Drawn to Life: Two Realms, il provato

Disegni, eroi e tante idee in un sequel inatteso: abbiamo provato Drawn to Life: Two Realms

PROVATO di Simone Pettine   —   27/11/2020
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Il provato di Drawn to Life: Two Realms ricorda a tutti, e in pieno fervore da next gen, che c'è anche qualcos'altro da tenere d'occhio. Qualcosa di più piccolo ma ugualmente interessante, e che proprio in virtù delle sue dimensioni rischia di passare in sordina. Parliamo appunto dell'ultimo capitolo di questo curioso franchise, il cui debutto (forse ve ne ricorderete) risale al lontano 2007 e al Nintendo DS. A circa dieci anni dall'ultima avventura di Mike, Mari e compagnia, la vostra fantasia sta per scatenarsi ancora una volta. Abbiamo trascorso alcune ore alle prese con la produzione targata Digital Continue, e che verrà poi pubblicata da 505 Games il prossimo 7 dicembre 2020. Facciamo il punto.

Personalizzazione: disegnare il proprio eroe!

Drawn to Life: Two Realms è a tutti gli effetti il nuovo capitolo ufficiale della serie, non uno spin off: di conseguenza insisterà con forza su uno dei cardini del franchise, e cioè sull'aspetto legato alla personalizzazione. Ancora una volta i simpatici personaggi, come Mari e Mike, avranno bisogno di un alleato formidabile per risolvere tutti i propri problemi, e poi anche per affrontare le forze del male.

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Il giocatore - che rivestirà, meta narrativamente parlando, il ruolo del Creatore - potrà così disegnare il proprio eroe. Anzi, un Eroe con la "E" maiuscola, dato che dalla sua nascita in poi sarà a tutti gli effetti il personaggio principale della trama. Un ricco editor (molto più dettagliato e curato di quello dei due episodi precedenti) permetterà o di scegliere tra una serie di modellini preimpostati, o di creare da zero il proprio manichino. Noi, ad esempio, abbiamo optato per uno scheletro viola, ma c'era un po' di tutto: un pollo, un robot, uno spadaccino, un gatto mummia. L'unico vero limite consiste quindi nella fantasia.

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Drawn to Life: Two Realms, in verità, non richiede neppure di essere dei veri e propri artisti, per arrivare a risultati dignitosi: il sistema di input e di disegno è davvero intuitivo, adatto soprattutto ai più piccoli - ma con elevate possibilità di raffinamento anche per i più grandi.

Trama: due mondi, una sola storia

A detta degli sviluppatori, la trama rappresenterà uno degli aspetti principali di Drawn to Life: Two Realms. Tutto sarà fruibile anche per i nuovi arrivati, ma naturalmente il senso di appagamento sarà ancora maggiore per chi, a suo tempo, giocò i primi due capitoli del franchise. Difatti le avventure ricominciano proprio laddove erano terminate, con nuove minacce a funestare la vita dei protagonisti (che vivrebbero tutti, e tranquillamente, in pace, amore, amicizia e amenità vari).

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Due mondi, ma una sola storia. Il creatore darà una mano a Mari, che l'ha invocato per alcune problematiche legate al tempo presente; però per la prima volta Drawn to Life: Two Realms permetterà anche di "oscillare" tra due diverse realtà, quella di Rapoville e quella umana. In realtà la transizione tra l'una e l'altra sembra un pochino forzata e del tutto arbitraria, legata più ad esigenze della trama e di varietà piuttosto che a vere motivazioni strutturali. Sia come sia, è pur vero che abbiamo passato in compagnia di Drawn to Life: Two Realms solo alcune ore, e che ancora un mucchio di tempo ci separa dai suoi titoli di coda.

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Va infine ricordato come il titolo di Digital Continue non abbia mai mostrato, in fondo, particolari pretese, o la volontà di calamitare all'improvviso l'attenzione del mondo intero. Si tratterà, con ogni probabilità, di un titolo secondario, per quanto curato e divertente, indirizzato ad una precisa tipologia di pubblico. Quello che riesce ancora a preferire (non è detto che sia un limite, anzi) la "simpatia" di meccaniche di gioco, luoghi e personaggi ad una loro ossessiva profondità e memorabilità.

Il gameplay

Lato gameplay, Drawn to Life: Two Realms ha sfoderato da subito i suoi assi nella manica, proponendoci varie tipologie di livelli, tutte sufficientemente differenziate. Ora, il ritmo narrativo del titolo proseguirà in questo modo: il giocatore alternerà momenti di dialogo e di esplorazione di piccoli ambienti ai livelli veri e propri; questi ultimi verranno affrontati tramite meccaniche ora incentrate sul vero e proprio platform ora focalizzate sulla personalizzazione.

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In genere l'obiettivo di un determinato livello è quello di arrivare ad una porta, collocata alla sua conclusione; si procede da sinistra a destra, come in qualsiasi platform che si rispetti. Lungo il percorso vi sono vari ostacoli e per proseguire l'eroe deve sfruttare i "giocattoli", cioè i nemici. Ogni mondo è costituito da tre livelli (tutti molto piccoli), e il terzo livello è sempre basato sulla personalizzazione. Ovvero: in questo caso non ci sono dei nemici già presenti, ma è proprio il giocatore (creatore) a doverli collocare lì dove potrebbero tornargli utili.

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A tutto ciò dovete aggiungere un timer, al termine del quale sarà game over (ma è sempre molto generoso), e le monete sparse un po' ovunque. Raggiungere la fine di un livello è generalmente semplice, ma raccogliere tutte le monete può rappresentare anche una bella sfida. Siamo sicuri che proseguendo oltre la metà della narrazione principale, comunque, il livello di difficoltà inizierà a dare prova di sé: analizzeremo questo aspetto nella recensione, tra qualche settimana.

Per il momento Drawn to Life: Two Realms sembra il degno successore di una serie molto curiosa e interessante, adatta soprattutto ai più piccoli ma divertente anche per gli adulti. L'alternanza tra due mondi di gioco, un gameplay più raffinato rispetto all'epoca Nintendo DS e possibilità di personalizzazione decisamente elevate sono tutti punti a favore di Digital Continue. D'altra parte la longevità e il livello di difficoltà generale per il momento non ci hanno convinto pienamente, ma c'è ancora tempo prima del verdetto finale. Tenete d'occhio questa produzione, che costerà (tra l'altro) davvero poco, a prescindere dalla piattaforma sulla quale vorrete giocarla. E cioè PC, Nintendo Switch e dispositivi mobile.

CERTEZZE

  • Il sequel sembra molto curato
  • Personaggi, luoghi e situazioni adorabili
  • Gameplay interessante e ricco di possibilità
DUBBI
  • I "due mondi" sembrano un mero riempitivo
  • Livello di difficoltà per il momento molto basso
  • Dubbi su longevità e rigiocabilità