Destiny 2: Oltre la Luce e le altre novità

Analizziamo tutte le novità presentate ieri sul nuovo progetto pluriannuale di Destiny 2: Oltre la Luce ma non solo

SPECIALE di Luca Porro   —   10/06/2020
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Il progetto di Bungie è stato finalmente rivelato: un ecosistema unico, "non aggiungeremo un nuovo numerino sulla copertina" è stata la frase scelta da Luke Smith per indicare la vision di Bungie. Si inizia quest'estate e si arriverà almeno, per ora, al 2022 con il grande capitolo chiamato provvisoriamente Lightfall. Quello che originariamente doveva essere la base del possibile Destiny 3 è stato invece convertito in una grande espansione, in uscita il 22 settembre: Destiny 2: Oltre la Luce. Sì perché quello che stato annunciato è una chiara presa di posizionedi Bungie, un urlo forte al mondo dei videogiochi che la casa di Seattle ha abbracciato ormai un anno fa una visione e ha aspettato, con pazienza sotto una pioggia di critiche previste, il momento in cui avrebbe rivelato il suo grande obiettivo.

Un grande universo in evoluzione, non una serie di mondi che si evolvono; questa la mission di Bungie, questo ciò che addirittura nel 2013 fu annunciato e che man mano era stato modificato e si era perso. Per molti di voi sarà banale associare questa missione a un titolo contenente le parole "multigiocatore di massa", ma visto il percorso di Destiny come franchise, vi assicuriamo che non era così scontato. L'annuncio ha mostrato a tutti come la casa di sviluppo avesse pianificato scientemente la divisione in stagioni per arrivare a offrire un contenuto narrativamente e strutturalmente valido (almeno sulla carta) in grado di proporre ai giocatori, ma sopratutto agli appassionati qualcosa di forte. Le navi a piramide hanno sulla carta lo stesso impatto che ebbe l'arrivo di Oryx nel primo capitolo. Tutti le attendevano, tutti le immaginavano e Bungie le ha presentate con il carico da novanta: la ristrutturazione completa del gioco. Sebbene agli occhi di molti l'annuncio di ieri possa non sembrare eclatante, vi assicuriamo che invece lo è e proveremo a spiegarvi il perché.

Oltre la Luce

In primis la svolta narrativa: quello che ci è stato presentato come "Oltre la Luce", ovvero l'espansione di settembre, è un vero e proprio nuovo periodo che si apre. Parliamo di una sorta di "Rivoluzione Industriale" dell'universo di Destiny. C'è stato un prima e ci sarà un poi, entreremo infatti nel periodo dell'Oscurità, un momento storico che nell'universo di Destiny è decisamente importante. La scelta di Bungie è dunque quella di puntare su un filone narrativo, quello dell'Oscurità e anche di Savathun, che è amato da tutti, il più misterioso forse e che può avere sul lungo periodo i più grossi plot twist, momenti drammatici e risvolti inaspettati di sempre.

L'Oscurità è poi quell'elemento che condizionerà molte strade e molte scelte, diventando anche uno strumento attivo nelle mani dei giocatori (attualmente sappiamo solo che si chiamerà Stasi e che si aggiungerà alle sottoclassi presenti fornendo nuove super e nuove abilità) ma che potrebbe mettere in discussione tutto ciò che finora abbiamo creduto essere la verità e il bene. In secondo luogo invece, la svolta ludica. A livello di gameplay infatti, il percorso di Beyond Light, di The Witch Queen (2021) e di Lightfall (2022) proporrà numerose novità.

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La prima è ovviamente l'utilizzo della Stasi come nuovo elemento ma anche come nuova tipologia di danno e dunque, presumibilmente, nuove varietà di armi e armature. La seconda è forse la più grande modifica di quelle presentate, ovvero la scelta di creare (come in altri MMO) un universo unico che comprenda tutti gli archi narrativi e tutte le attività di Destiny (non solo il 2 ma proprio l'interno franchise). Vista la scissione dal primo capitolo e le grandi quantità di GB necessari, Bungie ha dunque optato per quella che, a nostro avviso, è la più grande idea attuabile: la Volta. La Volta sarà un archivio online esterno al Live Game nelle mani di Bungie, in cui inserire tutte le attività degne di nota di Destiny 1 e quelle che a rotazione ogni stagione usciranno dal Live Game di Destiny 2. Da questo archivio dunque, Bungie in cicli mensili, stagionali (3 mesi) e annuali potrà proporre attività coerenti narrativamente e ludicamente funzionali, evitando dunque la presenza di contenuti "morti e fini a sé stessi" nel Live Game.

Nell'anno 4 per esempio dovrebbero far ritorno: la Volta di Vetro (primo raid storico di Destiny 1), il Cosmodromo e l'assalto di Sepkis, tutti utili per il giocatore con set dedicati e utilità attualmente non note. Il tutto nell'ottica di supporto delle attuali piattaforme, della prossima generazione e del cross play prima parziale (tra stesse famiglie di console) e successivamente totale.

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Gli arrivi

Già solo questo vi fa capire l'importanza di questa scelta. Come se non bastasse: esotiche nuove, location esplorabili inedite, attività mai viste e una serie di accortezze narrative che danno l'idea della volontà di Bungie. Che tutto ciò riesca come una bellissima e buonissima ciambella col buco perfetta, non lo sappiamo. Quello che vi riportiamo però sono le scelte attuate, le dichiarazioni rilasciate e i contenuti mostrati. Per giudicare ci sarà tempo e modo nel prossimo autunno.

La presentazione di ieri però non è solo servita a mostrare il ritorno dell'Ignota Exo, a illustrare il piano triennale futuro e a introdurre le meccaniche di creazione del grande universo di Destiny. Ma è servito anche per presentare quelle che sono le novità attuali portate dalla Stagione degli Arrivi. Sì perché tutto il progetto che prenderà il via a settembre ha un preludio, rappresentato dall'ultima stagione dell'Anno 3 che è iniziata ieri sera. Per arrivare alla plausibile padronanza dell'Oscurità di Oltre la Luce, a Europa e per capire i motivi che hanno spinto i Caduti su Europa a odiare così profondamente i Guardiani e la Luce, dobbiamo studiare l'Oscurità.

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Nella Stagione degli Arrivi, come suggerisce il nome, assisteremo all'approdo delle Piramidi su Io, all'interno del nostro Sistema Solare, e cercheremo di capire come affrontare una minaccia che potrebbe non avere precedenti nella Storia di Destiny. Non solo quindi affronteremo un nuovo evento pubblico (chiamato Contatto), avremo delle nuove esotiche (ben tre nuove armi) e una serie di ricompense legate alle attività, ma avremo anche una nuova segreta chiamata "Profezia" legata a i Nove (con annessi set di armature) e una serie di nuovi engrammi chiamati Engrammi Ombrosi. Questi vi permetteranno, attraverso l'utilizzo di materiali stagionali in-game, di agire sulle ricompense andando a scegliere quali ottenere, aggirando quindi l'RNG. Questi engrammi si affiancheranno a quelli già presenti e costituiranno una prima piccola rivisitazione a livello di gameplay, andando ad anticipare le grosse novità di settembre.

Tutte le scelte proposte in questa stagione sono sì utili al fine della narrazione, ma sono anche un chiaro simbolo di come Bungie abbia capito il messaggio mandato dalla community. Non servono chissà quali soluzioni contorte per rendere godibile una stagione, ma bastano delle ricompense efficienti, e due attività: una minore e una high level in grado di contraddistinguere le varie fasi della stagione.

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Il progetto presentato ieri per Destiny 2 è stato inaspettato, allo stesso tempo però riporta l'attenzione ai livelli massimi verso un titolo che più volte ha disatteso le speranze dei fan e dei giocatori casuali. Che sia l'ultima occasione per Bungie di riassestare il tiro è noto, ma ciò che ci è stato presentato non è una scelta casuale. La sensazione di una progettualità forte, di una guida decisa verso un obiettivo comune e l'idea di costruire un ecosistema ludico unico per un titolo del genere è per forza di cose un campanello importante della giusta strada intrapresa. Il primo appuntamento coi lettori sarà l'analisi della Stagione degli Arrivi, mentre con il nuovo corso di Destiny sarà invece il 22 settembre con Destiny 2: Beyond Light.