Destiny 2: Ombre dal Profondo, qualche considerazione sulla stagione 5

La stagione dell'Intramontabile di Destiny 2: Ombre dal Profondo si avvia alla conclusione: vediamo com'è stata questa seconda parte

SPECIALE di Luca Porro   —   08/11/2019

L'ultima volta che abbiamo parlato di Destiny 2 ci eravamo detti che il prossimo aggiornamento sullo stato del gioco sarebbe stato una volta uscite le grosse novità di questa stagione, eccoci dunque pronti a tirare le somme di questa seconda parte di stagione targata Bungie.

Tra luci e ombre

Nonostante manchi ancora una piccola parte alla conclusione della stagione dell'Intramontabile, Bungie ha sparato diverse grosse cartucce in queste settimane, una su tutte la release del dungeon: Fossa dell'Eresia. Accompagnato dalla nuova attività Altari del Tormento sulla Luna, il nuovo dungeon si presenta come un Trono Infranto in miniatura, anche se a conti fatti con il primo dungeon condivide solo l'idea di base, mentre per il resto risulta essere molto meno efficace e di impatto sia in termini di sfida proposta sia in termini di scenografia e ambientazione.

I dungeon sono attività di end game avanzato, oltre che uno dei marchi di fabbrica di Bungie, essendo sostanzialmente dei mini raid, di conseguenza è lecito aspettarsi di più da questa tipologia di soluzioni. A conti fatti comunque, l'insieme di attività (dungeon, Altari del Tormento e quest esotica Xenofagia) legate al dungeon in sé offrono quantomeno un grosso quantitativo di rigiocabilità e di novità all'interno del ciclo end game di Ombre dal Profondo.

Destiny 2 Dungeon

Altra introduzione è stato l'evento autunnale della Feste delle Anime Perdute dedicato ad Halloween che terminerà il 19 novembre. Come ogni anno dunque, la celebrazione dei defunti in stile "dolcetto o scherzetto" ha portato diverse attività da compiere per i giocatori tra cui la già vista rivisitazione spettrale della Foresta Infinita e una quest per ottenere una versione modificata di un fucile automatico leggendario, in questo caso il Lupo Invernale Bray. Come sempre, gli eventi stagionali di Destiny offrono un po' di varietà ai giocatori e sinceramente La Festa delle Anime Perdute è forse il più riuscito tra questi eventi, sia in termini di colori, suoni e anche divertimento nelle attività proposte. Insomma, tra eventi stagionali e dungeon, i giocatori di Destiny possono ritenersi soddisfatti per il quantitativo di attività da svolgere in questo finale di stagione. Se poi non lo aveste già presa, è ancora attiva la quest esotica Soffio del Leviatano che vi permetterà di ottenere l'omonimo arco esotico. Un'incetta di attività dunque che fa bene a vecchi e nuovi giocatori.

Destiny 2 Festival

Lato PvP invece, Bungie è ancora in alto mare. La nuova modalità tanto sbandierata nelle timeline di presentazione della stagione dell'intramontabile si è rivelata un flop: poco mordente, poco stimolante e con nessun incentivo ad essere rigiocata dopo la prima volta. Il Crogiolo di Destiny continua a rimanere un'incognita ed è chiaro come l'azienda di Seattle stia puntando verso una rivoluzione dell'area PvP più graduale e diluita nel tempo, a partire dalla prossima stagione. Il ritorno delle prove sarà presumibilmente il via di questa rivoluzione, ma nel frattempo la situazione continua a essere quella proposta con l'inizio di Shadowkeep.

A nostro avviso, allo stato attuale con una sola arma unica ottenibile dal Crogiolo a stagione, l'incentivo per giocare il PvP nei giocatori veterani è troppo basso e provarsi di una fonte così alta di rigiocabilità e di potenzialità è poco lungimirante. Ancora una volta ci troviamo a dover dire, vedremo cosa succederà con la prossima stagione. Quanto questa situazione potrà andare avanti però è facile dirlo: non molto. Con due quest esotiche, diverso nuovo loot leggendario esclusivo, due nuove attività PvE e una PvP e con un evento stagionale ben fatto, il supporto post lancio della nuova espansione Ombre dal Profondo è stato certamente positivo. Quando però si scende nel particolare, ancora una volta si notano degli inciampi qua e la che non dovrebbero essere presenti soprattutto perché Destiny 2 necessita di un filotto di introduzioni estremamente positive per assestarsi su standard di alto livello.

La scarsa difficoltà del dungeon e l'insensatezza di una nuova modalità PvP lanciata nel nulla, sono i lati più cupi di questa comunque radiante nuova espansione del titolo Bungie. Una volta giunta al termine la stagione dell'intramontabile, che vedrà l'arrivo di un grosso evento legato all'attività Offensiva Vex, ci si proietterà verso la seconda stagione di Ombre dal Profondo, dove Bungie dovrà giocarsi il poker d'assi per poter evitare di cadere nel medesimo baratro rappresentato dalla Stagione del Ramingo. Le premesse per fare bene ci sono tutte, ora però è davvero il tempo dei fatti o parafrasando i The Darkness: ci sarà un biglietto di sola andata verso l'inferno.