Sniper: Ghost Warrior Contracts, il provato 3

Abbiamo provato il nuovo titolo di CI Games, Sniper: Ghost Warrior Contracts, sparando nella fredda Siberia

PROVATO di Luca Porro   —   07/11/2019

Negli uffici meneghini di Koch Media abbiamo potuto provare Sniper: Ghost Warrior Contracts, titolo CI Games in uscita il 22 novembre prossimo. Il titolo fa parte della serie Ghost Warrior, nonostante si discosti dalla vena open world del predecessore Sniper Ghost Warrior 3 abbracciando una più lineare formula a missioni con l'introduzione dei "contratti", che si addicono molto bene alla natura del titolo che si basa sulla figura del cecchino.

Un proiettile alla volta

A livello narrativo, lo sfondo che dona contesto al titolo vede il distaccamento della Siberia dalla Confederazione Russa con la conseguente dichiarazione d'indipendenza del territorio. Il governo del neo stato siberiano non soddisfa il popolo che incomincia a riflettersi nella propaganda di un movimento rivoluzionario interno al paese che vuole prendere il potere. In questo scenario fantapolitico il giocatore dovrà vestire i panni di un "Predatore": spietato cecchino in grado di compiere i più complessi incarichi di assassinio senza lasciare traccia. A celare la natura del Predatore, vi è una maschera super tecnologica che permetterà di migliorare le proprie prestazioni sul campo. Fortezze inespugnabili, fitte foreste, porti ghiacciati e tante altre ambientazioni inoltre, avranno un ruolo fondamentale in un titolo che della suggestione e della scenografia prova a farne i punti di forza.

Al di là di quella che è la narrativa, poco valutabile e poco approfondita nelle due missioni disponibili, al centro di tutto vi è il gameplay. Dopo un breve tutorial per riprendere la mano con una simulazione della professione del cecchino che è molto meticolosa, ci siamo lanciati nelle due missioni giocabili a tre diversi livelli di difficoltà: Tiratore (facile), Cecchino (normale) e Tiratore Infallibile (difficile) constatando che in tutti e tre i casi la difficoltà è decisamente stimolante. Se lo shooting è pressoché immutato rispetto ai canoni della serie, dovendo quindi gestire traiettoria, zoom e direzione del vento, dove il titolo vuole creare profondità è attraverso l'utilizzo dei potenziamenti e dei gadget secondari. Completare contratti e le sfide in essi presenti vi permetterà di accumulare punti e soldi spendibili nel menu di potenziamento del personaggio andando a sbloccare diversi perk che influenzeranno numerosi aspetti del gioco: dalla riduzione dei danni subiti, alla possibilità di hackerare con i droni le telecamere o le torrette automatiche passando per esempio anche da perk per l'aumento della visibilità della maschera o la segnalazione della traiettoria dei cecchini nemici. Personalizzare le proprie abilità e scegliere l'equipaggiamento dunque, avrà un'importanza decisamente maggiore, vista anche la grande quantità di gadget comprendenti granate di diverso tipo, coltelli da lancio, torrette automatiche, droni e altre tecnologie degne del miglior agente segreto.

Un mix di strategia e abilità che si racchiude nella presenza della sontuosa kill cam nel momento in cui sparerete dei colpi eccellenti per mira e traiettoria oltre che per la posizione da cui sparerete. Un classico insomma che continua ad essere il marchio di fabbrica di una serie che prova a innovarsi solo nella struttura dei perk e della personalizzazione strategica anche de gadget e delle armi. Proprio su quelle "convenzionali" come mitra, fucili a pompa ecc. ci sentiamo di dire che il lavoro fatto è un po' approssimativo visto un feeling delle suddette poco responsivo e appagante, a differenza dei fucili di precisione.

Altro punto dolente è il lato tecnico, dato che la prova ci ha consegnato un titolo poco rifinito e dalla stabilità altalenante con cali di frame rate eccessivi, freezing della schermata in alcune aree e rallentamenti durante il passaggio alla mira da una fase di osservazione. Nonostante la build fosse comunque non la più recente, a poco più di due settimane dal termine questo ci sembra un po' preoccupante. Da sottolineare invece, l'ottima personalizzazione dei fucili di precisione, unico aspetto decisamente rifinito.

La nostra prova di Sniper Ghost Warrior Contracts ci ha consegnato un titolo che dovrà dimostrare molto in fase di recensione, nonostante alcune novità interessanti. Se il lato tecnico inficia la buona riuscita del gameplay classico della serie, dall'altro lato i perk legati alla maschera e la formula dei contratti sono un buon espediente che si adatta in maniera ottimale alla natura del titolo.

CERTEZZE

  • Il cecchino ha sempre un suo fascino
  • Perk e dadget danno sufficiente profondità

DUBBI

  • Tecnicamente claudicante
  • Da valutare longevità, ripetitività e qualità della narrazione