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Intel Rocket Lake-S: una panoramica sull'undicesima generazione di processori

I processori Intel di undicesima generazione cambiano marcia sulla grafica integrata, frenano sul numero dei core e puntano sull'incremento di IPC

SPECIALE di Mattia Armani   —   16/03/2021

La presentazione ufficiale dei processori Intel di undicesima generazione, in arrivo il 30 marzo, ha rivelato gli ultimi dettagli di una serie che ci è già familiare grazie alla valanga di dettagli emersi da rumor, da processori venduti in anticipo e dalle specifiche delle schede madri della serie 500, già disponibili da qualche tempo. A capitanare la nuova serie c'è il Core i9-11900K, un octa-core spinto al massimo che cede due core rispetto al 10900K, ma compensa questo svantaggio con un salto netto nelle istruzioni per clock, frutto di un'architettura che, pur ancora vincolata ai 14 nanometri utilizza core pressoché identici a quelli Sunny Cove delle CPU a 10 nanometri della serie Ice Lake.

Il primato nel gaming

Nuova grafica integrata e connettività migliorata
Nuova grafica integrata e connettività migliorata

La decisione di Intel di prendere una tecnologia a 10 nanometri per riconvertirla a 14 nanometri nasce da motivazioni ben precise. Ha infatti permesso alla compagnia di combinare le altissime frequenze raggiunte grazie alle numerose revisioni dei transistor a 14 nanometri con novità strutturali importanti che ci portano a un incremento delle istruzioni per clock del 19%. Abbastanza per garantire una potenza bruta superiore al 10900K nonostante il ritorno a un massimo di 8 core contro i 10 del modello di punta della serie precedente. Questo nonostante non ci siano incrementi in termini di clock massimo che resta di 5.3 GHz in modalità Thermal Velocity Boost.

Ma l'aumento prestazionale, pur non raggiunto alzando le frequenze che sono ormai arrivate al limite, ha comunque un peso sui consumi che restano identici a quelli del 10900K con PL1 fissato a 125W e PL2 fissato a 250W, raggiungibili però solo con un raffreddamento di fascia alta. Senza infatti la CPU è destinata a fermarsi a 177W, limitando di fatto le prestazioni massime del processore. Tra l'altro la rinuncia a due core comporta per l'11900K un salto ben più modesto sulla serie precedente, in termini di potenza multithreaded, rispetto ai Core i5 e i Core i7, che mantengono la medesima conta di core dei diretti predecessori. Ma c'è un motivo valido, al pari della scelta del processo produttivo a 14 nanometri.

Incremento netto in termini di IPC e nuove capacità legate all'intelligenza artificiale
Incremento netto in termini di IPC e nuove capacità legate all'intelligenza artificiale

Anzi, la rinuncia agli otto core è direttamente correlata ai transistor utilizzati e non è una questione di consumi. Il problema riguarda la dimensione di componenti pensate per la versione a 10 nanometri dell'architettura che nel passaggio ai transistor a 14 nanometri si fanno più ingombranti. Abbastanza da rendere impossibile combinare i 10 core con un GPU Integrata di nuova generazione a cui Intel non ha voluto rinunciare, visto l'utilizzo della nuova tecnologia grafica Intel Xe che garantisce un salto importante rispetto al passato, sbandierando un incremento di prestazioni del 50% rispetto alla nona generazione di GPU integrate Intel. Un qualcosa che Intel ha ritenuto più importante, al pari delle frequenze, della conta dei core, campo in cui la concorrenza è decisamente avanti, puntando più che altro al primato nel gaming. Là dove l'i9 11900K mette in campo, almeno nei benchmark ufficiali e con una RTX 3080 come GPU, incrementi che ammontano al 9% in Gears 5, all'8% in Grid, al 14% in Microsoft Flight simulator e al al 13% in Total War: Three Kingdoms che sfrutta la CPU per animazioni, particelle e grandezza delle armate. Per il Core i5-10600K si parla invece del 9% in Gears 5, dell'8% in Grid, del 14% in Microsoft Flight simulator e del al 13% in Total War: Three Kingdoms, con un incremento inferiore nel simulatore Microsoft ma un guadagno complessivamente maggiore da una generazione all'altra. Sia chiaro, parliamo di giochi specifici che secondo alcune recensioni non stravolgono il panorama, ma il passaggio ai nuovi Core garantisce senza dubbio vantaggi in gaming, ovviamente nel caso dei modelli di nuova generazione. Non tutta l'offerta Intel è infatti destinata a passare alla nuova architettura.

Mentre le CPU delle serie Core i5, Core i7 e Core i9 passano tutte all'architettura Rocket Lake-S, a partire dal Core i5-11400T a basso consumo per arrivare al Core i9-11900K, i modelli Core i3 e Pentium Gold sono destinati a tenere viva la bandiera della decima generazione di processori Intel, a partire dall'architettura per arrivare alla grafica integra. Alcuni modelli però sono classificati come refresh e ci aspettiamo quindi qualche miglioramento, anche con le schede madri della serie 400, compatibili tra l'altro, a esclusione dei modelli H410 e B460, anche con i nuovi processori Rocket-Lake-S di undicesima generazione.

Vecchio processo produttivo, nuova architettura

Una panoramica delle nuove caratteristiche della serie Rocket Lake-S
Una panoramica delle nuove caratteristiche della serie Rocket Lake-S

I miglioramenti prestazionali sono frutto di una serie di novità che vanno anche a impattare sulla produttività. Tra le caratteristiche ereditate da Ice Lake troviamo un maggior quantitativo di cache, miglioramenti importanti alla Branch Prediction, tagli alle latenze ovviamente funzionali all'IPC aumentato, istruzioni dedicate all'ambito Crypto Performance e fino a 20 linee PCIe 4.0 per la sola CPU, con un aumento delle linee sia in termini numerici che in termini di velocità. Da notare inoltre il supporto per la connettività Thunderbolt 4.0 e per l'USB 3.2 Gen 2x2 con.

Ma in ambito produttivo la tecnologia che attira di più l'attenzione si chiama Deep Learning Boost, con supporto VNNI, e ha ovviamente a che fare con l'intelligenza artificiale. A questo proposito Intel ha parlato di incrementi prestazionali fino all'88% nell'ambito della creazione video, evidenziando una superiorità fino al 38% in MLPerf rispetto al Ryzen 5900X. In altri casi, come SYSmark, il divario è inferiore ed è chiaro che la tecnologia deve essere supportata, ma l'utilizzo dell'intelligenza artificiale anche per le CPU, con Rocket Lake-S non solo per la grafica ma anche per l'audio, apre a scenari globali decisamente interessanti benché, come ammesso candidamente dalla stessa Tntel, il numero dei core sia destinato a restare estremamente importante nei calcoli multithreaded.

La ASUS ROG STRIX Z590-E Gaming WIFI
La ASUS ROG STRIX Z590-E Gaming WIFI

Tornando al gaming il pacchetto include inoltre il supporto per la resizeable bar, la tecnologia che AMD chiama Smart Access memory e che consente al sistema di accedere in un sol colpo a tutta la memoria della GPU. Da non dimenticare inoltre il supporto nativo per la memoria a 3200 MHz accompagnato da una piccola rivoluzione che oltre a incrementare l'importanza del clock della RAM sulle prestazioni, punto debole del precedente ecosistema Intel, arricchisce in modo esponenziale le opzioni di overclock. Il miglioramento parte dal software Exteme Tuning, interamente rivisto e ora utilizzabile per cambiare i valori della memoria direttamente da windows, in tempo reale e senza riavvio.

Inoltre l'overclock della memoria è disponibile anche con chipset H570 e B560, persino montando processori nelle varianti K della generazione precedente. Risulta infine possibile tarare singolarmente ogni valore, compresi quelli legati nello specifico alle istruzioni AVX 2 e AVX-512, e sono stati rimossi svariati limitatori con l'obiettivo di consentire agli overclocker di raggiungere nuovi record. Per il processore si parla invece di parametri specifici per singolo core, con il software in grado di verificare quali sono i migliori, e di impostazioni configurabili anche per il Thermal Velocity Boost. Ma di questo parleremo senza dubbio più approfonditamente dopo aver provato con mano le nuove CPU Intel in vista del lancio ufficiale del 30 marzo.