Shadow of the Tomb Raider, tutte le novità 7

Scopriamo tutte le novità introdotte da Eidos Montreal in Shadow of the Tomb Raider, il terzo episodio della trilogia dedicata alla nuova Lara Croft

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   13/09/2018

Shadow of the Tomb Raider chiude la trilogia dedicata alla Lara Croft reinventata da Crystal Dynamics, e lo fa con un'avventura coinvolgente, spettacolare, che tocca livelli di eccellenza in termini di direzione e impatto visivo, e che in molti ambiti riesce anche a introdurre delle interessanti novità. Le fondamenta sono ovviamente quelle, piuttosto solide, costruite negli anni passati con Tomb Raider e Rise of the Tomb Raider, ma in quest'episodio diverse meccaniche vengono rifinite e si assiste all'introduzione di feature inedite, capaci di cambiare l'esperienza anche in modo sostanziale. Dagli scenari ai comprimari, dal livello di difficoltà ampiamente regolabile alle nuove regole per l'azione stealth, passando naturalmente per le tombe, scopriamo tutte le novità del gioco.

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Scenari e missioni: un mondo nuovo

Come da prassi, per questa nuova avventura di Lara Croft gli sviluppatori di Eidos Montreal hanno utilizzato degli scenari inediti. La parte introduttiva della campagna si svolge in Messico, peraltro in concomitanza con i festeggiamenti per il Giorno dei Morti, e funge naturalmente da tutorial per quanto concerne il sistema di movimento e arrampicata, che parte dalle abilità di cui la protagonista è entrata in possesso in Rise of the Tomb Raider. Per il resto della vicenda ci si sposta invece in Perù, alla ricerca di una città perduta che nasconde molti segreti.

La novità non consiste certo nella mera introduzione di location inedite, bensì nella loro connotazione: se in passato ci si trovava a visitare ampie mappe praticamente desolate, in Shadow of the Tomb Raider ci sono diverse città piene di abitanti con cui interagire. L'operazione è spesso facoltativa, certo, ma serve per ottenere importanti informazioni sulla collocazione delle missioni secondarie, dei collezionabili e delle tombe, così da poterle trovare. Portare a termine le subquest e le sfide non concorre unicamente ad aumentare la percentuale di completamento del gioco, ma consente anche di ottenere capacità extra e potenziare dunque il personaggio in modo parallelo al tradizionale albero delle abilità.

Livelli di difficoltà con regolazioni di fino

Uno degli aspetti più originali nella gestione dei livelli di difficoltà di Shadow of the Tomb Raider risiede nella presenza di voci separate per combattimento, esplorazione e sopravvivenza, che consentono di regolare il relativo grado di sfida indipendentemente dai preset generali. Ce ne sono quattro: Astuta e Ingegnosa è quello più facile e include la mira assistita, nemici più deboli, indicazioni molto chiare per le sezioni platform, un istinto di sopravvivenza potenziato ed enigmi semplificati. Abbiamo poi Rito di Passaggio, il livello normale, che rende le risorse meno numerose, irrobustisce i nemici, inserisce poche indicazioni ai fini dell'esplorazione e tempistiche normali per i puzzle.

Tutt'uno con la Giungla è il grado difficile e prevede rigenerazione della salute disattivata in combattimento, casse di munizioni rare, nemici più resistenti e non individuabili con l'istinto di sopravvivenza, nessuna indicazione per le sezioni platform e nessun aiuto per gli enigmi. È infine presente quello che potremmo chiamare il "livello incubo" e che risponde al nome di Ossessione Mortale: giocando in questo modo il mirino non è visibile, le risorse sono rare, la salute non si rigenera, i nemici sono molto forti e non ci sono aiuti né per quanto riguarda l'esplorazione né per quanto riguarda gli enigmi. Come detto, ognuno di questi preset può essere a sua volta modificato nei tre aspetti fondamentali, così da ottenere ad esempio un'esperienza molto hardcore nell'ottica dei combattimenti ma meno frustrante quando bisogna trovare la strada giusta nel mezzo degli scenari, o viceversa.

Stealth potenziato

Se già in Rise of the Tomb Raider l'elemento stealth era stato enfatizzato rispetto al primo episodio del reboot, in Shadow of the Tomb Raider queste meccaniche sono state ulteriormente rifinite. Dal punto di vista dell'intelligenza artificiale dei nemici poco o nulla è cambiato: il loro atteggiamento rimane "permissivo" quando si tratta di effettuare eliminazioni silenziose, com'è giusto che sia per evitare situazioni frustranti, mentre durante le sparatorie gli avversari acquistano dinamicità, ci vengono incontro, provano ad attaccarci dai lati, lanciano granate per stanarci e si appostano, pur in maniera basica. I gruppi di mercenari al soldo della Trinità organizzano tuttavia delle ronde a cui fare attenzione: se uccidiamo uno di loro mentre si trova sotto lo sguardo degli altri, verremo individuati e attaccati immediatamente, il che ai livelli di difficoltà più alta si traduce in un game over quasi certo visto il time to kill molto ridotto di Lara.

Giocando al grado intermedio, Rito di Passaggio, è possibile utilizzare l'istinto di sopravvivenza non solo per evidenziare i nemici, ma anche per donargli una colorazione diversa a seconda che siano isolati dagli altri (giallo) o controllati a vista (rosso). Muoversi nell'erba alta permette di nascondere i cadaveri, ma con alcuni potenziamenti è meglio lasciarli in bella vista, magari dopo avergli applicato un'esca esplosiva che attira altri soldati ed esplode nel momento in cui si avvicinano, sfoltendo le fila degli avversari in modo tanto semplice quanto soddisfacente. È stata aggiunta la possibilità di sporcarsi di fango per aumentare il livello di mimetizzazione e di nascondersi anche fra i rampicanti, dunque in verticale rispetto al solito; nonché di salire sui rami degli alberi e valutare diverse opzioni: un salto col pugnale verso l'obiettivo, una freccia allucinogena che spinge i nemici a sparare ai loro compagni prima di morire, oppure una freccia legata a una corda, per appendere la vittima e creare così anche un diversivo.

Grafica e sonoro

Le novità di Shadow of the Tomb Raider spaziano anche nel comparto tecnico. Dal punto di vista della grafica c'è stato naturalmente un miglioramento di vari elementi rispetto ai precedenti episodi della serie: maggiori dettagli per il modello poligonale di Lara, NPC di qualità superiore, ambientazioni ampie e definite, un ottimo sistema di illuminazione con i raggi di luce che passano fra gli alberi, una resa eccellente dell'acqua e del fango, e così via: il recente video confronto con Rise of the Tomb Raider chiarisce molto bene questi aspetti della produzione.

Ci sono però feature inedite anche sul fronte del sonoro, in particolare il doppiaggio dinamico: si tratta di un'opzione che, una volta attivata, consente di aumentare il coinvolgimento e il realismo delle sequenze, lasciando inalterate le lingue della maggior parte dei personaggi con cui interagiamo, tradotte grazie ai sottotitoli in italiano. Si tratta senza dubbio di una maniera affascinante per affrontare l'avventura proposta da questo capitolo conclusivo della nuova trilogia di Tomb Raider, magari dopo averla completata una prima volta e aver selezionato il new game plus e un livello di difficoltà più consistente.