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L'estate che ha ridisegnato i prossimi due anni di videogiochi

Dal Summer Game Fest al Nintendo Direct, una settimana che ricordava l'E3: grandi nomi, remake storici e un'industria che rilancia.

SPECIALE di Francesco Serino   —   13/06/2026
Asha Sharma

Finalmente è accaduto quel che temevo non accadesse più: la settimana videoludica più calda dell'anno è stata stravinta dai giochi ad alto e medio budget. Grandi nomi e astri nascenti hanno annichilito un esercito di prodotti indipendenti diventati davvero troppo simili tra loro, incastrati tra virtuosismi grafici e gameplay ridotti al minimo.

Quello che rimane in testa dopo sette giorni di live, showcase, Summer of Games e tutto il resto è una selezione straordinaria di grossi e grassi gioconi che spaziano nei generi e nello stile.

Il lento risveglio

Da una parte abbiamo nuovi player che si stanno facendo un nome, come Saber per esempio; assistiamo poi alla ricomparsa di Konami con i suoi titoli dal budget intelligente. Infine, volge al termine la folle rincorsa al GaaS dalle uova d'oro e c'è un ritorno graduale a un portfolio più variegato di produzioni, proprio come sta facendo Sega.

Già solo l'offerta Microsoft basterebbe a riempire le pance...
Già solo l'offerta Microsoft basterebbe a riempire le pance...

Dall'altra ci siamo noi appassionati videogiocatori, la massa: la grafica sempre più realistica degli ultimi vent'anni ci ha fatto perdere gradualmente il filo del discorso, ma ora che siamo a un passo dal fotorealismo abbiamo imparato anche ad accontentarci. Un gioco bello da vedere è sempre ben accetto, ma è molto meglio un gioco che gira bene, che non chiede continuamente soldi e che sia, prima di tutto, divertente. Giochi che dieci anni fa sarebbero stati tecnicamente derisi oggi hanno riacquisito una loro dignità, perché forse stiamo capendo che Rockstar e Naughty Dog sono un'eccezione e trasformarle nella regola è pericoloso per l'industria.

Tanti e diversi

Il risultato è un parterre di giochi di ogni genere e di ogni scala. Volete grandi remake? Eccovi serviti un Resident Evil Code: Veronica che promette faville e il remake di Zelda: Ocarina of Time, a cui è bastata una clip di pochi secondi per far urlare in tanti. Volete il cinema? Bussate ai PlayStation Studios, che stanno per sfornare God of War Laufey e Wolverine, quest'ultimo un gioco che riporta di colpo ai cosiddetti tie-in degli anni '90.

L'espressione di Koizumi in procinto di presentare il remake di Ocarina of Time
L'espressione di Koizumi in procinto di presentare il remake di Ocarina of Time

Vi mancano le vitamine e gradireste una spremuta di sangue? Corre in vostro aiuto il nuovo Gears of War. Siete hardcore al punto giusto? Clockwork Revolution sembra fuori di testa. Tornano persino i robottoni con gen ATLAS (di Ueda!) e Gundam Rogue Orbit. Sega ha lanciato i fuochi d'artificio con Alien: Isolation 2, Virtua Fighter Crossroads e Crazy Taxi. Persino Star Wars Galactic Racer, se fatto dignitosamente e prezzato bene, potrebbe dire la sua. Non si può nemmeno sottovalutare l'annuncio di Xenoblade Genesis e la chiusura della trilogia di Final Fantasy VII da parte di Square Enix. Se uniamo quel che è stato mostrato negli ultimi giorni con quello che già sappiamo essere in sviluppo e in arrivo, anche senza contare GTA c'è da essere molto allegri: l'industria sembra stia finalmente reagendo al "long Covid" di cui soffriva da tempo.

Indie a fuoco lento

I giochi indipendenti hanno invece più di un problema: sono tantissimi e in questi show, dove te ne infilano uno dietro l'altro, non funzionano come dovrebbero. Gli indie sono la linfa vitale della mia passione, ne riconosco la fondamentale importanza e so bene che in arrivo ci sono giochi probabilmente eccezionali, come per esempio Order of the Sinking Star di Jonathan Blow, ma quelli presentati? Ne spiccano soltanto una manciata e si fa fatica a ricordarne persino i nomi. È quella polvere di stelle dove magari trovi anche il prossimo fenomeno di vendite, ma devi lavorare col setaccio come i cercatori d'oro di duecento anni fa.

Sono convinto che, a volte, comparire in quei roll infiniti sia persino controproducente: è come lanciarsi nel cestone degli sconti e, se non hai una bomba in mano, rischi di uscirne svilito o di essere dimenticato in men che non si dica. È necessario comunque prendere in considerazione che negli ultimi tre anni questo mondo è cambiato radicalmente, così come è cambiato il modo di agire dei grandi publisher che, invece di acquisire ed espandersi, provano ora a investire sul singolo gioco, co-producendolo o semplicemente offrendogli la pubblicazione. Il concetto di gioco indipendente si fa sempre più labile e un evento come il PC Gaming Show può lavorare soltanto con quel che gli rimane in mano.

Due folli anni

Da qualunque punto di vista la si guardi, è stata comunque una grande settimana di annunci e tanto basta: con i tempi che corrono non abbiamo certo bisogno di nuove console che in pochi, comunque, potrebbero permettersi.

L'incredibile grafica di God of War Laufey
L'incredibile grafica di God of War Laufey

Si è puntato ai giochi, senza distrazioni, spianando la strada ai prossimi due folli anni che abbiamo davanti. Data per mezza morta, l'industria dei videogiochi rilancia. A GTA VI il compito di suonare la sveglia: la ricreazione è finita.

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