Alla Opening Night Live di Gamescom 2026, andata in onda il 25 agosto, CD Projekt Red ha finalmente tolto i veli da The Witcher 3: Wild Hunt - Songs of the Past, la terza espansione ufficiale del loro blockbuster. Lo studio polacco non si è limitato a presentare una nuova storia dello strigo, ma ha sorpreso tutti annunciando anche l'arrivo di un corposo aggiornamento gratuito che andrà a svecchiare diversi aspetti di The Witcher 3, un gioco che, ridendo e scherzando, ha ormai 11 primavere sulle spalle.
Non è la prima volta che CD Projekt Red fa qualcosa del genere coi suoi prodotti: aveva già rivoltato come un calzino sia The Witcher che The Witcher 2 (oltre che Cyberpunk 2077, ma in quel caso per problemi nettamente differenti), ma è una novità che un simile restyling arriva a così tanti anni di distanza.
In questo modo sarà più semplice avvicinarsi a Songs of the Past, dato che lo studio, in collaborazione con Fool's Theory (lo studio che sta lavorando al remake del primo The Witcher), è andato a ritoccare molti di quegli aspetti del gioco che sono invecchiati più di altri: sarà abbastanza?
La remaster gratuita arriva il 29 settembre
Prima ancora di parlare dell'espansione, facciamo una piccola parentesi per parlare della versione Remastered di The Witcher 3. Disponibile dal 29 settembre 2026 su PC (anche su Battle.net), PlayStation 5 e Xbox Series X|S, oltre che su Nintendo Switch 2, questa porta con sé un pacchetto di migliorie che va dalla grafica aggiornata al combattimento rivisto, passando per un sistema di movimento della cavalcatura ripensato, nuovi effetti per i segni dello strigo, un comportamento dei mostri più credibile, un albero delle abilità rinnovato, la transmogrificazione dell'equipaggiamento, una modalità foto ampliata e nuove finisher.
È stata potenziata anche la grafica del gioco, con una migliore gestione delle luci, delle ombre e di molti dettagli sullo sfondo, oltre che la verosimiglianza dell'universo di gioco: adesso le persone possono controllare le barche in acqua, così come guidare dei carri,
Chi possiede già il gioco riceverà gratuitamente anche le due espansioni originali, Hearts of Stone e Blood and Wine.
Perché Geralt torna dalla pensione
Songs of the Past parte da una premessa semplice: Ranuncolo (o Dandelion, come è chiamato nelle versioni anglofone di The Witcher) è nei guai e Geralt è l'unico a poterlo trarre d'impiccio. Il racconto si apre all'indomani dei festeggiamenti di Belleteyn, una delle feste pagane del Continente paragonabile per atmosfera a un carnevale di primavera, con Geralt che si risveglia con i postumi di una sbronza importante e, probabilmente, dopo una notte brava.
L'atmosfera rilassata da strigo in pensione la si capisce dalla prima "importante" missione che dovrà portare a termine: arrivare puntuale alla colazione con Ranuncolo, come da tradizione dopo una nottata di festeggiamenti. Ad attendere Geralt, però, non c'è nessuno: dell'amico non c'è traccia e al suo posto lo strigo trova solo la nonna e la cugina del menestrello, Lilla, oltre che un liuto. Un dettaglio che è sufficiente a far scattare l'allarme: se Dandelion ha lasciato lo strumento, dal quale non si separa mai, qualcosa non va. Mentre l'anziana liquida la cosa, conscia della vita sregolata del nipote, Lilla insiste con Geralt e lo spinge ad andare alla ricerca del cugino.
Letten, la terra natale di Ranuncolo
L'indagine porta Geralt a scoprire Letten, la regione della Redania settentrionale dalla quale proviene la famiglia di Ranuncolo, mai esplorata in un gioco della serie e appena accennata nei romanzi di Andrzej Sapkowski. Un dettaglio che ha lasciato a CD Projekt Red ampio margine di invenzione. Il nome della regione richiama direttamente il titolo nobiliare completo di Dandelion, ovvero Julian Alfred Pankratz, visconte di Lettenhove.
Si tratta di una regione verde, ricca e lussureggiante, incassata tra le montagne, rimasta ai margini dei grandi conflitti che hanno segnato il resto del Continente: un luogo di tradizione rurale, folclore, raccolti abbondanti e feste sontuose, che dietro l'apparenza idilliaca nasconde qualcosa di considerevolmente più oscuro. Nell'aspetto e nell'atmosfera Letten guarda apertamente alla campagna polacca e a quella inglese, tra colline coltivate e villaggi di pietra. Tra i prodotti tipici della zona spicca una bevanda locale, una via di mezzo tra birra e idromele ottenuta lavorando il miele e i frutti raccolti nei campi, motivo di orgoglio per gli abitanti quanto le loro feste.
Un open world da vivere, non solo da attraversare
Quello che però interessa maggiormente il giocatore è che Letten offre un inedito mondo aperto esplorabile liberamente, ricco di nuove storie, avventure e personaggi. Passeggiando tra le strade della ragione è impossibile non notare il nuovo livello di dettaglio raggiunto dalla produzione: i pastori conducono greggi di pecore, i carri percorrono le strade di campagna, i bambini giocano rischiando l'equilibrio sui balconi sotto lo sguardo apprensivo dei genitori, le guardie che al calare della sera accendono i lampioni lungo le strade e i punti di passaggio.
Geralt potrà muoversi a cavallo, la fedele Rutilia è sempre a portata di fischio, ma anche a bordo di imbarcazioni e carretti. Nonostante gli anni sulle spalle, il gioco si difende ancora molto bene sul piano visivo, con un salto di qualità nell'illuminazione e negli ambienti, dalla luce dell'alba che filtra sulle colline alle atmosfere cupe dei boschi più sinistri, fino a paesaggi paludosi che si tingono di rosso al tramonto.
Il mistero del conte Humbert
Ben presto Geralt e Lilla cominciano a sospettare che dietro la sparizione di Ranuncolo ci sia qualcosa di serio, ovvero una maledizione legata a un antenato di Dandelion, il conte Humbert, che li porterà a visitare il Garden of Thorns, il giardino delle spine: un luogo che nella foresta sembra fuori posto, quasi innaturale, e che nasconde segreti sepolti sotto la superficie tranquilla di Letten.
Nel cuore di questo "giardino" si trova anche un pozzo maledetto che conduce a un'area nascosta, dove ad attendere Geralt c'è una creatura legata a un albero che lo apostrofa con parole tutt'altro che rassicuranti, invitandolo ad addentrarsi nell'oscurità per scoprire la vera natura della bellezza di Letten. Prima, però, lo strigo ha dovuto affrontare delle insidie inedite come gli Swarm, delle creature che usano gli sciami di api come scudo, o lo Slumbering Knight, un cavaliere scheletrico ricoperto di radici armato di spada e scudo, capace di assorbire diversi assalti dello strigo.
Combattimento rivisto e la nuova arma a catena
Sul fronte del gameplay, Songs of the Past si poggia su tutte le novità che saranno introdotte con la Remastered, ovvero un movimento in battaglia più fluido, una gestione dei segni, le magie di Geralt, più immediata e un sistema di targeting più preciso. Inoltre lo strigo potrà contare su una catena d'argento che Geralt avvolge attorno al braccio e che può essere usata per avvicinare bruscamente i nemici fuori dalla portata del protagonista. Un'arma simile, se ricordate, comparve già nella cinematica d'apertura del primo The Witcher del 2007, e richiama da vicino l'arma che Ciri utilizzerà in The Witcher 4.
La catena serve anche per colpire parti specifiche del corpo con sequenze al rallentatore e di eseguire decapitazioni o smembramenti immediati una volta agganciato il bersaglio, rivelandosi particolarmente efficace contro gli Swarm. Fuori dai combattimenti le meccaniche di base restano quelle note, dai sensi dello strigo alla possibilità di risolvere alcune situazioni con la parola o con i Segni, prima che con la spada. Nella presentazione della Gamescom, ovviamente, gli sviluppatori hanno scelto la via più diretta, ma nulla impedirà di provare a cercare un approccio più elegante per risolvere la situazione.
Cosa resta da scoprire
Da quando abbiamo potuto vedere, Songs of the Past sembra essere nel bene e nel male una nuova storia di The Witcher 3. Per alcuni sarà il modo per rivivere le atmosfere, le musiche e le storie di uno dei videogiochi più amati degli ultimi 10 anni, per altri, forse, questo contenuto aggiuntivo arriverà oltre il tempo massimo.
Per il momento è troppo presto per sapere se la qualità della storia si assesterà sui livelli, per esempio, di Blood and Wine o se e come farà da anello di congiunzione the il terzo e il quarto capitolo, ma questa espansione ci ha ricatapultato immediatamente nell'universo di Sapkowski e, grazie agli ammodernamenti della versione Remastered, il capolavoro di CD Projekt Red sembra poter superare indenne la prova del tempo.
Descrivere The Witcher 3: Songs of the Past è molto semplice: si tratta della nuova espansione di uno dei giochi più amati degli ultimi anni, la miglior scusa possibile per tornare a vestire i panni dello strigo, provare tutte le novità della nuova patch e soprattutto prepararsi all'arrivo di The Witcher 4. Nuove storie, personaggi, combattimenti e molto probabilmente amori: a Letten sembra esserci tutto quello che ci ha fatto amare la trilogia di CD Projekt Red.
CERTEZZE
- Geralt è sempre Geralt
- Nuove terre da esplorare, nuove avventure, nuovi personaggi
- La patch svecchia diversi aspetti del gioco
- È sempre The Witcher 3, se lo avete amato sarà un gioia tornare
DUBBI
- È sempre The Witcher 3, se non lo avete amato, non cambierete idea
- La scrittura sarà al livello del resto del gioco?