King Arthur: Knight's Tale, il provato del gioco che ribalta il mito della Tavola Rotonda

Il provato di King Arthur: Knight's Tale, un ibrido tra un gioco di ruolo e uno strategico a turni che prova a ribaltare il mito della Tavola Rotonda.

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   05/02/2021
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Re Artù e Sir Mordred si sono uccisi a vicenda. Conoscendo un po' il mito, uno si aspetterebbe che il primo fosse premiato per le sue buone azioni, mentre il secondo finisse dritto in qualche inferno. Invece Neocore Games, studio cui dobbiamo tra gli altri i Van Helsing e Warhammer 40,000: Inquisitor - Martyr, ha deciso che tutto debba andare al contrario di come dovrebbe e così ci ritroviamo un Artù risorto come capo delle forze del male, e Mordred scritturato dalla Dama del Lago come unico eroe che possa salvare Camelot e il genere umano tutto. Insomma, King Arthur: Knight's Tale, di cui abbiamo provato la versione in Accesso Anticipato, ribalta completamente il mito della Tavola Rotonda, con dei risultati a tratti davvero interessanti.

Chiamiamola demo

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Il problema principale della versione di King Arthur: Knight's Tale attualmente disponibile è che possiamo considerarla soltanto come una grossa demo, perché si termina nel giro di una manciata di ore. Anche meno se si giocano solo le due missioni principali incluse, evitando quelle secondarie. Un po' poco per farsi un'idea completa, o quantomeno solida, del gioco e dei suoi sistemi più interessanti, che sulla carta sono eccezionali, ma che nella pratica abbiamo potuto appena assaggiare. Ci è sembrato giusto far iniziare l'analisi con questa premessa, per mettere subito in chiaro di che cosa si stia parlando. Va detto che gli sviluppatori hanno elencato con dovizia di particolari i contenuti inclusi al lancio, quindi non gli si può addossare la colpa di essere stati poco chiari. Ma dato che recentemente abbiamo potuto provare giochi in Accesso Anticipato molto più completi, come Valheim, vi confessiamo che un minimo di delusione l'abbiamo provata nel non poter vedere di più. Chiarito il punto cerchiamo però di valutare quanto abbiamo avuto modo di toccare con mano.

Sistema di combattimento

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King Arthur: Knight's Tale è sostanzialmente un gioco di ruolo con i combattimenti che sembrano usciti da un XCOM, solo che invece di terrestri contro alieni che si sparano addosso con armi fantascientifiche, ci sono dei cavalieri che affrontano banditi, non morti e mostri a colpi di spade, alabarde, frecce e magie varie. Le brevi missioni attualmente testabili hanno tutte una struttura molto simile: Mordred e il suo party possono essere mossi in tempo reale usando il mouse con un sistema punta e clicca (pensate a un Baldur's Gate), oppure con i tasti direzionali / levetta del controller, alla stregua di un gioco d'azione. Quando si arriva nei pressi di un gruppo di nemici scatta il combattimento, in cui ogni fazione muove tutte le sue unità a ogni turno. Ognuna è dotata di un certo numero di punti azione che può usare per spostarsi, attaccare o usare un'abilità speciale. Volendo è possibile anche sfruttare gli elementi dello scenario come coperture, così da subire meno danni dai colpi, oppure si possono compiere azioni difensive come conservare i punti azione per il turno successivo, o tenere sotto controllo un'area per attaccare chiunque passi da quella parte.

Immaginiamo che nelle fasi avanzate del gioco ci saranno molte più variabili da tenere in considerazione, ma nella manciata di missioni che abbiamo potuto provare le scelte erano limitate, anche se i pochi livelli fatti guadagnare ai personaggi ci hanno permesso di vedere in azione alcune abilità speciali avanzate (nemmeno troppo, in verità), nonché di vedere i primi passi del sistema di progressione, purtroppo ancora incompleto. Ma torniamo a noi.

Per vincere uno scontro bisogna naturalmente eliminare tutti gli avversari. I nemici generici sono dotati di una sola barra di energia, mentre quelli più forti dispongono anche di corazze e punti corazza, che assorbono una certa quantità di danni e sono soggetti a bonus e malus diversi da quelli dei punti vita veri e propri. I danni causati variano a seconda di un buon numero di fattori, primo fra tutti il posizionamento. Purtroppo le prime missioni non ci hanno offerto una sfida tale da permettere di stressare il sistema, quindi non sappiamo dirvi quanto paghi applicare tattiche più o meno elaborate. A noi per vincere è bastato attaccare e usare un minimo di buon senso.

Gestione del regno

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A parte combattere, non c'è molto altro da fare durante le missioni, almeno quelle iniziali. Esplorando si possono trovare forzieri da aprire e cadaveri da razziare, oppure ci si può imbattere in qualche evento, come una donna che fugge da alcuni predoni o un cavaliere in cerca di vendetta, ma poco altro. In giro si trovano anche degli oggetti speciali, come altari o falò, che consentono di dare un po' di sollievo al party, Da notare che il bottino non può essere distribuito durante la fase esplorativa, ma va gestito tra una missione e l'altra. Importante notare che le missioni secondarie sembrano essere molto più semplici di quelle principali, con meno eventi e scontri più generici. Comunque sia, conclusa una missione si possono far crescere di livello i personaggi che abbiano accumulato abbastanza punti esperienza, migliorandone le abilità o sbloccandone di nuove. Inoltre si può gestire Camelot, acquistando miglioramenti per il castello e i suoi dintorni e gestendo le truppe che si sono unite alla nostra causa. Quindi si può selezionare una nuova missione dalla mappa di gioco e tornare a combattere.

Qualche punto oscuro

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In termini di storia non abbiamo molto da dirvi su King Arthur: Knight's Tale, più di quanto abbiamo scritto nell'introduzione, perché abbiamo potuto provare appena uno scampolo della campagna principale. A essere puntigliosi una stranezza l'abbiamo notata: i cavalieri che si incontrano non fanno grosse resistenze a unirsi a Mordred, anche se erano alleati fedeli di Re Artù, spesso con giustificazioni pretestuose. Inoltre le prime scelte morali, proposte tra le missioni, sono davvero tagliate con l'accetta e fanno immediatamente capire la loro direzione. Diciamo che se anche la versione finale fosse così, il sistema morale ne risulterebbe inevitabilmente indebolito, perché così è davvero su chi e come avranno effetto certe decisioni. Sul lato tecnico, invece, preferiamo non spendere troppe parole. Non perché ciò che abbiamo visto ci sia dispiaciuto, tutt'altro, ma perché è chiaro che King Arthur: Knight's Tale è ancora in alto mare in termini di sviluppo, quindi tutto potrebbe cambiare nel giro di pochi mesi, sia a livello di impatto visivo, sia a livello di ottimizzazione. Vi sapremo ridire quando avremo modo di provare una versione avanzata del gioco.

King Arthur: Knight's Tale ci è piaciuto... per quel che è durato. Come detto nell'articolo, la versione Accesso Anticipato è solo una grossa demo, con oltretutto moltissimi sistemi di gioco disattivati e altri appena accennati. L'impressione generale è buona, le premesse per ritrovarci tra le mani un ottimo titolo ci sono tutte, ma è davvero prematuro dare giudizi definitivi.

CERTEZZE

  • Il sistema di combattimento sembra ben fatto
  • Sembra un buon mix di generi
DUBBI
  • Abbiamo visto davvero troppo poco del gioco
  • Speriamo che le scelte morali siano tagliate meno con l'accetta