Dinosaur Fossil Hunter, il provato di un serissimo simulatore di paleontologia

Il provato di Dinosaur Fossil Hunter, un simulatore di paleontologia serio e apparentemente curatissimo, che ci ha catturati più di quanto pensassimo

PROVATO di Simone Tagliaferri —   10/10/2021
12

Meglio interagire con degli esseri umani in carne e ossa o con i resti di animali estinti da milioni di anni? La risposta non è banale come sembra, perché spesso le cose morte hanno più da dire e da insegnare di quelle vive (e possono risultare anche più intelligenti), nonostante all'apparenza siano soltanto materia inerte conservata per caso dalla fredda terra. Immaginiamo che il protagonista di Dinosaur Fossil Hunter non abbia dubbi su quale sia la risposta da dare alla nostra domanda.

Scopriamo il perchè nel provato di Dinosaur Fossil Hunter, possibile grazie a una demo pubblicata in occasione della Steam Next Fest autunnale.

Come si diventa paleontologi?

Il protagonista di Dinosaur Fossil Hunter ama alla follia i dinosauri
Il protagonista di Dinosaur Fossil Hunter ama alla follia i dinosauri

La demo inizia dall'interno di un museo di scienze naturali pieno di scheletri di animali preistorici. Il protagonista, dopo aver osservato la sala in cui si trova, si lascia trascinare dai ricordi e si mette a raccontare del suo avvicinamento al mestiere di paleontologo. Il primo momento chiave che lo convinse che lo studio dei fossili era il suo futuro fu quando disegnò un dinosauro, disegno che dovremo ripetere anche noi unendo dei puntini con una matita. Il secondo fu quando il nostro scoprì il suo primo fossile a otto anni, che in termini di gameplay si traduce in una brevissima camminata. Il terzo, invece, fu quando montò tre modellini di legno di dinosauri (che è anche un modo per presentare il sistema di assemblaggio utilizzato dal gioco per gli scheletri, molto intuitivo e diretto). Quindi si arriva agli inizi della sua carriera, con il primo scavo vero e proprio. Qui le cose si fanno più serie e si iniziano a utilizzare i primi strumenti del mestiere.

Il primo scavo

Per prima cosa dobbiamo raggiungere i siti in cui scavare
Per prima cosa dobbiamo raggiungere i siti in cui scavare

Nei panni di quello che è ora un giovane paleontologo di belle speranze, dobbiamo per prima cosa raggiungere il centro del sito di scavo con la nostra auto, un fuoristrada ben attrezzato, liberando il percorso da alcuni ostacoli. Per inciso, bisogna segare un tronco caduto di traverso sulla strada con una sega elettrica e bisogna spaccare alcuni macigni con una mazzetta. Da notare che il gioco simula anche le diverse condizioni del terreno, visto che per superare un'area fangosa dobbiamo ridurre i rapporti tra le marce e attivare le quattro ruote motrici. Probabilmente nella versione finale del gioco questo aspetto sarà espanso e per raggiungere i siti più impervi bisognerà imparare a gestire per bene il veicolo.

Comunque sia, arrivati a destinazione dobbiamo mettere in sicurezza l'area degli scavi delimitandola, quindi ci dobbiamo armare di scanner, pala e piccone e iniziare a cercare... ma cosa? Per saperlo basta leggere il tablet che ci portiamo sempre dietro, dove alcuni messaggi ci notificano quanti reperti dobbiamo riuscire a trovare, nel caso della missione della demo solo tre.

L'area da perlustrare è decisamente grande e lo scanner è indispensabile per scoprire dove scavare: attivandolo avremo una visione più chiara del terreno e potremo individuare facilmente le rocce più antiche, quelle con più probabilità di contenere dei fossili (appaiono di colore diverso rispetto alle altre sullo schermo dell'apparecchio). Trovata una roccia interessate possiamo procedere in due modi: piazzare un bandiera e tornare a scavare successivamente, oppure iniziare subito. Nella demo i tipi di terreno da scavare sono sostanzialmente due: della semplice terra, per cui basta la pala, e delle rocce, per cui serve il piccone. Non sappiamo se nella versione finale ce ne saranno altri.

Detto ciò, una volta estratto un antico sasso dal terreno, possiamo esaminarlo con un apparecchio che ci dice se contiene dei fossili. In caso di esito negativo dell'esame, possiamo gettarlo via (o lasciarlo dov'è), in caso di esito positivo, possiamo dedicarci al riconoscimento del fossile, esaminando il sasso a occhio nudo.

Quello del paleontologo è un lavoro duro
Quello del paleontologo è un lavoro duro

Il sistema per farlo e molto semplice e richiede di soffermarci a osservare alcuni punti specifici dell'oggetto, che può essere ruotato a piacere in ogni direzione. Dopo aver riconosciuto il fossile, possiamo proteggere il sasso con un guscio protettivo, quindi infilarlo dentro a una cassa e caricarlo sul nostro veicolo. Trovati tutti i reperti necessari, dobbiamo chiudere l'auto e tornare al campo base, dove verremo trasportati direttamente al museo per cui lavoriamo.

Al museo

I reperti vanno preparati per il museo
I reperti vanno preparati per il museo

Il lavoro con i nostri reperti non è ancora finito. Trovarli non basta, ma bisogna anche renderli utilizzabili e garantirne una buona conservazione. Arrivati al museo dobbiamo quindi aprire le casse e scegliere se affidare le rocce al laboratorio, o se dedicarci in prima persona al lavoro di ripulitura. Nel primo caso dovremo attendere che gli altri facciano il lavoro per noi, nel secondo dovremo usare altri strumenti da paleontologi. Per prima cosa dovremo segare la protezione in cui abbiamo racchiuso le rocce, quindi dovremo dividere i fossili dalle stesse spaccandole. Una volta estratte le ossa, passeremo su un secondo banco da lavoro, dove le ripuliremo da tutti i detriti con un pennello e le cospargeremo di un liquido che ne garantirà la conservazione. Quindi saremo pronti per inserire le ossa in uno scheletro più grande, fatto di reperti già trovai in precedenza.

Una volta composto lo scheletro completo di un dinosauro, potremo passare all'ultima fase della demo, quella dell'allestimento della gestione del museo, in cui dovremo arredare una sala per le esposizioni con gli scheletri dei dinosauri, ma anche con quadri, panche, piante, espositori, mattonelle e quant'altro.

Gli scheletri più grandi richiedono espositori più impegnativi
Gli scheletri più grandi richiedono espositori più impegnativi

Ma non prima di aver trasportato il nostro dinosauro appena ricostruito dentro a una cassa, usando un muletto. La demo si conclude con alcune attività che mostrano delle fasi avanzate di gioco, come la ricostruzione di un tirannosauro.

In totale per fare tutto abbiamo impiegato più di un'ora, ma sinceramente non ci è dispiaciuto per niente passare il tempo con Dinosaur Fossil Hunter. Come succede per ogni titolo che simula delle attività lavorative reali, all'inizio eravamo molto prevenuti, ma con il passare del tempo ci siamo lasciati trascinare dal gioco e vi confessiamo che avremmo fatto volentieri qualche altro scavo, prima di abbandonarlo. Certo, vedremo se le meccaniche reggeranno per molte ore quando testeremo la versione finita, ma nella demo si sono dimostrate più che adeguate e ci hanno fatto venire voglia di approfondirle.

Il gioco ricostruisce con attenzione il mestiere del paleontologo, pur con le ovvie semplificazioni
Il gioco ricostruisce con attenzione il mestiere del paleontologo, pur con le ovvie semplificazioni

Per il resto, dal punto di vista tecnico Dinosaur Fossil Hunter fa il suo, ossia non stupisce, ma non risulta nemmeno sgradevole. Lo stile visivo è quello tipico dei simulator, tende cioè a un realismo molto superficiale. Diciamo che, in buona sostanza, la grafica è adeguata per il tipo di gioco, anche se un po' di creatività in più potrebbe fargli solo bene, soprattutto nella fase di allestimento del museo. Comunque staremo a vedere con la versione finita se ci sarà qualcosa di diverso o se sarà confermato quanto visto nella demo.

Dinosaur Fossil Hunter ci ha convinti e, come spesso accade con i simulator, ci ha stupiti per come sia riuscito a catturarci, senza neanche che ce ne rendessimo conto. La demo dura soltanto un'ora, ma è un'ora spesa bene, per un gameplay interessante e diverso da quello dei soliti giochi che arrivano sul mercato. Naturalmente essere conoscitori o appassionati di paleontologia è un più che vi farà apprezzare maggiormente il gioco. Dategli una possibilità, tanto provarlo non costa nulla.

CERTEZZE

  • Meccaniche di gioco interessanti
  • La vita del paleontologo non sembra male
DUBBI
  • Stilisticamente sembra il solito simulator