Deathloop, provate le prime ore di gioco del (non) rouguelite di Arkane

La coltre di mistero che ha avvolto Deathloop per tutti questi mesi è pronta a dissiparsi: abbiamo provato il gioco nella sua versione PS5

PROVATO di Giordana Moroni   —   26/08/2021
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L'interesse attorno a Deathloop cresce con l'avvicinarsi della sua data d'uscita. Previsto per il 14 settembre 2021 su PlayStation 5 (in esclusiva temporale console) e PC, l'ultima fatica di Arkane Lyon ha catturato l'attenzione di molti giocatori, senza però concedere loro una spiegazione chiara delle sue meccaniche di gioco. Diverse informazioni erano già emerse da trailer, presentazioni e non ultimo uno State of Play nei primi giorni di luglio. Adesso però molti misteri possono essere svelati perché abbiamo giocato diverse ore alla versione PS5 del gioco.

Vi raccontiamo la nostra esperienza in questo provato di Deathloop.

Incipit, scopo del gioco e trama

Julianna si prepara a sferrare un gancio a Colt in una scena di Deathloop
Julianna si prepara a sferrare un gancio a Colt in una scena di Deathloop

Deathloop è intrinsecamente legato alla sua trama, tanto che per spiegarvi nel dettaglio molti aspetti del gioco dovremo fare lo slalom tra gli spoiler, che mai e poi mai vi riporteremo; perdonateci quindi se ogni tanto saremo un po' evasivi nel corso di questo provato.

Per il momento ci atterremo solo all'incipit che tutti conosciamo di Deathloop. Colt, il protagonista, si sveglia senza memoria sulla spiaggia di Blackreef: su quest'isola il tempo scorre in modo anomalo perché al termine della giornata, il tempo si azzera e tutto ricomincia da capo. Colt si trova intrappolato in questo loop e, deciso a spezzarlo, darà la caccia agli otto Visionari dell'isola, potenti figure che detengono il controllo (e i segreti) di Blackreef. Uccidendoli tutti nel corso della stessa giornata, il loop si spezzerà. A complicare le cose c'è Julianna, la sua nemesi, che lo bloccherà invadendo la nostra partita single player. Deathloop, come detto in passato, è dotato di una modalità multiplayer asimmetrica che però non è stata oggetto del nostro provato.

Lo scopo del gioco è quindi quello di distruggere il loop, trovando la combinazione perfetta di uccisioni da mettere a segno. Il giocatore è così chiamato a ripetere numerose volte gli stessi scenari per trovare la run perfetta. Più si esplora Blackreef più emergeranno indizi utili per riuscire nell'intento di Colt: un cancello che rimane aperto, un evento che tiene distratte le guardie o che può coprire una fuga. La conoscenza a Blackreef è potere.

Della trama non possiamo, e nemmeno vogliamo, rivelarvi molto. Possiamo dirvi che fin dai primi minuti di gioco, Deathloop non scherza affatto e propone una storia avvincente e molto ben ritmata, ricca di misteri e colpi scena. Ciò che abbiamo apprezzato particolarmente è il rapporto tra protagonista e antagonista: Julianna non è un elemento silente della storia, anzi, disturberà spesso Colt, e il modo in cui sono scritti i loro dialoghi tiene davvero il giocatore incollato alla conversazione. Brillanti e coloriti il giusto, le conversazioni dei personaggi sono irresistibili, nel senso che non potrete proprio fare meno di prestare attenzione.

Blackreef: mappa e orari

Alcuni Eternalisti ignari di Colt, in agguato con un fucile da cecchino
Alcuni Eternalisti ignari di Colt, in agguato con un fucile da cecchino

Blackreef è un'isola vasta e a tratti parecchio inospitale. Non si conosce la sua ubicazione esatta, però possiamo dirvi che fa davvero freddo in certi momenti della giornata. L'acqua ghiacciata che bagna le sue sponde è letale per Colt, che verrà ferito guadando alcuni tratti e morirà immerso nell'acqua alta. Un pericolo relativamente evitabile visto che la mappa è piena di strade alternative, scorciatoie e passaggi segreti. In totale Blackreef conta quattro distretti (Updaam, Fridstad Rock, Baia di Karl e il Complesso) e ognuno di questi non è solo vasto ma anche denso di cose da fare.

Forse starete pensando che, per quando grandi, quattro livelli sono un po' pochi per un titolo single player, ma in realtà c'è un trucco. Ogni location può essere infatti visitata in quattro momenti diversi della giornata: mattino, mezzogiorno, pomeriggio e sera. La struttura del luogo non cambia, ma tutto quello che succede in quel luogo si. Le ronde sono diverse, il posizionamento delle torrette subisce modifiche, alcuni oggetti vengono presi e spostati; una zona che al mattino è poco sorvegliata e relativamente facile da navigare di sera può trasformarsi in un inferno e viceversa.

Colt pugnala a morte uno dei Visionari di Blackreef
Colt pugnala a morte uno dei Visionari di Blackreef

Per questo è necessario raccogliere quanti più indizi possibili nel corso dell'avventura, non solo per sapere quale luogo visitare e a che ora, ma soprattutto per seguire le piste giuste. Per farlo basta selezionare dall'apposito menù di gioco l'indizio sul quale si vuole indagare, trasformandolo così nel classico puntatore missione che appare durante la partita. Si possono seguire indizi sia sui Visionari sia sull'arsenale mentre un terzo punto di menù riepiloga tutte le scoperte fatte da Colt, suddivise per luogo e fascia oraria. Questi menu sono accessibili sia all'inizio di un missione sia nel menù del gioco durante la partita.

I livelli di Deathloop sono particolarmente ampi, ma interconnessi da numerosi percorsi che li attraversano. A seconda di che tipo di run state affrontando, è matematicamente certo che troverete la via adatta alle vostre esigenze, che sia strisciare all'ombra dei comignoli passando dai tetti o farvi largo a colpi di fucile in un'affollatissima strada principale. Come da tradizione Arkane, le mappe si sviluppano tanto in larghezza quanto in altezza, offrendo numerosi spazi interni da visitare: passare dal piano strada ad appartamenti, bunker, mansarde o cantine è estremamente naturale e fluido in Deathloop. Il gioco non tradisce quella verticalità firma inconfondibile del team di sviluppo. A Blackreef insomma si respira la stessa aria di Dunwall e Karnaka... ma non solo per questo motivo.

Tavolette e Piastrine

Colt si prepara a colpire un Eternalista con uno dei suoi poteri
Colt si prepara a colpire un Eternalista con uno dei suoi poteri

Fin dai primissimi trailer era impossibile non riconoscere Deathloop come una costola apocrifa di Dishonored, grande capolavoro contemporaneo che, assieme a Prey, ha definitivamente consacrato Arkane. Va detto che Deathloop non fa nessuno sforzo per nascondere la natura fortemente derivativa del suo gameplay, a cominciare dai poteri di Colt. Questi li potremo equipaggiare quando entreremo in possesso della corrispondente Tavoletta, oggetti custoditi dai Visionari e che, una volta sconfitti, diventeranno parte dell'equipaggiamento del protagonista.

L'unico in "dotazione base" è Ripresa, la Tavoletta personale di Colt, che gli permette di morire fino a due volte (per fascia oraria) senza dover riavviare il loop. Nella nostra prova ne abbiamo raccolti due, molto simili ai Poteri dell'Esterno di Dishonored: Traslazione, che permette di teletrasportarsi da un punto all'altro, e Vincolo, che lega due o più nemici alla stessa sorte. Altri oggetti in dotazione fissa di Colt sono il machete e il suo fedelissimo congegno di hacking.

Al fianco delle Tavolette ci sono le Piastrine, equipaggiabili sia su Colt, fino ad un massimo di quattro, e sulle armi, tante quanti sono gli slot dell'arma. Le piastrine forniscono upgrade e modifiche alle capacità di Colt e possono essere trovate sparse per i livelli o tra i resti di un nemico abbattuto.

Infondere oggetti e prepararsi alla missione

Grazie al suo strumento di hacking, Colt può creare interferenze radio di ogni tipo
Grazie al suo strumento di hacking, Colt può creare interferenze radio di ogni tipo

Esauriti i due tentativi dati da Ripresa, Colt muore e il giorno ricomincia. E non vi sveglierete nel migliore dei modi perché sì, avrete probabilmente scoperto informazioni cruciali ai fini del prosieguo della trama, ma il prezzo da pagare è perdere tutto il proprio equipaggiamento... a meno che non sia stato precedentemente infuso. Infondere una Tavoletta, Piastrina o arma, permette a Colt di legare un oggetto a sé e non perderlo tra un loop e l'altro: per farlo bisognerà spendere il proprio Residuo, sostanza di cui sono intrisi molti oggetti su Blackreef. Capirete che un oggetto è contaminato da Residuo perché emetterà un bagliore iridescente, lo stesso che emana il corpo di Colt dopo essere morto. Che sia un oggetto o il vostro cadavere, potete recuperare il residuo avvicinandovi e assorbendolo. Il residuo si azzera tra un loop e l'altro, quindi è bene sfruttarlo prima che la giornata finisca. Se non ne avete abbastanza per vincolare un oggetto, potrete sacrificarne altri e recuperarlo da lì.

Cambiare tavolette e piastrine e infondere oggetti non sono procedure effettuabili dal menù di gioco in qualsiasi momento, ma sono azioni che Colt può eseguire solo tra una missione e l'altra. La missione è rappresentata da una determinata zona ad un precisa ora quindi, per uccidere tutti i Visionari, Colt ha a disposizione tecnicamente solo quattro cambi di equipaggiamento. Ad ogni inizio missione Colt sceglierà quindi cosa equipaggiare, in che zona spostarsi e a che ora; volendo è possibile mandare avanti il corso della giornata e saltare alcune fasce orarie.

Nemici, combattimenti e feedback

Colt usa il potere della tavoletta Traslazione per spostarsi rapidamente
Colt usa il potere della tavoletta Traslazione per spostarsi rapidamente

Gli Eternalisti, i nemici del gioco, sono tipi con cui è bene non scherzare. La maggior parte di loro è armata fino ai denti, e per sapere cosa nascondono nella fondina e qual è il loro stato d'animo basta osservarle premendo il tasto giù della croce direzionale; Colt si concentrerà sul nemico e le informazioni sul bersaglio appariranno a schermo. Una volta in combattimento, non sempre l'I.A. brilla: di base gli Eternalisti inseguiranno Colt e gli daranno la caccia ma senza mai stanarlo in modo intelligente. In fase di pattuglia invece sono molto più attenti e vi vedranno anche da lunghe distanze. Peccato per le linee di dialogo che si scambiano i nemici, specialmente in fase di allerta: sentirete dire molto spesso "Speriamo non sia Colt!"... e invece.

Pad alla mano, Deathloop prende ciò che di buono era stato fatto con Dishonored e migliora alcuni aspetti del predecessore, rendendo il feedback assai più piacevole. Rispetto a Corvo ed Emily, Colt è ben piazzato sul terreno, con una stazza più massiccia ma non per questo meno agile. I colpi corpo a corpo, gli atterraggi e le uccisioni con il machete restituiscono la giusta pesantezza del movimento e, di conseguenza, una sensazione più appagante di Dishonored, così come le armi sono particolarmente divertenti da usare. Attenti a buttarvi nella mischia però: gestire più nemici contemporaneamente non è facile e vi ci vorrà un po' di pratica per prendere confidenza con arsenale e poteri. Se non altro potrete sempre ritentare.

Colt ricarica una pistola sparachiodi
Colt ricarica una pistola sparachiodi

Unica nota negativa, abbiamo trovato il potere Traslazione un po' meno preciso rispetto a quello di Dishonored: il punto di atterraggio di Colt non sempre è chiaro e ogni tanto si rischia di mancare il bersaglio. Inoltre la barra dell'energia che permette di usare i poteri si consuma molto rapidamente, ma per quello siamo certi ci saranno Piastrine che potranno risolvere il problema.

Le difficoltà che si possono incontrare in combattimento sono quelle date da numero e posizione dei nemici, e il gioco sembra esserne consapevole: sono numerosi i medikit sparsi per le mappe, con stazioni di ricarica completa della salute e diversi distributori gratuiti di proiettili. Più difficile trovare i chiodi, munizioni per le armi pneumatiche adatte alle sezioni stealth. Chiaramente tutto questo può essere bypassato scegliendo uno stile di gioco meno aggressivo, hackerando segnali radio per distrarre i nemici o rivoltare loro contro delle torrette mobili, che tornano in grande spolvero direttamente dalla stazione di Talos I di Prey.

Dualsense

Uno scontro a fuoco con due mitragliette
Uno scontro a fuoco con due mitragliette

Ultimo ma non meno importante il ruolo del Dualsense. Come detto, il gioco restituisce una certa piacevolezza e il merito è anche del feedback aptico del pad Sony. La vibrazione è piacevole ma, va detto, non elegante come quella provata in Ghost of Tsushima Director's Cut. Quella sperimentata in Deathloop è una vibrazione meno elaborata, ma Arkane è riuscita a sfruttare in modo brillante altri aspetti del controller PlayStation 5.

Sapevamo, perché ce l'avevano detto gli sviluppatori, che il grilletto destro si sarebbe bloccato con le armi inceppate; eppure, pur preparati a ciò, quando è successo ne siamo rimasti stupiti... e piacevolmente infastiditi (specialmente Colt che, quando ha a che fare con un'arma inceppata, si lascia trasportare da un simpatico turpiloquio). Stessa cosa quando si rimane a secco e la corsa del grilletto scivola a vuoto.

L'elemento che però ci è piaciuto di più di Dualsense è forse quello meno sbalorditivo ma che nell'economia del gioco funziona meglio. Colt ogni tanto comunicherà con altri personaggi via radio, o raccoglierà note vocali registrate: l'audio uscirà dalle casse di Dualsense, trasformando il pad nella radio di Colt. Questo non solo immerge il giocatore a livello narrativo, ma isola una traccia audio dal resto del gioco, permettendo al giocatore di sentire tutte le fonti sonore attorno a lui senza che il dialogo sporchi l'audio ambientale.

Deathloop si configura davvero come una creatura bizzarra nel panorama contemporaneo, ma questa prova ci ha permesso senza dubbio di abbracciare le meccaniche base che lo sorreggono. Ci sarebbe ancora tantissimo da dire ma siamo convinti che riversare tutte le informazioni possibili sul pubblico in questa fase sarebbe più un disservizio che un aiuto. Anche perché è il gioco stesso sin dall'inizio a guidarci molto lentamente attraverso gli elementi base, per poi consegnarci un mondo enorme e ricco di cose da scoprire. Per ora Deathloop è promosso brillantemente, ma sono molti gli aspetti del titolo che possono essere valutati solo con parecchie ore sulle spalle, e sui quali torneremo in sede di recensione. Le prime fasi filano lisce e anticipano quella che si prospetta essere un'esperienza di gioco unica nel suo genere. Di contro è un'introduzione che ci mette un po' ad ingranare e che potrebbe allontanare i giocatori meno pazienti.

CERTEZZE

  • Tutte le meccaniche base sono facili da apprendere e ben spiegate
  • Feedback appagante e piacevole
  • Scrittura brillante dei dialoghi e trama avvincente
DUBBI
  • L'inizio è dettagliato ma lento nel ritmo
  • Traslazione non sembra funzionare bene come in Dishonored
  • Il Dualsense potrebbe essere sfruttato meglio