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I migliori soulslike in due dimensioni

Non tutti gli studi hanno seguito alla lettera la formula dei soulslike di FromSoftware: alcuni hanno scelto di reinventarla in due dimensioni.

SPECIALE di Silvio Mazzitelli   —   21/03/2026
Blasphemous
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L'impatto di Dark Souls (e di Demon's Souls prima di lui) sull'intero mondo videoludico è stato davvero immenso. FromSoftware, con i soulslike, non soltanto ha inventato un nuovo sottogenere degli action RPG, tutt'oggi popolarissimo, ma, con alcune delle sue trovate di gameplay, ha influenzato parecchi altri generi anche distanti da questa formula. Sono sempre di più gli action che adottano anche solo in piccola parte alcune meccaniche tratte da questi titoli, tra i contrattacchi e il sistema dei falò, e questi si sono diffusi persino in generi all'apparenza distanti, come dimostra ad esempio Clair Obscur: Expedition 33, che è un classico JRPG a turni.

Di soulslike creati da nuovi team volenterosi di emulare i titoli di FromSoftware ne vediamo davvero tanti ogni anno ormai, ma tra questi ce ne sono alcuni che decidono di non seguire pedissequamente tale formula, rinunciando a un elemento che all'apparenza sembrerebbe fondamentale: la terza dimensione. Così sono nati i soulslike completamente in due dimensioni.

Potremmo definirli "un sottogenere del sottogenere", ma questi soulslike in 2D hanno preso sempre più piede nel corso degli anni e ormai ne esistono davvero parecchi, con alcuni che sono davvero di qualità eccellente. Solitamente poi i soulslike in 2D sono ibridati con un altro famoso genere nato per funzionare al meglio senza la terza dimensione: i metroidvania. Da questi ultimi, infatti, gran parte di questi titoli 2D riprende soprattutto la struttura delle mappe, su cui poi vengono innestate le tipiche meccaniche dei soulslike.

Attenzione però, perché anche in questo caso il confine tra diversi generi è molto labile. Tra i giochi che abbiamo scelto ci sono infatti soltanto quelli "più puri", ovvero che si avvicinano il più possibile alle meccaniche e soprattutto alla filosofia dei soulslike, per questo non ci saranno esperienze come i due Hollow Knight o Dead Cells che, seppur abbiano diverse meccaniche in comune, alla radice sono molto più dei metroidvania, con anche diverse importanti fasi platform.

Fatta questa precisazione, andiamo a scoprire quali sono i migliori soulslike in 2D arrivati a noi fino a oggi.

Salt and Sanctuary

Senza alcun dubbio il capostipite dei soulslike in 2D è Salt and Sanctuary di Ska Studios, uscito in origine nel 2016. Il gioco è quanto di più vicino ci possa essere a Dark Souls, ma completamente in due dimensioni.Al suo interno ci sono tutti gli elementi tipici di un soulslike in 3D: il combattimento basato sulla stamina, le meccaniche di recupero delle spoglie e dll'esperienza acquisita sconfiggendo i nemici, la grande varietà di build basate sulla distribuzione dei punti delle statistiche e, ovviamente, delle battaglie coi boss tanto spettacolari quanto punitive.

Anche la narrazione mantiene il tono criptico tipico del genere e il level design è fatto di grandi aree interconnesse tra loro, ispirate a metà tra quelle di Dark Souls e quelle dei metroidvania più classici. Era presente anche la cooperativa e il PvP tra giocatori, seppur non funzionasse sempre perfettamente.

Salt and Sanctuary è stato il pioniere dei soulslike 2D
Salt and Sanctuary è stato il pioniere dei soulslike 2D

Nel 2022 uscì anche un seguito, chiamato Salt and Sacrifice, che rappresentò però un passo indietro, per la volontà del team di sviluppo di ibridarlo con ulteriori generi, come ad esempio inserendo delle cacce in stile Monster Hunter, con la necessità di ripeterle per farmare materiali e costruire nuovo equipaggiamento. Questi aspetti lo resero più ripetitivo e meno a fuoco del suo predecessore.

Seppur non sia perfetto, sia per bilanciamento che per meccaniche, il primo Salt and Sanctuary rimane il pioniere dei soulslike in 2D e ancora oggi un valido esponente di questa categoria di giochi.

Tails of Iron

Anche questa serie, sviluppata da Odd Bug Studio, è composta da due capitoli: il primo uscito nel 2021 e il secondo nel 2025. In Tails of Iron si vive un'epica avventura dark fantasy in cui i protagonisti sono piccoli animali antropomorfi. Nel primo capitolo controlleremo il topo Redgi, erede al trono della sua stirpe, costretto ad affrontare il clan delle rane dopo che questo ha assassinato il re, suo padre. La narrazione segue quindi una struttura piuttosto diretta, accompagnando il percorso di vendetta del giovane protagonista.

Un boss del secondo Tails of Iron
Un boss del secondo Tails of Iron

Un ruolo centrale è ricoperto dal sistema di combattimento, che per risultare più fluido elimina completamente la barra della stamina. Restano però numerose opzioni legate all'equipaggiamento; diverse armi e armature permettono infatti di definire lo stile di gioco del personaggio: si possono indossare armature pesanti, che offrono maggiore difesa a discapito della mobilità, oppure puntare su equipaggiamenti più leggeri e veloci, basando tutto sulla schivata e sull'agilità.

Il secondo capitolo, Tails of Iron 2: Whiskers of Winter, sposta invece l'attenzione su un nuovo protagonista. In modo non troppo diverso da una storia alla Jon Snow, uno dei protagonisti di Game of Thrones, controlleremo Arlo, incaricato di difendere i confini settentrionali del regno dalla minaccia del clan dei pipistrelli, creature in grado di controllare anche versioni non morte di vari animali.

Questo seguito riprende la struttura del primo gioco, fortemente focalizzata su combattimento ed equipaggiamento, ampliandola con alcune novità. Tra queste spiccano un sistema elementale più articolato e la possibilità di gestire la propria base con meccaniche che ricordano, in forma semplificata, quelle di un gestionale. Entrambi i titoli forse mostrano qualche limite sul fronte dell'esplorazione, ma riescono comunque a distinguersi grazie a battaglie coi boss particolarmente riuscite.

The Last Faith

The Last Faith è una vera lettera d'amore a Bloodborne, trasformata in un riuscito soulslike in due dimensioni caratterizzato da un'ottima pixel art e da animazioni particolarmente curate. Gli sviluppatori di Kumi Souls Games - studio con sede a Londra, ma creato da talenti italiani - hanno inserito in The Last Faith anche un evidente tributo alla saga di Castlevania, riconoscibile soprattutto nella struttura delle mappe e nella progressione dell'esplorazione, oltre che nel design di alcune creature, in particolare quelle di natura vampirica.

The Last Faith è un bel mix tra Bloodborne e Castlevania
The Last Faith è un bel mix tra Bloodborne e Castlevania

Nel gioco vestiamo i panni di Eric, un uomo che si risveglia nella decadente Mythringal, un tempo gloriosa cittadina fondata sull'equilibrio tra magia e scienza, ora rifugio di numerosi orrori. Attraverso la scoperta di libri, documenti e altri indizi sparsi per il mondo di gioco, è possibile ricostruire il passato della città e comprendere meglio le cause della sua rovina.

Il gameplay alterna una solida componente esplorativa a un sistema di combattimento brutale e molto dinamico. Ispirandosi chiaramente a Bloodborne, il gioco permette di utilizzare contemporaneamente un'arma bianca e una a distanza (tra pistole e fucili) facendo grande affidamento sul sistema di parata, fondamentale per affrontare al meglio i potenti e spettacolari boss che si incontrano lungo il cammino. Anche il sistema di magie risulta particolarmente interessante e diventa essenziale da padroneggiare per superare gli scontri più impegnativi.

Blasphemous

Il team spagnolo The Game Kitchen ha iniziato a farsi un nome importante nell'industria videoludica soprattutto dopo l'uscita di Blasphemous, arrivato nel 2019 e diventato rapidamente uno degli esempi più riusciti di soulslike in 2D. Fin dai primi trailer, ciò che ha colpito molti giocatori è stata la splendida pixel art ispirata all'iconografia cattolica, reinterpretata però in una chiave molto più oscura e disturbante. Molti boss, infatti, rappresentano versioni grottesche di alcune delle immagini più potenti della tradizione religiosa, qui trasformate in creature tanto affascinanti da osservare quanto difficili da affrontare.

Il gioco è sostenuto anche da una lore particolarmente evocativa. Il giocatore veste i panni del Penitente, ultimo sopravvissuto di una congrega chiamata Confraternita del Lamento Silente, impegnato a scoprire la verità dietro la maledizione che ha colpito la terra di Custodia. In questo mondo tormentato, creature mostruose nate apparentemente da un'entità divina conosciuta come il Miracolo minacciano l'esistenza stessa dei mortali.

A livello artistico Blasphemous è ancora oggi davvero incredibile
A livello artistico Blasphemous è ancora oggi davvero incredibile

Il primo Blasphemous si distingueva per un'anima più action e per una progressione relativamente più semplice rispetto ai classici soulslike. Veniva infatti ridotta la varietà dell'equipaggiamento e la creazione di vere e proprie build, pur mantenendo molti elementi tipici del genere: magie, potenziamenti di vario tipo, la classica gestione delle morti e un livello di difficoltà decisamente punitivo.

Il secondo capitolo, Blasphemous 2, uscito nel 2023, ha migliorato praticamente ogni elemento del suo predecessore. Il sistema di combattimento e la progressione sono stati ampliati grazie alla presenza di più armi e di nuove possibilità di potenziamento, che permettono una maggiore personalizzazione del personaggio. Anche in questo caso non manca una pixel art di altissimo livello, accompagnata da numerosi scontri con boss spettacolari e impegnativi.

Ender Lilies: Quietus of the Knights

Uno dei titoli più particolari e interessanti di questa categoria è senza dubbio Ender Lilies: Quietus of the Knights, realizzato dai team giapponesi Adglobe e Live Wire. Il gioco si distingue soprattutto per il suo originale sistema di combattimento. Il giocatore controlla Lily, ultima discendente delle White Priestesses, figure sacre dotate del potere di purificare gli spiriti dalla corruzione. Il regno di Land's End è stato devastato da una misteriosa pioggia che ha trasformato i suoi abitanti in mostri e solo Lily possiede il potere necessario per liberarli da questa maledizione.

La protagonista, però, non combatte direttamente. A proteggerla sono gli spiriti dei guerrieri purificati, che si legano a lei e possono essere evocati in battaglia. Ognuno di loro possiede attacchi e abilità uniche, creando un sistema di combattimento basato sulla gestione di diverse evocazioni.

Ender Lilies è un soulslike in due dimensioni dal sistema di combattimento molto particolare
Ender Lilies è un soulslike in due dimensioni dal sistema di combattimento molto particolare

Anche in questo caso non mancano boss particolarmente riusciti, ma il gioco si distingue anche per una fase esplorativa molto curata, arricchita da enigmi ambientali che sfruttano in modo intelligente le varie abilità degli spiriti.

Il titolo ha ricevuto anche un seguito, Ender Magnolia: Bloom in the Mist, uscito lo scorso anno e ambientato molti anni dopo gli eventi del primo capitolo, con una nuova protagonista chiamata Lilac. Anche questo secondo episodio si è rivelato un seguito di grande qualità, capace di mantenere i principali punti di forza dell'originale, tra cui spicca soprattutto un comparto artistico di grande livello condiviso da entrambi i giochi.

Tocca a voi

E voi? Avete qualche altro gioco da suggerire? Quali sono i vostri soulslike in 2D preferiti?