Fairy Tail, provato il JRPG basato sullo shōnen

L'opera di Hiro Mashima, Fairy Tail, si prepara a debuttare in un JRPG quantomeno intrigante

PROVATO di Luca Porro   —   21/11/2019
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Grazie a Koch Media abbiamo potuto provare per venti minuti una delle prime build giocabili di Fairy Tail, JRPG a turni sviluppato da Gust e dedicato alla celebre opera di Hiro Mashima. Il titolo, che vedrà la luce nel 2020, vi metterà nei panni di Natsu, Lucy e dei membri dell'iconica gilda di maghi intenti ad affrontare i Grand Magic Games tra battaglie mozzafiato e comparse celebri per gli amanti dell'opera.

Maghi e magie

I venti minuti che abbiamo potuto giocare ci hanno messo nei panni di Natsu, Lucy e d Ezra intenti a liberare una spiaggia dai mostri e, successivamente, ad affrontare una temibile boss battle per testare i nuovi power up ottenuti nel mentre. Le due missioni giocabili rendono la narrativa ingiudicabile almeno per quanto riguarda questa prova del titolo pubblicato da Koei Tecmo. Possiamo però dire che i dialoghi, le possibilità di interazioni con i membri della gilda e la discreta possibilità di esplorazione delle aree sembrano comunque sufficienti per un contenuto narrativamente valido.

La fedeltà artistica è molto elevata, con personaggi e ambientazioni che ci sono sembrate decisamente in linea con quello che è il design utilizzato dal maestro Mashima nell'opera originale. Tecnicamente invece, il titolo non si è mostrato ineccepibile non tanto a livello grafico, vista la versione della build giocata, ma soprattutto a livello dei movimenti di Natsu, del controllo della telecamera e della responsività dei comandi che ci sono sembrati molto legnosi e rallentati.

Fairy Tail 02

Il cuore della prova era però saggiare il sistema di turni e la spettacolarità delle battaglie. Le due missioni ci hanno visto affrontare quattro battaglie compresa la boss battle e in tutti i casi le sensazioni provate sono state per la maggior parte positive. L'idea di non utilizzare un sistema puramente action o ibrido non ci ha impedito di divertirci. I combattimenti, nonostante un livello di difficoltà non proibitivo, regalano diversi spunti interessanti. Le possibilità del giocatore risiedono nell'utilizzo degli attacchi fisici, di quelli magici, della difesa e degli oggetti, il tutto selezionabile da un menu di scelta che ricorda molto quello utilizzato da Persona 5, ad esempio.

Il cuore del combattimento, vista la centralità della magia in Fairy Tail, è la grande varietà di attacchi magici e abilità magiche utilizzabile dai personaggi. Il party da noi utilizzato era di tre personaggi e ognuno (Natsu, Lucy e Ezra) utilizzava un set di abilità e magie differenti in base alle loro caratteristiche, seguendo una fedeltà totale rispetto a quanto letto o visto nel manga o nell'anime. I colpi di fuoco di Natsu, le summon di Lucy o l'armatura di Ezra rendono l'idea della spettacolarità dell'opera e una volta in azione esalteranno non poco i palati degli appassionati. L'efficacia degli attacchi e poi gestita seguendo un reticolo di azione degli attacchi magici in linea con molti JRPG classici. Scegliere dunque l'attacco da utilizzare anche in base alla posizione in campo dei nemici sarà fondamentale. A livello di statistiche invece, la build non ci dava accesso ai menu rendendoci possibile solo controllare HP e MP in battaglia, siamo però certi che il titolo nasconda un discreto livello di profondità dato che in un caso abbiamo potuto assistere alla presenza di un sistema di debolezze/resistenze legato agli elementi degli attacchi magici.

Fairy Tail 04

Purtroppo la prova di Fairy Tail è durata poco e non ci ha permesso di sviscerare a fondo un sistema di combattimento a turni che sembra avere la sua profondità. Questo primo incontro col titolo Koei Tecmo ci conferma però la capacità di Gust di sviluppare JRPG molto interessanti. È molto presto per valutare Fairy Tail, ma questi venti minuti sono andati oltre ogni più rosea aspettativa.

CERTEZZE
  • Artisticamente rispettoso dell'opera originale
  • Combattimenti molto spettacolari
DUBBI
  • Movimenti legnosi e qualche input lag di troppo
  • Narrativamente ingiudicabile