Embr: Il nostro provato 1

Embr propone meccaniche divertenti nei panni di alcuni sgangherati pompieri: prendiamo la pistola ad acqua e buttiamoci nelle case infuocate

PROVATO di Gianluca Scattarella —   25/05/2020

Indice

Embr è un titolo che funziona, lo ammettiamo. A primo impatto può sembrare un po' banale e spoglio, con il suo stile grafico cartoon minimal e poco dettagliato ed i modelli poligonali dei personaggi di opinabile gusto. Ma già alla fine del tutorial iniziale e della prima missione, abbiamo capito che in effetti c'era molto altro sotto la scorza. Dopo qualche ora passata davanti allo schermo del pc con il controller in mano possiamo tirare qualche conclusione in attesa del rilascio ufficiale del gioco.

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Diciamo innanzitutto che è un titolo semplice e fresco: se state cercando un simulatore di Vigili del fuoco iperrealistico non è il gioco che fa per voi. Embr si prende in giro da solo e fa dell'ironia la sua più grande forza. Ma alla fine fine, in mezzo alla confusione ed ai salti sui trampolini dai tetti in fiamme, ci ha divertito.

Pochi e semplici comandi, un menù fatto di una manciata di oggetti, alcuni dei quali quasi mai utili tra l'altro o comunque dall'uso non molto immediato e le mani del protagonista sempre davanti a noi, sono gli elementi che appariranno sempre a schermo mentre cercheremo di barcamenarci tra le stanze e le strutture degli edifici dai quali salvare i malcapitati. Si perché in Embe si salvano vite, come un moderno supereroe, sprezzante del pericolo e della morte. L'obiettivo principale infatti è quello di recuperare delle persone, impegnate nella attività più disparate e nascoste nei meandri più impensabili dell'edificio, mentre si cerca di sopravvivere all'incendio che divampa e a tutta una serie di problematiche derivate dalla situazione "caliente"; tipo cavi elettrici esposti che creano pozze elettrificate oppure altezze irraggiungibili o baratri invalicabili.

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Con l'aiuto dei vari attrezzi a disposizione però, quello che sembra impossibile viene reso un po' meno complicato. Ad esempio con la scala potremo sia raggiungere altezze notevoli, sia scendere da una finestra rotta. I livelli hanno ovviamente un limite di tempo, dato dalla velocità con la quale le fiamme avvolgono il tutto, comprese le persone. In questo lasso di tempo, di norma comunque pochi minuti, dovremo raggiungere l'obiettivo minimo di persone salvate, portandole dal punto in cui le troverete, al punto di raccolta, letteralmente lanciandocele.

Il divertimento, quello vero

La cosa veramente comica di tutto questo trambusto è il fatto che le dinamiche e le meccaniche di gameplay che si creano non hanno neanche lontanamente un minimo di pathos, dramma o paura derivanti normalmente da situazioni simili. Veder prendere fuoco case, stazioni di servizio, ristoranti e negozi è esilarante, anche e soprattutto perché, pensateci, trovare all'interno di un armadio murato un pupazzo che sembra uscito da "Buzz" che corre in giro mentre il fuoco piano piano gli sta mangiando la casa, e voi, dopo aver distrutto con 3 colpi d'ascia le ante del suddetto mobilio, state li a fissarlo perché invece di scappare continua il suo delirio, è semplicemente fantastico.

Per non parlare del ragazzone seduto sul water a giocare beatamente con il cellulare, preso di forza e gettato dalla finestra. Oppure ancora il bambino (che ha le stesse dimensioni del ragazzo e del pupazzo di cui sopra, ma con capelli e maglietta diversa) nella sua casa di legno intento a giocare tranquillamente sul suo letto, preso di peso per portarlo in salvo per poi cadere rovinosamente durante l'attraversamento del ponte di legno che collegava la casa al palazzo. Di queste situazioni se ne creano veramente a bizzeffe, e fidatevi se vi diciamo che si ride e ci si diverte veramente molto.

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Gameplay semplice ma completo nel suo insieme

Fondamentalmente tutto quello che ci viene chiesto è scegliere una missione in una sorta di mappa del mondo e, una volta caricato il livello, salvare quante più persone possibili. Ma non c'è solo questo. Ovviamente come si possono afferrare le persone per portarle in salvo, così si può fare per qualsiasi altro oggetto trasportabile, per poi trasferirlo nell'apposita zona per rivenderlo. E qui il gameplay si fa più stratificato, perché come avrete intuito comincerete a raccogliere quante più cose possibile per poter accumulare un bel gruzzoletto, incuranti delle povere persone che attendono di essere messe in salvo.

Durante i vari livelli vi saranno anche altri obbiettivi secondari, uno su tutti quello di trovare un malloppo di soldi nascosto. Con il denaro accumulato potrete comprare diverse cose nello shop: dalla cuffia da doccia al casco da pompiere, all'irrigatore portatile passando per il phon. Tutti oggetti utili e meno utili, ma comunque affini al contesto e sicuramente pane per i completisti. Le modalità di gioco sono due: la prima è quella classica di salvataggio delle persone in pericolo, la seconda vi metterà di fronte ad una fuga da diverse situazioni particolari, costringendo ad usare l'ingegno per trovare le vie d'uscita spegnendo interruttori e combinando i vari attrezzi a disposizione.

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E se il fuoco non si spegne?

Veniamo ora alle note dolenti, a partire dallo stile grafico. Che possa piacere o no, sicuramente nessuno potrà venirci a dire che non è un po' spoglio e poco dettagliato. Forse i ragazzi di Muse Games con un budget più alto avrebbero potuto tirar fuori qualcosa di più accattivante. Non fraintendeteci, come abbiamo già ribadito, è tutto estremamente piacevole e divertente, ma con delle rifiniture in più sarebbe stato un piccolo gioiellino. Durante le nostre prove sono anche successe situazioni che evidenziano la necessità di un po' di rifiniture: ad esempio travi che ci cadevano davanti e non ci permettevano di raggiungere la porta per uscire da una stanza senza finestre, collisioni con imprecisioni in più di un'occasione e animazioni non proprio top di gamma. La sua natura infine non lo rende un gioco particolarmente longevo in single player, con una dozzina di missioni ripetibili dello story mode.

Il bello dovrebbe venir fuori dal multiplayer, che purtroppo non siamo riusciti a testare con il codice messoci a disposizione. Sicuramente in sede di recensione potremo approfondire il discorso e renderci conto di quanto il divertimento possa diventare esponenziale con altre tre persone e soprattutto se saranno presenti modalità ulteriori e bonus dedicati. Per ora possiamo sicuramente dire che le fiamme dei dubbi sono in parte spente.

Embr è un fuocherello che riesce a scaldare tutti gli animi. Senza troppe pretese si staglia in mezzo ai blockbuster tripla A e punta a testa bassa quella fetta di videogiocatori che vogliono solo divertirsi. Con una grafica accattivante ma troppo semplice, qualche bug in eccesso e il multiplayer tutto da valutare, vedremo in fase di recensione se i ragazzi di Muse Games sono stati capaci di offrirci un titolo davvero buono oppure un semplice... fuoco di paglia.

CERTEZZE

  • Divertimento assicurato
  • Grafica coloratissima

DUBBI

  • Tecnicamente molto, troppo minimal
  • Qualche bug di troppo
  • Da valutare il multiplayer