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Saints Row compie 20 anni: la storia del rivale scanzonato di GTA

Era il 29 agosto 2006 quando Saints Row sfidò GTA a viso aperto, prima di virare verso tutt'altri lidi: la storia dei 3rd Street Saints.

SPECIALE di Diego Trovarelli   —   30/08/2026
Saints Row
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Sviluppato dai talentuosi ragazzi di Volition e pubblicato da THQ in esclusiva per Xbox 360, Saints Row è approdato sul mercato nordamericano esattamente vent'anni fa, il 29 agosto 2006, in un momento storico molto particolare. Perché? Facciamo un po' di ordine tra i ricordi.

Dunque, la nuova ammiraglia di casa Microsoft era disponibile da meno di un anno e gli appassionati di open world si trovavano in una fase di smaniosa attesa: da una parte si celebrava il glorioso tramonto dell'era PlayStation 2 e di capolavori indimenticabili come GTA: San Andreas; dall'altra ci si interrogava su come l'alta definizione e l'architettura dei nuovi hardware avrebbero trasformato il modo di vivere le città virtuali.

GTA IV, infatti, si sarebbe fatto attendere ancora un paio d'anni e in questo scenario di transizione, Saints Row si è inserito con la prepotenza tipica delle bande di strada, imponendosi come una vetrina tecnologica di prim'ordine per i tempi, ma anche come un'opera capace di mostrare al pubblico una fortissima personalità.

Le origini del progetto

Siamo nei primi anni Duemila e lo studio Volition è noto principalmente per la saga di Red Faction e Summoner. È in questo contesto che, all'indomani del successo di Red Faction 2, la dirigenza della software house e THQ decidono che è giunto il momento di cimentarsi con un genere in rapida ascesa: l'action adventure 3D ambientato in una metropoli liberamente esplorabile.

Ancora oggi ricordiamo le strade di Stilwater con un pizzico di nostalgia
Ancora oggi ricordiamo le strade di Stilwater con un pizzico di nostalgia

Il progetto nasce inizialmente sotto la guida del producer Jacques Hennequet con il titolo provvisorio di Bling Bling e l'obiettivo primario di uscire nel corso della sesta generazione di console. Nelle intenzioni originali degli sviluppatori, il gioco deve esplorare le sottoculture urbane contemporanee, la musica hip-hop e le faide tra gang giovanili nei quartieri degradati degli Stati Uniti.

Tuttavia, la portata del titolo e le ambizioni del team si scontrano ben presto con i limiti hardware della piattaforma: lo sviluppo del motore grafico richiede infatti risorse che l'originale Xbox può garantire solo a costo di enormi compromessi visivi e strutturali, ed è così che viene presa la decisione di congelare il progetto e ridisegnarlo da zero puntando direttamente sulle prestazioni dell'imminente Xbox 360. Naturalmente oggi sappiamo che questo cambio di rotta tecnologico si è rivelato una mossa vincente, sebbene lo sviluppo si dimostri un percorso ad ostacoli irto di sfide ingegneristiche imprevedibili.

In Saints Row le esplosioni erano all'ordine del giorno
In Saints Row le esplosioni erano all'ordine del giorno

Ad ogni modo, Volition si rimbocca le maniche e integra la gestione della fisica attraverso il motore Havok, sviluppa un sistema di illuminazione dinamica in tempo reale all'avanguardia per l'anno 2006 e idea un complesso algoritmo per la gestione dell'intelligenza artificiale dei pedoni e dei veicoli; ma soprattutto spende mesi a campionare rumori d'ambiente, spari e motori, e a creare stazioni radio fittizie che possano competere per qualità e varietà con i mostri sacri del genere.

Ecco dunque che Bling Bling si trasforma in Saints Row, una produzione sostenuta da un investimento economico imponente e che mira a sottrarre lo scettro a sua maestà Grand Theft Auto.

Un debutto trionfale

Come prevedibile, nell'estate del 2006, la campagna marketing allestita da THQ batte con insistenza sul tasto dell'esclusività; a questa strategia si affianca inoltre la pubblicazione di una demo che pochi giorni prima dell'uscita del gioco ottiene risultati clamorosi: la versione di prova di Saints Row viene infatti scaricata da 350.000 di utenti in meno di una settimana, polverizzando tutti i record precedenti della piattaforma di Microsoft.

Saints Row sprizzava personalità da tutti i pori
Saints Row sprizzava personalità da tutti i pori

Quando il 29 agosto 2006 l'opera di Volition arriva sugli scaffali americani, l'impatto commerciale è a dir poco travolgente. Saints Row supera rapidamente la soglia del milione di copie vendute nei soli Stati Uniti, diventando in breve tempo uno dei primi grandi successi della storia di Xbox 360, nonché un trascinatore fondamentale per la diffusione della console durante il suo primo anno di vita.

L'accoglienza della stampa è calorosa, sebbene accompagnata da una costante quanto inevitabile comparazione: la quasi totalità dei recensori bolla inizialmente il titolo come un mero clone di Grand Theft Auto; un'etichetta, questa, che suona al contempo ingenerosa, ma comprensibile.

Tuttavia, a mano a mano che l'utenza approfondisce l'esperienza di gioco, emerge con chiarezza quanto Volition abbia lavorato per limare le rigidità storiche del genere e conferire alla propria creatura una sua personalità, che passa attraverso una sceneggiatura ben scritta, una realizzazione tecnica di tutto rispetto e una colonna sonora davvero eccezionale.

Lin era doppiata dalla star di Relic Hunter, Tia Carrere
Lin era doppiata dalla star di Relic Hunter, Tia Carrere

Ed è proprio il comparto audio ad incassare gli elogi più ampi, e questo anche grazie a un doppiaggio prestigioso che vede coinvolti attori di Hollywood del calibro di Keith David, Michael Clarke Duncan, Daniel Dae Kim, Tia Carrere e Mila Kunis.

Guerra di quartiere

Ma dicevamo della sceneggiatura, che articola i propri snodi narrativi a Stilwater, una vivace e decadente metropoli industriale del Midwest americano liberamente ispirata a città reali come Chicago, Detroit e Baltimora. La storia prende il via con una premessa folgorante e immediata che vede il protagonista - un ragazzo anonimo privo di voce e senza un passato definito - coinvolto, suo malgrado, in un sanguinoso scontro a fuoco tra i membri delle gang che dominano e terrorizzano la città.

L'asfalto sapeva farsi bollente da un momento all'altro in Saints Row
L'asfalto sapeva farsi bollente da un momento all'altro in Saints Row

Quando la sua morte sembra ormai inevitabile, interviene in suo soccorso Julius Little, carismatico e severo leader dei 3rd Street Saints - affiancato dal suo braccio destro, l'irriverente e spietato Johnny Gat -, che dopo averlo tratto in salvo, offre al giovane l'opportunità di unirsi alla sua banda.

Dopo aver accettato l'invito, il protagonista è chiamato così a ripristinare l'ordine in città attraverso un controllo unico e ferreo del territorio, che si traduce in una scalata criminale che lo porterà a smantellare gradualmente le tre organizzazioni rivali che si spartiscono la metropoli.

La prima fazione nemica è rappresentata dai Los Carnales, un potente cartello della droga di origine ispanica che controlla il traffico di sostanze stupefacenti e il contrabbando d'armi, operando dalle zone industriali e dai moli della città; poi ci sono i Vice Kings, una gang i cui interessi spaziano dalla prostituzione all'estorsione; infine, la terza minaccia è costituita dai Westside Rollerz, una banda composta prevalentemente da giovani della classe medio-alta appassionati di corse clandestine, tuning esasperato e furti d'auto ad alta tecnologia.

Il colore viola è il simbolo della gang dei 3rd Street Saints
Il colore viola è il simbolo della gang dei 3rd Street Saints

Con lo smantellamento definitivo di tutte e tre le gang rivali, i 3rd Street Saints riescono a unificare Stilwater sotto la loro bandiera, peccato solo che il finale del gioco riservi un colpo di scena che getta le basi per gli avvenimenti del capitolo successivo, preparando il terreno alla fioritura di una saga che col passare del tempo avrebbe tuttavia imboccato un'altra direzione.

Libertà espressiva

Dal punto di vista della struttura di gioco, Saints Row introduce intuizioni molto particolari, prima fra tutte il concetto di Rispetto, un indicatore che il giocatore deve obbligatoriamente riempire per poter sbloccare e affrontare le missioni della campagna principale.

Una giornata qualunque in quel di Stilwater...
Una giornata qualunque in quel di Stilwater...

Il Rispetto si guadagna completando una vasta gamma di attività secondarie sparse per la mappa, ed è un'idea di design che garantisce un'integrazione perfetta e mai artificiale tra l'esplorazione libera e l'avanzamento della narrazione. Tra le varie attività proposte, figurano missioni di Scorta, quelle da Sicario, il racket della Prostituzione e i tornei clandestini di Demolition Derby all'interno dell'arena cittadina.

Un altro elemento cardine del pacchetto - e forse quello maggiormente distintivo - è però rappresentato dalla stupefacente profondità del sistema di personalizzazione. Come accennato, il giocatore non impersona un protagonista prestabilito, ma può plasmare da zero il proprio alter ego digitale attraverso un editor facciale e corporeo sorprendentemente completo per i tempi.

La medesima filosofia viene applicata anche ai veicoli, con le officine che offrono infatti la possibilità di modificare radicalmente le prestazioni e l'estetica di qualsiasi automobile, aggiungendo alettoni, impianti NOS e verniciature personalizzate.

Per costruire il nostro impero criminale bisognava innanzitutto pianificare il da farsi per sbaragliare la concorrenza
Per costruire il nostro impero criminale bisognava innanzitutto pianificare il da farsi per sbaragliare la concorrenza

Dal lavoro certosino di Volition non rimane però escluso neanche il sistema che regola gli scontri a fuoco. A differenza di altri esponenti dell'epoca che fanno affidamento su un puntamento automatico macchinoso, Saints Row adotta uno schema di comandi analogo a quello degli sparatutto in terza persona tradizionali, consentendo di mirare con precisione in qualsiasi direzione anche durante la guida.

Nel cuore dei fan

Ora, osservando con gli occhi di oggi il fenomeno Saints Row, è difficile dire con certezza quale sia stato il fattore che ha permesso all'opera di Volition di rimanere nel cuore degli appassionati a vent'anni di distanza dal suo debutto. Diciamo che, probabilmente, l'elemento che meglio di tutti ha definito il suo successo è stato l'equilibrio quasi miracoloso che la software house statunitense è riuscita a stabilire tra il tono narrativo e l'atmosfera generale.

In Saints Row scorrevano massicce dosi di piombo, non c'è che dire
In Saints Row scorrevano massicce dosi di piombo, non c'è che dire

Quella messa sul piatto dagli sceneggiatori era infatti una storia di gang crudele, dura e appassionante, ricca di momenti drammatici e tradimenti sanguinosi, ma che al contempo non si prendeva mai eccessivamente sul serio. Il gioco offriva all'utente un mondo colorato e dominato da uno humor nero sottile, ma pervasivo, a cui facevano da degni compari un cast di personaggi memorabili e caratterizzati in modo impeccabile, e una colonna sonora capace di fotografare con rara fedeltà le tendenze culturali dei primi anni Duemila.

Anarchia a tutti i costi

In seguito al grande successo commerciale del capostipite, era facile pronosticare un futuro radioso per il franchise, che tuttavia ha intrapreso un bizzarro percorso di evoluzione che ne ne ha cambiato radicalmente i connotati nel corso degli anni. Il primo tassello di questa metamorfosi è Saints Row 2, pubblicato nel 2008. Da molti ritenuto il vertice della saga, il secondo capitolo mantiene la struttura narrativa cruda del predecessore, introducendo però un tasso di umorismo surreale molto più marcato, un accento più profondo sulle modalità multiplayer e ampliando la già sconfinata quantità di opzioni di personalizzazione.

Saints Row 2 poneva un'accento maggiore sul comparto multigiocatore
Saints Row 2 poneva un'accento maggiore sul comparto multigiocatore

Le cose iniziano a cambiare in maniera drastica nel 2011 con l'arrivo di Saints Row: The Third e il trasferimento dell'azione nella nuova metropoli di Steelport, perché è qui che Volition prende la decisione di recidere quasi ogni legame con le origini da dramma urbano della serie.

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I Saints vengono infatti trasformati da banda di strada a fenomeno mediatico e commerciale di massa, con il loro marchio stampato su bevande energetiche, giocattoli e programmi televisivi; un cambio di paradigma che coinvolge anche il gameplay, che abbandona la verosimiglianza per abbracciare l'assurdo, tra armi da fuoco demenziali, attacchi aerei, veicoli a levitazione. Il titolo ottiene un successo di vendite eccezionale, ma fa storcere il naso a quella fetta di pubblico storico che amava l'atmosfera originale da gangster story, sebbene il punto di non ritorno venga raggiunto nel 2013 con Saints Row IV.

Saints Row IV ha segnato la svolta verso il delirio più totale per la serie
Saints Row IV ha segnato la svolta verso il delirio più totale per la serie

Il quarto episodio spinge infatti il pedale dell'acceleratore verso una deriva fantascientifica totale, tra superpoteri che minano l'originalità della produzione e un senso di appartenenza a una gang criminale che finisce per sbiadire sullo sfondo, sacrificato sull'altare degli eccessi.

Negli anni successivi, esperimenti come l'espansione stand-alone Gat out of Hell del 2015 e il successivo spin-off Agents of Mayhem datato 2017 non fanno che confermare la sensazione che il franchise abbia ormai perso del tutto la bussola e la propria identità di fondo.

Già, perché nel tentativo di inseguire la via dell'anarchia a tutti i costi e del cazzeggio sregolato per smarcarsi dall'ingombrante ombra di Grand Theft Auto, il marchio Saints Row sembra aver smarrito quell'anima autentica che ne aveva sancito il successo nel 2006.

Il colpo di reni finale per provare a riavviare la saga avviene con il reboot uscito nel 2022; un progetto leggero, che non eccelle sotto nessun aspetto e consapevole dei propri limiti, ma tutto sommato divertente, anche al netto di una scrittura poco incisiva e di un comparto tecnico ormai decisamente fuori tempo massimo.

Competere coi giganti

A vent'anni esatti di distanza da quel lontano 29 agosto 2006, il senno di poi ci permette di valutare il primo Saints Row per quello che è stato realmente: non un semplice riempitivo in attesa di produzioni più blasonate, ma un'opera a suo tempo audace e soprattutto dotata di carattere.

Il titolo di Volition ha dimostrato come il rispetto nei confronti di nomi più altisonanti, unito a una visione di design focalizzata sul divertimento puro, possa regalare al pubblico un'esperienza godibile, e questo anche se non estrae nulla di nuovo dal cilindro.

Il reboot del 2022 ha provato a ridare lustro alla serie ma con tiepidi risultati
Il reboot del 2022 ha provato a ridare lustro alla serie ma con tiepidi risultati

Le strade di Stilwater, il carisma irriverente dei personaggi, le folli imprese per accumulare Rispetto e la sensazione di aver costruito da zero un impero criminale rimangono dunque pagine indelebili nella memoria di chiunque abbia vissuto l'alba della settima generazione di console, non neghiamolo.

Il desiderio è dunque che il marchio possa tornare a proporre quell'atmosfera e quegli stilemi che lo hanno reso grande, anche se, diciamoci la verità, la speranza sarà pure l'ultima a morire ma in questo caso non sta proprio messa benissimo.

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