Tandem: A Tale of Shadows, il provato

Dallo studio francese Monochrome Paris, un gioco che punta a ridefinire il genere dei puzzle platformer: ecco il nostro provato di Tandem: A Tale of Shadows

PROVATO di Alessandra Borgonovo —   23/06/2021
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Un po' Enola Holmes (almeno negli intenti) e un po' Alice nel Paese delle Meraviglie. L'impressione iniziale, guardando il filmato introduttivo di Tandem: A Tale of Shadows è stata questa. Nel caso in cui sia sfuggito ai vostri radar, stiamo parlando di un puzzle platformer sviluppato dai francesi di Monochrome Paris: cinque persone in tutto, appassionate di 3D, del mondo dei videogiochi ma anche del processo creativo dietro alcuni brand. Non abbiamo dunque a che fare con uno studio focalizzato sui videogiochi, anzi, Tandem: A Tale of Shadows è il loro secondo lavoro dopo Singularity - titolo in realtà virtuale con un riscontro positivo su Steam.

Il loro prossimo progetto, in arrivo su PC e console, di cui è ancora disponibile la demo, ci mette di fronte a un'esperienza intrigante dove spremere le meningi sarà la nostra priorità: oltre quaranta livelli, distribuiti su cinque mondi diversi e a tratti inquietanti, compongono quello che si prospetta un ottimo puzzle platformer, nonostante l'inizio un po' lento e semplice.

Scopriamo Tandem: A Tale of Shadows nel provato della demo per PC.

Che fine ha fatto Thomas Kane?


L'incipit del gioco è molto basilare: nella Londra del XIX secolo fa scalpore la scomparsa del mago Thomas Kane, un caso sul quale Scotland Yard continua a indagare pur brancolando ancora nel buio. La piccola Emma, dieci anni e velleità investigative, è interessata alla faccenda e decide di indagare per conto proprio. Sorvoliamo sul fatto che una bimba, apparentemente di buona famiglia a giudicare dagli abiti, cammini da sola la notte lungo le strade londinesi senza correre il minimo pericolo - d'altronde è una fiaba dalle tinte piuttosto cupe. Lungo la via per la villa del suddetto Thomas Kane, una carrozza supera Emma a tutta velocità e da essa, a un certo punto, cade un orsetto di peluche.

Non ci sarebbe nulla di strano, se il pupazzo non si mettesse in piedi l'attimo dopo e iniziasse a rincorrere la carrozza seguito a ruota da Emma, che di fronte a uno spettacolo del genere non può rimanere indifferente: come Aliceche segue il Bianconiglio, dunque, la nostra giovane protagonista si lancia dietro a un bizzarro peluche (a proposito, si chiama Fenton) ma non sarà una tana a spalancarle davanti agli occhi un altro mondo, bensì i cancelli della misteriosa villa. Una volta oltrepassati, il primo ostacolo da attraversare saranno i labirintici giardini che conducono all'ingresso. Il suo viaggio in un mondo stupefacente e inquietante è appena iniziato.

Giocare da due diverse prospettive

Tandem: A Tale of Shadows, Emma nei giardini della villa di Thomas Kane
Tandem: A Tale of Shadows, Emma nei giardini della villa di Thomas Kane

Tandem: A Tale of Shadows ci mette sia nei panni di Emma sia in quelli dell'orsetto Fenton, che agiscono su piani diversi e incorporano i due generi del gioco: a lei è demandata la parte puzzle, con una visuale dall'alto che ci permette di avere maggiore consapevolezza dei dintorni; al nostro amico di pezza tocca invece gestire la componente platform, muovendosi lungo le ombre per aiutare Emma a raggiungere il livello successivo.

La loro è una collaborazione costante che dà senso al nome del gioco (Tandem) e ci ricorda l'esperienza vissuta con Shady Part of Me, sebbene sia ancora presto per fare comparazioni tra i due: Emma crea i percorsi per Fenton manipolando le luci e le ombre, all'inizio con l'ausilio di una lanterna che non rimarrà accesa a lungo. Dopo essersi spenta, non ci resta che affidarci all'ingegno e alle fonti luminose disseminate nell'ambiente circostante per dare modo all'orsacchiotto di proseguire, sbloccando a sua volta percorsi che permetteranno a Emma di avanzare un po' di più verso la sua meta.

I comandi sono semplici: Emma corre e afferra oggetti per spostarli, mentre Fenton, per quanto abbiamo visto, può solo saltare ma non è escluso che più avanti riesca a fare qualcosa di più. In ogni momento possiamo passare dall'uno all'altro personaggio, spesso durante uno stesso enigma: a volte i ruoli sono netti e ben definiti, prima tocca a uno poi all'altro e tanto basta a concludere un livello, tuttavia in alcuni casi è possibile che ci siano più passaggi. Il gioco ha una difficoltà crescente che passa da semplicissime fasi utili per imparare a giocare, fino a livelli più complessi, come il settimo, nel quale è richiesta una gestione più ragionata della situazione e c'è persino la presenza di nemici. Ragni giganti, nello specifico, che non possiamo affrontare direttamente ma a cui dobbiamo in qualche modo bloccare la visuale per non essere individuati e continuare ad agire indisturbati. I livelli si sono rivelati piuttosto contenuti e per nulla complessi; si nota però quanto diventino progressivamente più articolati e al pensiero che dovremo affrontarne più di quaranta, sempre più elaborati, ci sentiamo fiduciosi riguardo al risultato finale.

Tandem: A Tale of Shadows, non sappiamo ancora cosa sia ma l'inquietudine c'è tutta
Tandem: A Tale of Shadows, non sappiamo ancora cosa sia ma l'inquietudine c'è tutta

Tandem: A Tale of Shadows sfrutta meccaniche interessanti per rendere gli enigmi che dovremo affrontare davvero impegnativi e divertenti da risolvere: sì, a un primo sguardo sembra tutto ridotto al consueto premere interruttori, spostare blocchi e via discorrendo, è però il modo in cui lo facciamo a rendere il gioco tanto divertente. Ci troviamo di fronte a un'esperienza costruita tutta sulle prospettive e i giochi di luce. Emma e Fenton approcciano i livelli ciascuno a modo proprio ed è facendo così che riusciremo ad arrivare alla soluzione. Guardando il mondo con occhi diversi. Se Fenton, per il momento, sembra immune a pericoli che non siano spine appuntite pronte a infilzarlo nel caso di un salto sbagliato (morti che ci ricordano la crudezza di Limbo), Emma non se la passa altrettanto bene: oltre ai già menzionati nemici a otto zampe, deve fare attenzione alle trappole e ad adottare un approccio più cauto a seconda del caso.

Nel complesso, questa prima prova ci ha divertito e intrattenuto. Tandem: A Tale of Shadows è un gioco che si scopre lentamente, ma promette di farlo senza perdere un colpo, spingendoci passo dopo passo verso sfide sempre più stimolanti per il nostro ingegno. Sulla storia non possiamo ancora esprimerci, ma le sensazioni che ci lascia sono quelle di un racconto "burtoniano", stravagante, adorabile a vedersi, inquietante e snervante al tempo stesso. Lo stile ricorda i film d'animazione e siamo curiosi di vedere come si evolverà, se prevedrà dialoghi oppure avverrà tutto attraverso la stessa voce narrante del filmato introduttivo; o ancora, se ci sarà un narratore. Tutto potrebbe svolgersi in un silenzio interrotto solo dalla colonna sonora e dai rumori ambientali, il che sarebbe piuttosto interessante. Ne sapremo di più a ottobre, quando il gioco sarà disponibile nella sua forma completa. Nel frattempo, c'è ancora la demo che vi sta aspettando.

Tandem: A Tale of Shadows è un gioco curioso, che si svela molto lentamente eppure già nei suoi primi sette livelli dà l'idea di cosa potrebbe diventare in futuro. I livelli si articolano passo passo, mentre la collaborazione tra Emma e Fenton si fa sempre più sentita: il fatto che i due personaggi incarnino non solo diverse prospettive, ma anche i generi di cui si compone l'esperienza, con la bambina più votata ai puzzle e l'orsacchiotto al platforming, è un'idea che ci ha trovato favorevoli fin da subito. In questo modo si rende ancora più evidente la reciproca dipendenza, nonché uno sguardo nuovo sul mondo per trovare soluzioni che altrimenti potrebbero sfuggirci. La semplicità delle azioni, unita a una progressiva complessità dei livelli, rende Tandem: A Tale of Shadows divertente e soddisfacente. Se la qualità del level design è destinata a crescere, potremmo avere di fronte una piccola, inaspettata gemma dei puzzle platformer.

CERTEZZE

  • Meccanica della prospettiva ben gestita
  • Nonostante l'inizio lento, il potenziale si vede tutto
  • Grafica e atmosfere ricordano i lavori di Tim Burton
DUBBI
  • Non sappiamo se la qualità reggerà davvero per gli oltre quaranta livelli