Marvel Cinematic Universe, i dieci momenti migliori fino a oggi 14

Ricordiamo dieci momenti memorabili nei ventidue film che hanno composto il Marvel Cinematic Universe fino a Endgame

SPECIALE di Christian Colli   —   30/05/2019

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Attenzione: questo speciale racconta nel dettaglio alcune scene molto importanti nei film del Marvel Cinematic Universe. Non proseguite con la lettura se ve ne manca qualcuno all'appello!

Nonostante sia passato più di un mese dall'uscita di Avengers: Endgame in tutte le sale cinematografiche, il film dei registi Joe e Anthony Russo continua a far parlare di sé, soprattutto ora che si avvicina sempre di più al traguardo degli incassi internazionali di Avatar. Endgame è stato il punto di arrivo di un progetto senza precedenti nella storia del media, lungo ventidue film usciti nell'arco di undici anni: immaginatelo come una specie di super costosa serie TV da cinema. Un viaggio incredibile che, come tanti altri, ha attraversato diverse tappe, qualcuna memorabile e qualche altra meno convincente. Mentre aspettiamo di scoprire che cosa ci riserva la stretta di mano tra Marvel e Square Enix con The Avengers Project, il gioco del mistero che forse vedremo all'imminente E3, abbiamo pensato di ricordare i momenti che, secondo noi, hanno segnato maggiormente il Marvel Cinematic Universe. Probabilmente vi ha colpito qualche altra scena e avreste scelto differentemente, in quel caso vi invitiamo a dirci nei commenti quali sono stati i vostri momenti preferiti nella "saga dell'Infinito".

Il direttore dello SHIELD

"Sono qui per parlarle dell'iniziativa Vendicatori": con questa battuta, prima che l'adattamento italiano li ribattezzasse ufficialmente col nome originale Avengers, Nick Fury esordiva nella scenetta dopo i titoli di coda di Iron Man e spalancava le porte a un Marvel Cinematic Universe che undici anni fa era ancora soltanto una scommessa nella testolina di Kevin Feige. A interpretare Fury è Samuel L. Jackson, lo stesso attore cui si è ispirato Bryan Hitch per la versione Ultimate del personaggio nel ciclo a fumetti di Mark Millar (ne abbiamo parlato qui). Una scena senza frizzi e lazzi, insomma, ma di importanza monumentale che ci fece sobbalzare sulla poltrona. E il resto è storia.

Thanos sorride

Sarebbe stato facile scegliere lo schiocco della Decimazione ma... ammettiamolo: chi conosceva i fumetti, sapeva perfettamente che Thanos l'avrebbe fatto, altrimenti non avrebbe avuto neppure senso adattare la storia del guanto dell'Infinito in versione cinematografica. E quindi, no, la Decimazione, per quanto sconvolgente visivamente, non ha avuto un enorme impatto sentimentale, anche perché sapevamo già che avremmo rivisto almeno Spider-Man e la Pantera Nera nei loro sequel. Ma Thanos che si gira verso gli spettatori con un sorrisetto nella scenetta dopo i titoli di coda del primo film sugli Avengers? Quello è stato un colpo al cuore. Marvel Studios aveva appena riunito in un unico film i suoi eroi cinematografici e adesso ci prometteva pure uno dei loro più grandi avversari, alzando tremendamente la posta in gioco nei film a seguire.

Loki uccide Coulson

Il primo Avengers resta uno dei film più memorabili del Marvel Cinematic Universe per vari motivi, cominciando col fatto che si forma la squadra degli eroi più potenti della Terra. Tra i momenti che ci hanno veramente colpito, però, c'è la morte di Phil Coulson per mano di Loki. Fino a quel momento, l'agente interpretato da Clark Gregg aveva fatto da vero e proprio collante tra i film, comparendo praticamente in tutti come una specie di gag ricorrente che, però, instaurava pian piano una mitologia di fondo. Il diabolico fratello di Thor lo uccide e, così facendo, consegna a Nick Fury l'escamotage perfetto per motivare gli eroi a fare fronte comune e salvare il mondo. Coulson è poi tornato in vita nella serie TV Agents of SHIELD, anche se gli Avengers non l'hanno mai saputo.

Il funerale di Yondu

Il personaggio di Yondu Udonta, interpretato dal caustico Michael Rooker, è uno dei più complessi e affascinanti nel Marvel Cinematic Universe. Inizialmente è rappresentato come una specie di antagonista, ma si capisce fin da subito che non è così cattivo e che tutto sommato tiene veramente a Peter Quill, il bambino che ha rapito sulla Terra per consegnarlo a Ego il Celestiale. Una volta scoperto che fine facevano i figli di Ego, Yondu ha tenuto Peter per sé e, così facendo, si è fatto rinnegare dai suoi stessi Ravagers. La riconciliazione tra Peter e Yondu in Guardiani della Galassia Vol. 2 è uno dei momenti più toccanti e trasmette un messaggio importante: l'amore se ne frega dei legami di sangue. Yondu si sacrifica per salvare Peter e i Ravagers, scoperta la verità, celebrano la sua dipartita sulle note struggenti di Father and Son con un funerale che strappa una lacrima persino al cinico Rocket.

Bimbo-ragno!

L'ingresso di Spider-Man nel Marvel Cinematic Universe è stato molto controverso. I fratelli Russo avevano già praticamente finito di girare Captain America: Civil War quando Disney e Marvel sono riuscite a riprendersi i diritti sul personaggio che fino a quel momento aveva in pugno soltanto Sony, perciò i due registi hanno dovuto rigirare varie scene per integrare il nuovo eroe nella storia. In questo senso, l'introduzione di Peter Parker appare frettolosa, ma fortunatamente il giovane attore Tom Holland si è calato subito nella parte, interpretando perfettamente l'Uomo Ragno adolescente. E forse è per questo che la sua prima apparizione in costume, nella scena dell'aeroporto, funziona così bene. Vedere Spider-Man - con gli occhietti della maschera animati, per giunta! - che ruba lo scudo a Capitan America, entrando a gamba tesa nella Saga dell'Infinito, è stato emozionante e ha sottolineato il fatto che ormai a Kevin Feige non lo ferma più nessuno.

Io sono Iron Man

La battuta che è diventata praticamente il motto di Tony Stark ha un'enorme importanza per il Marvel Cinematic Universe. Innanzitutto, era quella battuta che chiudeva il primissimo Iron Man, definendo il personaggio mentre dava inizio ufficialmente al ciclo di film per come lo conosciamo oggi. All'epoca, rappresentava anche il personaggio arrogante ed estroverso che era il Tony Stark del 2008. Oggi "Io sono Iron Man" è la battuta che ha definito la dipartita eroica di Tony Stark nella battaglia finale di Avengers: Endgame, chiudendo un cerchio cominciato undici anni fa con un sacrificio altruistico che, in una sola affermazione, peraltro l'ultimissima scena a essere girata quando i fratelli Russo hanno deciso che Tony doveva dire per forza qualcosa in quel momento, ci racconta tutto il percorso e l'evoluzione che ha compiuto il personaggio interpretato da Robert Downey Jr. E tanti saluti a Thanos l'ineluttabile.

Thor arriva in Wakanda

La battaglia finale di Avengers: Infinity War tiene gli spettatori sulle spine dal momento in cui l'esercito degli Outrider di Thanos atterra in Wakanda. I nostri eroi sono in minoranza numerica, anche insieme alle armate della Pantera Nera, e sono divisi nella formazione e nello spirito. Visione è fuori gioco; Banner non riesce a trasformarsi in Hulk; Iron Man, Spider-Man, il Dottor Strange e i Guardiani se la stanno vedendo con Thanos su Titano e Thor sta morendo a Nidavellir. Sembra tutto perduto, ma poi grazie a Groot che si strappa un braccio per completare la Stormbreaker, Thor si teletrasporta in Wakanda completamente guarito e, soprattutto, tremendamente incazzato. La scena, accompagnata dalla colonna sonora incalzante di Alan Silvestri, è semplicemente esaltante: sarà anche una cafonata, ma in questi momenti possiamo perfettamente capire chi si mette ad applaudire al cinema.

Groot balla

Potrebbe sembrarvi una scelta inconsueta, ma l'inizio di Guardiani della Galassia Vol. 2 ci è rimasto impresso per la sua originalità e bizzarria. Casomai ce ne fosse bisogno, conferma ancora una volta la genialità del regista James Gunn, che siamo contenti la Disney abbia deciso di riassumere dopo la debacle sui suoi vecchi tweet che lo aveva fatto licenziare. È una scena assurda: i Guardiani si preparano a combattere un mostro interdimensionale ma, appena comincia la lotta, Groot attacca a ballare sulle note di Mr. Blue Sky. La maggior parte dello scontro si svolge sullo sfondo, mentre la macchina da presa si concentra sul piccolo Groot che balla, insegue mostriciattoli e fondamentalmente si fa i fatti suoi. Solitamente, un film del genere metterebbe a fuoco la battaglia, riservando alla mascotte della squadra una gag di pochi secondi... e invece il film di Gunn imbastisce i toni di una commedia spaziale fin dai primissimi minuti, spiazzando gli spettatori.

L'ascensore

Il secondo film incentrato sul personaggio di Steve Rogers, Captain America: The Winter Soldier, resta ancora oggi uno dei nostri preferiti e, forse, anche il miglior capitolo nella Saga dell'Infinito sotto diversi aspetti più tecnici. Più simile a una spy story in stile 007 che all'avventura di un supereroe, The Winter Soldier sfoggia anche alcune tra le migliori scene d'azione che abbiamo visto al cinema. La fuga di Capitan America dalla base dello SHIELD è in assoluto uno dei momenti più esaltanti, soprattutto la sequenza dell'ascensore. Rogers si ritrova accerchiato dalla squadra Strike di Rumlow - il futuro Crossbones - e deve vedersela con una decina di energumeni in uno spazio ristretto: Cap ovviamente le suona di santa ragione ai suoi avversari, ricordandoci in pochi secondi le sue straordinarie capacità di stratega e di combattente. La scena è diventata talmente iconica che i Russo ce l'hanno fatta rivedere anche in Avengers: Endgame... con una svolta inaspettata.

I portali

Non potevamo chiudere la nostra top 10 senza la scena più emozionante in assoluto, a mani basse. Thanos ha distrutto la base degli Avengers, ha messo fuori gioco Iron Man e Thor e ha ferito Capitan America, nonostante quest'ultimo impugni addirittura il Mjolnir. E a quel punto, dietro di lui, si aprono i portali degli stregoni. Hulk ci è riuscito: il suo schiocco ha ripristinato le vittime della Decimazione, e così tutti ma proprio tutti gli eroi si riuniscono dietro a Cap per la battaglia finale, sulle note di una delle più esaltanti composizioni di Alan Silvestri che, appunto, si intitola Portals. "Avengers..." incalza Steve Rogers, richiamando il martello di Thor. "Uniti." Ed è il delirio. È la frase che abbiamo aspettato di sentire per otto anni, il grido di battaglia iconico che dà inizio a una sequenza che, tanti anni fa, non avremmo mai immaginato di vedere in carne e ossa. Fino a oggi.

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