The Darkest Tales, il provato del prologo Into the Nightmare

Il provato di The Darkest Tale Into the Nightmare, il prologo di un action platform 2D sviluppato in Italia dal team di Slaps and Beans.

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   16/10/2021
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Teddy è un orsacchiotto cinico e decisamente burbero, che vive rinchiuso da anni nel baule della sua padroncina, chiamata Alicia. Una notte viene disturbato da una fatina della luce che gli racconta di come Alicia sia finita in una versione distorta del regno dei sogni, sostanzialmente fatto di fiabe deviate, popolate da creature abominevoli. Inizialmente Teddy afferma di non voler muovere un dito per la bambina, rea di averlo abbandonato per anni nel baule, ma poi si lascia convincere e parte all'avventura, armandosi di forbici magiche che utilizzerà come spada. Questo in breve l'incipit di The Darkest Tale, titolo sviluppato dagli italiani di Trinity Team, gli stesso di Bud Spencer & Terence Hill - Slaps And Beans.

Per l'occasione abbiamo provato Into the Nightmare, il prologo di The Darkest Tale e siamo pronti a condividere le nostre impressioni.

Impressioni generali

Teddy, il protagonista del gioco
Teddy, il protagonista del gioco

The Darkest Tale è un action platform 2D con un fortissimo focus sulla parte narrativa. Il filone è quello delle fiabe deviate, cui possiamo ascrivere molti altri titoli, più o meno celebri, come American McGee's Alice o il più recente Little Nightmares, per citarne un paio. Into the Nightmare ci ha permesso di provare due livelli, che ci hanno fatto davvero una buona impressione generale, facendoci venire voglia di giocare alla versione definitiva. Ma procediamo con ordine.

Cappuccetto Rosso

Cappuccetto Rosso non è più quella di una volta
Cappuccetto Rosso non è più quella di una volta

Il primo livello è una versione deviata della favola di Cappuccetto Rosso. Teddy incontra la ragazzina mentre è intenta a divorare un lupo completamente sventrato e sin da subito capisce che non ha tutte le rotelle al loro posto. Diciamo che è un'appassionata di sangue e combattimenti e che dovremo inseguirla per il bosco ammazzando tutti i lupi che si pareranno sulla nostra strada. Il sistema di combattimento è basato sul tempismo e sullo studio dei movimenti degli avversari, con il giocatore che sembra dover semplicemente dare il colpo giusto al momento giusto. Teddy può colpire nelle quattro direzioni, capacità utilissima contro i nemici volanti e contro il primo e unico boss della demo. Le mosse utilizzabili in Into the Nightmare non sono molte, ma vedremo se sarà ancora così anche con la versione finita.

Nonostante il sarcasmo di Teddy, i toni della storia sono davvero dark, con una ricca spruzzata di gore. La foresta è un luogo pericolosissimo e oscuro, dove, saltando di piattaforma in piattaforma bisogna evitare spuntoni letali, piante non proprio amichevoli, insetti decisamente troppo cresciuti e molti altri pericoli che ci costringeranno a stare tutto il tempo sul chi vive. Si tratta di un livello introduttivo, quindi ottimo per prendere confidenza con i controlli e con i primi poteri di Teddy, che inizialmente può solo curarsi dalle ferite facendosi ricucire dalla fatina.

Qui apprendiamo anche i rudimenti della progressione del personaggio, che salendo di livello può distribuire i punti accumulati in un albero delle abilità. Ad esempio si può aumentare la velocità dei fendenti o si può incrementare la riserva di energia. Alcune abilità possono essere sbloccate raggiungendo delle aree segrete, spesso irraggiungibili finché non si dispone del potere adatto. Ad esempio il potere dello "scatto", che si sblocca alla fine del primo livello, dà accesso proprio a un abilità altrimenti impossibile da prendere posizionata nelle vicinanze di uno dei checkpoint.

Parlando di questi ultimi va notato che ce ne sono di due tipi: dei portali che servono come punto di ripartenza in caso di morte e degli specchi in frantumi che fungono anche da teletrasporto. Il gameplay è quello che ci aspetta da un action platform, quindi con molti ostacoli da superare e tante piattaforme sulle quali saltare. Nonostante sia il primo livello, superarlo non è facilissimo e siamo morti alcune volte prima di arrivare allo scontro con il boss, la simpatica Cappuccetto Rosso, che a dirla tutta non ci ha messo troppo in difficoltà (l'abbiamo uccisa al primo tentativo).

Quindi abbiamo cambiato fiaba...

I fagioli magici

Teddy può sviluppare diversi poteri
Teddy può sviluppare diversi poteri

Lì dove il primo livello si sviluppa essenzialmente in orizzontale, il secondo è invece costruito in senso verticale. La fonte d'ispirazione è la fiaba di Jack e il Fagiolo Magico. Quindi, come potete intuire da soli, l'obiettivo è quello di scalare una gigantesca pianta di fagioli per arrivare al castello dei giganti. Sinceramente il secondo livello di The Darkest Tales ci è piaciuto molto più del primo, un po' perché più impegnativo e un po' perché aggiunge al gameplay un paio di poteri di Teddy che creano delle situazioni più varie e interessanti di quelle viste nel primo livello. Intanto bisogna imparare a usare lo scatto, che rende più complicato superare alcuni baratri e la cui presenza aggiunge una certa varietà agli ostacoli, tra piattaforme posizionate a distanze ragguardevoli, funi da scalare evitando al contempo i rami della pianta pieni di spuntoni, piattaforme su cui ci si può fermare soltanto per pochi istanti se non si vuole finire infilzati e dei nuovi insetti giganti desiderosi di farci fuori.

Più avanti nel livello si sblocca anche il rampino, che consente di aggrapparsi a dei bottoni e di dondolarsi come novelli Indiana Jones, costringendoci a evoluzioni niente male in combinazione con lo scatto. Verso la fine del livello si deve fronteggiare un nuovo pericolo: delle zone piene di nuvole che lanciano a terra delle saette. Non bastassero i poteri, il livello introduce anche l'uso della magia in combattimento, quando Teddy mangia uno dei fagioli magici ottenendo il potere di convogliare energia nelle sue forbici. Sinceramente il secondo non è proprio il livello adatto per provarlo, visto che le fasi di platform sono prevalenti sui combattimenti.

Staremo a vedere se nella versione definitiva del gioco tornerà più utile. Comunque sia, arrivati al castello, Into the Nightmare termina con un finale sospeso che rimanda alla versione completa del gioco per conoscere la conclusione della storia. Per scoprire cosa ne sarà di Teddy e della sua ciarliera compagna, non ci resta che attendere l'anno prossimo.

Stile

Graficamente non sembra essere male
Graficamente non sembra essere male

Dal punto di vista tecnico / stilistico, The Darkest Tales ci è sembrato ben fatto, anche se, avendo provato soltanto due livelli, preferiamo sospendere ogni giudizio in questa fase. Comunque sia ha dei momenti abbastanza spettacolari, che fanno decisamente colpo, come quello dell'apparizione di un gigantesco lupo, che non è riuscito a salvarsi dalla brama di sangue di Cappuccetto Rosso, o come un gigante schiantatosi sotto alla pianta di fagioli. In generale, lo stile grafico scelto ci è sembrato davvero efficace per gli scopi dell'opera, capace com'è di creare atmosfere fiabesche inquietanti per l'intero gameplay (nonostante non ci sia niente di propriamente horror, gore a parte), senza mai impattare sulla leggibilità dei livelli. Staremo a vedere se anche i mondi mancanti saranno curati allo stesso modo e se le impressioni avute finora saranno confermate.

The Darkest Tale sembra essere davvero un buon titolo, almeno per quello che abbiamo potuto giocare. L'immaginario c'è, il gameplay anche. Forse qualche animazione andrebbe rivista, ma si tratta di piccolezze sulle quali in questa fase è possibile sorvolare. Insomma, è un gioco da tenere d'occhio e che potrebbe riservare delle grosse sorprese.

CERTEZZE

  • Le meccaniche di gioco sembrano ben congegnate
  • L'immaginario è affascinante
DUBBI
  • Qualche animazione sembra incerta
  • Non abbiamo potuto provare a fondo il sistema di combattimento