nuovi di zecca. In fondo nel periodo compreso tra il 1947 e il 1991 con il collasso dell'Unione Sovietica, di avvenimenti bellici ce ne sono stati purtroppo tantissimi e in grado di offrire agli sceneggiatori materiale per scrivere una campagna piena di situazioni esplosive, personaggi carismatici e missioni varie. In definitiva, da parte di strong>Treyarch non vogliamo una mera operazione di taglio e cucito abbozzato per mettere assieme vecchie e nuove situazioni raschiando il fondo del barile, ma qualcosa di sensato, ben scritto e narrato in funzione di una storia avvincente e non raffazzonata.

Realismo e varietà di approccio

Dal punto di vista della giocabilità e dei vari elementi presenti nel gioco, come sempre non chiediamo stravolgimenti, ma tanta sostanza e magari dei ritocchi "sensati" a modalità e meccaniche collaudate che in linea di massima hanno funzionato nel recente passato e che dunque non meritano stravolgimenti, più qualche novità che non contrasti con certi elementi caratteristici di Black Ops. Quindi, così come nei desideri espressi in un precedente articolo dedicato però a Modern Warfare, ci piacerebbe ritrovare un gameplay chiaramente basato sul realismo contestuale all'ambientazione e alle armi in dotazione, con queste ultime capaci di restituire il giusto feeling a seconda del tipo. A loro volta struttura delle mappe e giocabilità generale dovrebbero essere bilanciate a dovere e offrire magari una certa varietà nell'approccio alle missioni.

Insomma gli elementi per aggiungere delle novità sostanziali al solito gameplay scriptatissimo e cinematografico di Call of Duty non mancano, sta agli sviluppatori trovare il modo e le idee giuste per inserirli nelle solite collaudate meccaniche di gioco. Pure in ambito multiplayer. Da questo punto di vista vorremmo che il nuovo eventuale Black Ops offrisse un tipo di esperienza più tattica, dove ogni scelta, come per esempio l'uso saggio di una scorestreak o della rigenerazione totale o parziale prima di ributtarsi nella mischia, avessero un peso maggiore in partita come e più che in Black Ops 4. Perché sarebbe bello se i progressi ottenuti nel migliorare e bilanciare l'esperienza del precedente gioco non andassero poi perduti o quasi nel passaggio a un nuovo capitolo, e da questo punto di vista il prossimo Modern Warfare lascia in tal senso ben sperare.

Per quanto riguarda un'eventuale modalità Battle Royale, che come nel Call of Duty di quest'anno potrebbe essere reso disponibile gratis, separato cioè dal gioco base e come modulo stand alone, vorremmo che offrisse combattimenti di sopravvivenza a tutto campo, con mappe variegate piene di armi, veicoli ed equipaggiamenti dedicati a ciascun tipo di scenario, così da offrire molti spunti agli sviluppatori per ideare anche qui vari tipi di situazioni e approcci alle missioni, condizionate magari dal meteo a rendere difficili i movimenti ai soldati, con le armi che si inceppano facilmente e che necessitano di una continua manutenzione, e così via. Quindi, in sintesi, l'obiettivo dovrebbe essere mantenere un ritmo veloce e con un time to kill basso, ma al contempo rendere il tutto più tattico e realistico anche attraverso un miglioramento della fisica, del movimento stesso del giocatore, della personalizzazione e della balistica delle armi. Il tutto senza fastidiose micro transazioni. E voi, cosa vi aspettate e cosa desiderate vedere nel nuovo Call of Duty di Treyarch?

#Cosa vorremmo in...

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