PlayStation Now con connessione ADSL da 20 Mbit: pregi e difetti 70

Dopo il primo impatto con PlayStation Now, abbiamo provato il servizio di cloud gaming Sony per alcune ore con una connessione ADSL "normale", cercando di scoprirne pregi e difetti.

PROVATO di Tommaso Pugliese   —   13/03/2019

Indice

PlayStation Now ha fatto ieri il proprio debutto in Italia, dopo svariati avvistamenti che sembravano preannunciare un esordio sempre più imminente. Si tratta, come certamente saprete, di un servizio Sony in abbonamento che costa 14,99 euro al mese o 99,99 euro per un anno, basato prevalentemente sul cloud gaming: una tecnologia che molti addetti ai lavori indicano come il futuro dei videogame e che utilizza la trasmissione di dati via internet per la ricezione di contenuti interattivi. Funziona più o meno così: da una parte l'utente invia un input alla console, dall'altra un server remoto lo elabora e trasmette a sua volta il risultato sullo schermo del giocatore. Una prospettiva fantascientifica solo fino a qualche anno fa, ma che è cresciuta in maniera sostanziale con il passare del tempo e il diffondersi della banda larga, arrivando a trovare soluzioni innovative per quanto concerne la compressione dei dati e la gestione della latenza. Il risultato finale è chiaro fin dalle diciture legate ai requisiti di sistema di PlayStation Now, che limita la qualità visiva alla risoluzione di 720p ma sulla carta per funzionare ha bisogno di una connessione da soli 5 Mbit.

Abbiamo provato PlayStation Now con una connessione ADSL da 20 Mbit, immaginando potesse rappresentare una via di mezzo plausibile fra chi viaggia su fibra e chi invece deve accontentarsi di velocità ben più modeste: ecco com'è andata.

Game changer

Piccolo aneddoto personale: quando nel lontano 1990 ho finalmente potuto mettere le mani su di un NES, ai miei occhi la cosa più strabiliante della console Nintendo rispetto al vecchio Commodore 64 stava nell'accesso immediato ai giochi. Nessun tasto play da premere sul registratore a cassette seguito da un caricamento interminabile, nessuna attesa: si inseriva la cartuccia, si accendeva l'apparecchio e il gioco era lì, pronto per essere utilizzato. È buffo pensare come con le console di attuale generazione si sia verificato un ritorno al passato da questo punto di vista: il software va installato e/o bisogna scaricare file di grosse dimensioni prima di poter cominciare una partita.

Ebbene, PlayStation Now in tal senso cambia le regole del gioco proprio come avevano fatto le cartucce nella seconda metà degli anni '80, tanto che fa strano ritrovarsi davanti a un catalogo composto da qualcosa come seicento titoli e poterli semplicemente provare tutti nel giro di pochi istanti, il tempo che lo streaming parta.

La prima sensazione è dunque estremamente positiva, anche e soprattutto per come il sistema è stato pensato: alla prova dei fatti solo i giochi per PlayStation 3 risultano vincolati al cloud in quanto privi di una base hardware che possa farli funzionare, come accade invece con la retrocompatibilità di Xbox One. I (pochi) classici per PS2 e i titoli per PlayStation 4 disponibili nel catalogo di PS Now sfruttano invece lo streaming come una possibilità in più, magari per dare un'occhiata veloce a un prodotto che non conosciamo e che può spingerci a inserirlo o meno nella coda dei download. Perché, appunto, per questi contenuti il sistema prevede la possibilità di scaricare i dati esattamente come se si trattasse di un normale acquisto su PlayStation Store, con gli stessi tempi d'attesa ma anche con tutti i vantaggi dell'esecuzione in locale, al netto di un'unica differenza: il prodotto rimane a nostra disposizione solo finché siamo abbonati. Questo risvolto rende PS Now molto più simile a Xbox Game Pass di quanto non pensassimo inizialmente, anche se la lista dei giochi chiarisce molto bene come Sony non sia intenzionata a infliggere l'ennesimo colpo mortale al mercato retail. Non ancora, almeno.

Il catalogo di giochi

Seicento giochi, dicevamo, ma non tutti freschissimi: mancano parecchie esclusive per PlayStation 4, e sebbene nell'elenco figurino produzioni delle terze parti anche recenti (vedi Prey, tanto bello quanto sfortunato) e alcuni grandi classici appartenenti alla linea PlayStation Hits, è chiaro come al momento PlayStation Now si ponga alla stregua di un interessante strumento di recupero, da sfruttare per riscoprire gioielli del passato o qualche uscita degli ultimi anni che ci incuriosiva ma non abbiamo acquistato, per un motivo o per l'altro.

Scaricata e installata l'applicazione da PlayStation Store e attivata la prova gratuita di PlayStation Now (per una settimana), l'interfaccia del servizio di cloud gaming targato Sony risulta estremamente intuitiva, forse anche troppo visto che manca ancora un filtro per elencare i giochi in base alla piattaforma e non semplicemente per ordine alfabetico, classificazione PEGI o genere di appartenenza.

Nella sezione "I tuoi giochi" vengono memorizzati i titoli che abbiamo inserito fra i preferiti ma anche quelli utilizzati di recente, in maniera molto chiara e pratica, dopodiché selezionando un gioco ci si può trovare di fronte più opzioni: nel caso dei titoli per PlayStation 3, come detto, lo streaming è l'unica funzionalità possibile, mentre per le altre piattaforme è presente anche l'opzione per il download.

In termini di selezione, i numeri come detto sono di tutto rispetto sebbene al momento il catalogo di giochi PS2 su PS Now sia molto povero, composto da appena sette nomi: Ape Escape 2, Arc the Lad: Twilight of the Spirits, Dark Chronicle, Dark Cloud, Everybody's Tennis, Fantavision e Forbidden Siren. La lista dei giochi per PlayStation 4 disponibili su PlayStation Now è chiaramente più ampia e include ad esempio Alienation, Assetto Corsa, Bloodborne, le remaster di Darksiders, Dead Island e Metro, DiRT Rally, Everybody's Gone to the Rapture, God of War 3 Remastered, Killzone: Shadow Fall, Mafia 3, Mortal Kombat XL e Ultra Street Fighter 4. Il grosso è però rappresentato dai giochi per PlayStation 3, molto ben rappresentati dai franchise più celebri, esclusivi e non: da The Last of Us a Uncharted, da Batman: Arkham a Dead Space, da BioShock a Dynasty Warriors, passando per le remaster di God of War, Devil May Cry e Shadow of the Colossus.

Prova su strada

PlayStation Now è una piattaforma all'esordio sul territorio italiano e non sappiamo come Sony abbia organizzato le proprie risorse, ma è chiaro che tantissimi utenti hanno voluto sfruttare la prova gratuita del servizio ed è probabilmente per questo motivo che capita di imbattersi nella famigerata coda quando si prova ad accedere ad alcuni dei titoli più gettonati del catalogo. In tal caso il sistema ci avvisa della posizione in fila e consente di mantenerla mentre ci dedichiamo ad altro, facendo partire lo streaming in automatico quando arriva il nostro turno. Nonostante disponessimo di una connessione tutt'altro che veloce, dotata peraltro di valori di latenza mediamente alti (fra i 40 e i 60 millisecondi), ci ha stupito riscontrare una buona qualità della trasmissione e soprattutto una generale prontezza nella risposta ai comandi che evidenzia come sia quella la priorità della tecnologia utilizzata da PlayStation Now: se si verifica un calo l'immagine può sfocarsi e riempirsi di artefatti da compressione, ma il controllo del personaggio e/o del veicolo sembrano non risentirne.

Nel caso in cui ci siano problemi con la connessione tali da non rispettare le condizioni minime per lo scambio dei dati, nella parte alta a destra dello schermo comparirà un'icona che ci avvisa di salvare non appena possibile, perché l'applicazione verrà chiusa da lì a pochi minuti. È capitato anche di incorrere in situazioni simili durante i test, ma dopo aver sperimentato decine di giochi ci siamo fatti un'idea abbastanza chiara di ciò che PlayStation Now può offrire al momento, quantomeno a chi dispone di una linea ADSL tradizionale. Per quanto riguarda i giochi per PS4, diciamo che la resa migliore è quella dei picchiaduro a incontri, che anche online funzionano bene, vedi Mortal Kombat X e Ultra Street Fighter 4, mentre nel caso degli action la situazione risulta variabile: abbiamo giocato l'intera parte iniziale di God of War 3 Remastered riscontrando pochissimi inconvenienti, ad esempio, ma già le prime fasi di Sniper Elite 4 denotavano grossi problemi nella resa dei dettagli.

Sono però i giochi di guida quelli meno adatti a funzionare a queste condizioni di connessione: la grafica di DiRT Rally e Assetto Corsa finisce per impastarsi in un incubo di artefatti che rende l'esperienza troppo confusionaria e approssimativa, ma la cosa assurda è che lo stesso identico problema lo si riscontra anche nel classico Daytona USA, a riprova del fatto che quando il rendering richiede una certa velocità il sistema non riesce a stare al passo, quantomeno non con una normale ADSL. Lo streaming dei giochi per PS4 va dunque visto per quello che è: la possibilità di testare per qualche minuto un prodotto che non conosciamo, rimanendone magari incuriositi e procedendo dunque al download di tutti i dati per una fruizione tradizionale.

Non c'è infatti davvero alcun motivo per cui potrebbe mai essere preferibile uno streaming a 720p, con una perdita di dettagli evidente e possibili incertezze che spesso "spezzano" l'audio durante le cutscene, in luogo di 1080p o eventualmente 4K dinamici su PlayStation 4 Pro, con tanto di supporto all'HDR e la tranquillità di essere al riparo da qualsiasi inconveniente di rete. Per i titoli PS3 la situazione è chiaramente molto diversa ed è più complicato notare una perdita di qualità rispetto all'esperienza originale, anche all'interno di prodotti frenetici e spettacolari come Asura's Wrath: uno dei tanti esempi di giochi che sarebbe senz'altro il caso di recuperare qualora ve li foste persi negli anni passati, insieme all'indiscusso valore di esclusive come la serie di Uncharted, The Last of Us e finanche l'ultimo episodio di Resistance.

PlayStation Now rappresenta un assaggio del futuro, lo sdoganamento di una tecnologia che ha senz'altro molta strada ancora da fare ma che sorprende per l'accessibilità dei contenuti e per la rapidità con cui è possibile mettersi a giocare con uno qualsiasi dei tanti titoli disponibili a catalogo. Non si tratta di un PlayStation Game Pass, quantomeno non ancora, ma di un ottimo strumento di recupero per ciò che ci siamo lasciati alle spalle e vorremmo recuperare, capace di entusiasmare in alcuni frangenti ma anche di deludere quando si incappa negli inevitabili limiti di un sistema fortemente condizionato dalle condizioni della nostra connessione a internet.

CERTEZZE

  • Tanti titoli, pochi secondi e si gioca
  • Prezzo interessante, specie l'annuale
  • Con alcuni giochi funziona davvero bene...

DUBBI

  • ...con altri lascia a desiderare
  • Lo streaming dei giochi PS4 va preso come una semplice demo
  • Alcune incognite legate all'affollamento dei server

#PlayStation Now

Il servizio di streaming per Sony PlayStation e PC.