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Netflix crolla e Twitch esplode: Grand Theft Auto VI è un evento

Il primo trailer di gameplay è stato un enorme successo, il gioco sembra fantastico, ma rimangono dei dubbi...

SPECIALE di Francesco Serino   —   29/08/2026
Lucia, la carismatica protagonista di GTA VI
Grand Theft Auto VI (GTA 6)
Grand Theft Auto VI (GTA 6)
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Datemi un pad, una copia di GTA VI, e nessuno si farà male.
Il trailer di GTA VI su Netflix mi ha dato il colpo di grazia, anche se forse non sarei così eccitato se non avessi scoperto altre funzioni del gioco Rockstar non presenti nel filmato. Da quel che ho capito il meglio deve ancora arrivare. GTA VI potrebbe offrire un ritmo di gioco diverso dai due precedenti Grand Theft Auto: più approfondito e minuzioso non solo graficamente, ma nelle cose che saremo chiamati a fare per sopravvivere in questo mondo virtuale, strizzando naturalmente l'occhio al fenomeno role playing di cui GTA V ha già beneficiato enormemente. Una direzione che personalmente adoro e che spero vivamente verrà confermata col pad in mano.

È nata una stella

Le vetture richiedono carburante, quelle elettriche andranno ricaricate e il nostro stile di gioco si rifletterà sull'aspetto dei due protagonisti che saranno più o meno emaciati, più o meno in forma, in base alle attività svolte e alla distanza dall'ultima dormita. Anche il rapporto sentimentale tra i due sembra che andrà coltivato indipendentemente dalla trama, divenendo a tutti gli effetti un ulteriore elemento di gameplay. Mi piacciono e molto anche i due protagonisti: Jason sembra un belloccio qualunque, ma è esattamente il tipo che si lascerebbe abbindolare dall'irresistibile fascino di Lucia.

Lucia sembra avere tutti i numeri per diventare un personaggio a dir poco memorabile, è lei la vera protagonista?
Lucia sembra avere tutti i numeri per diventare un personaggio a dir poco memorabile, è lei la vera protagonista?

A mio parere è Lucia la vera protagonista, esattamente come l'edizione da 100 Euro del gioco è la vera edizione base: è lei che dà gli ordini, che cammina sempre davanti durante le rapine, che crea scompiglio e carica a testa bassa. Sembra lei la testa matta ed è bellissima, sfrontata, irresistibile e ci ho pensato tutta la notte e adesso mi sento proprio come Jason. Lucia è proprio una di quelle donne che ti portano a fare cazzate per cui ti pentirai tutta la vita.

In 25 minuti l'abbiamo vista con una parrucca bianca da urlo, un caschetto appena fatto, i ricci sciolti sulla schiena e in non so quanti vestiti e completi, non ultima la maglia stile NFL con scritto Baddie a chiudere il cerchio. Ogni volta che appare ruba la scena. Un personaggio, quello di Lucia, che ha le potenzialità di fare un salto alla Lara Croft, travalicando il videogioco per finire sulle riviste di moda e in questo mondo impazzito, chissà, persino rilasciare interviste e vivere di vita propria. Lucia è speciale.

Tutto vero?

Al di là del piacere di giocare a GTA VI, l'interesse è anche professionale: non vedo l'ora di vedere come si comporteranno tutti quei personaggi a schermo, se il salto di cui si racconta c'è davvero, se questa rinnovata granularità della polizia, ora in grado di investigare i crimini in modo molto più realistico, funziona come deve. Soprattutto voglio capire se il gioco si svilupperà allo stesso modo in cui avviene in tutti gli altri open world firmati Rockstar, ovvero rigidamente da una missione e l'altra.

E voglio giocarle queste missioni che spero abbiano il coraggio di offrire qualcosa di diverso dal classico inseguimento, l'inevitabile sparatoria. Sarebbe un'occasione sprecata con questi personaggi e considerando il lavoro di approfondimento fatto in altri aspetti del gioco. Speriamo poi che il design delle missioni sia più sandbox e non come quello visto nel secondo Red Dead, lineare e costrittivo. Di certo non c'è penuria di location in cui ambientarle visto quanto ricco di opportunità è lo Stato di Leonida. Già mi vedo su una decappottabile, direzione lungomare, mano sulla mano sul cambio, vento tra i capelli e la stazione radio più adatta al luogo e all'orario, godermi questo kolossal da chissà quanti centinaia di milioni di Dollari.

A chi importa se a 30 o a 60 frame al secondo, che poi io non ci ho mai creduto che al lancio potesse andare a 60, specialmente su una Ps5 liscia. A me piacciono molto i giochi che ti fanno respirare l'ambientazione, che ti forniscono gli strumenti per pretendere di vivere un'altra vita; devono però essere fatti e pensati bene altrimenti diventano subito uno strazio.

Non c'è concorrenza

Voglio fare snorkling, voglio usare le stesse moto d'acqua che odio nella realtà per ore e ore nel gioco, voglio andarmi a fare i capelli per trasformarmi in una dancing queen, voglio andare in discoteca e affondare in ogni dettaglio umano e tecnico. Voglio e spero che tutto questo non sia fine a se stesso, che porti a segreti da scoprire, tesori da scovare, misteri da inseguire. Al di là dei limiti che potrà avere il gioco, sarà senza alcun dubbio un'esperienza sensoriale sensazionale, un prima e un dopo come del resto lo è stato con quasi tutti i giochi Rockstar da almeno vent'anni a questa parte.

Lo sentite? È Phil Collins che canta Against All Odds
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Possono non piacere e lo capisco, ma oggettivamente Red Dead Redemption 2 sembra uscito oggi, dopo tredici anni non esiste ancora un open world moderno come quello di GTA V. Come mi ha sempre detto chi lavora in Rockstar: a noi non ci importa delle generazioni perché è il nostro software ad essere ogni volta nextgen. Si è dimostrato vero. Il livello è così alto che oramai non c'è più concorrenza, sono sempre meno le software house che provano a realizzare un gioco "alla Rockstar". Un peccato perché io ho 80 Euro in tasca che spenderei volentieri su un nuovo Sleeping Dogs, per esempio.

Il gioco evento

Da ogni punto di vista lo si guardi: GTA VI è un evento. Rockstar Games ha tenuto a precisarlo organizzando qualcosa di mai fatto prima: una première su Netflix (l'ultima?) che ha fatto persino crollare per qualche istante la piattaforma, ben peggio è andata a Twitch che però ha fortunatamente retto quasi fino alla fine. Segnali inequivocabili di un interesse febbrile per un appuntamento che dapprima è stato tacciato di essere cinicamente classista ma che fortunatamente si è rivelato una festa corale, in grado di coinvolgere tutti gli appassionati e persino divertire i più critici.

Anche se GTA VI si rivelerà meno rivoluzionario di quanto racconta, sarà comunque difficile rinunciare a un viaggio tra le meraviglie naturali dello Stato di Leonida
Anche se GTA VI si rivelerà meno rivoluzionario di quanto racconta, sarà comunque difficile rinunciare a un viaggio tra le meraviglie naturali dello Stato di Leonida

Uno sbaglio però è stato secondo me fatto: Rockstar ci ha messo davvero troppo tempo a mostrare del gameplay, sarebbe stato meglio prima dell'apertura dei preordini sia per rispetto che per evitare situazioni come quella in cui si è poi trovata, in balia di leak che qualcosa di interessante lo avevano anche mostrato ma nel modo peggiore possibile: decontestualizzando e svilendo. GTA VI non è solo il prossimo grande blockbuster, ma anche una sorta di cartina tornasole per misurare lo stato dell'industria: i numeri e l'eco del suo lancio diranno molto di più del gioco in sé, rivelando tendenze e stanchezze di un settore che da troppo tempo ha iniziato a dubitare di se stesso.

In questo momento mancano poco più di ottanta giorni all'uscita di GTA VI.

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