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Trails from Zero e Trails to Azure, ha senso recuperarli su PS5 e Switch 2?

Nihon Falcom riporta l'arco di Crossbell su PlayStation 5 e Nintendo Switch 2 con 4K e 120 fps: conviene recuperarli ora o aspettare i remake?

SPECIALE di Christian Colli   —   03/09/2026
Trails from Zero
The Legend of Heroes: Trails to Azure
The Legend of Heroes: Trails to Azure
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Come tutti i capitoli della serie The Legend of Heroes, anche i due che formano il cosiddetto "arco di Crossbell" hanno avuto una strana sorte in fatto di localizzazione: pensate che Trails from Zero, il primo dei due, risale addirittura al 2010, quando uscì per PSP solo in Giappone. Per giocarlo (ufficialmente) in inglese - e no, non in italiano - abbiamo dovuto aspettare il 2022, e lo stesso è accaduto per il sequel Trails to Azure, uscito nel 2011 sempre su PSP e sempre solo in Giappone, poi portato su PC, PlayStation 4 e Nintendo Switch nel 2023.

Ora Nihon Falcom ha deciso di rimettere in circolazione entrambi i titoli per le nuove piattaforme, PlayStation 5 e Nintendo Switch 2: sono remaster fino a un certo punto, parliamoci chiaro, che supportano la risoluzione a 4K e i 120 fotogrammi al secondo, permettono di scegliere in tempo reale tra le texture originali e quelle in upscale, includono la sempre gradita modalità ad alta velocità e, sulla console Nintendo, supportano anche i controlli via mouse. Un'uscita trascurabile per chi ha già la versione precedente, ma che permette a chi si avvicina per la prima volta alla serie di giocare due gioiellini vintage nel modo migliore possibile. La vera domanda è un'altra: ne vale la pena?

I capitoli di Crossbell

Trails from Zero e Trails to Azure escono pochi giorni prima di Trails in the Sky 2nd Chapter, la seconda parte della trilogia di Liberl che Nihon Falcom sta rifacendo da zero in questi anni: sono giochi con diverse generazioni nel mezzo, e già Trails in the Sky 1st Chapter, lo scorso anno, si era dimostrato un remake molto più al passo coi tempi, nonché uno dei migliori JRPG degli ultimi tempi. Riprendere la saga da Trails from Zero e Trails to Azure, insomma, è come fare un tuffo nel passato, più che nel futuro: sono giochi assolutamente vintage sotto diversi aspetti, non ultimo il comparto tecnico, che torna a essere costituito da personaggi super deformed in 2D che si muovono in contenuti scenari 3D.

Trails from Zero è incentrato sulle indagini della Special Support Section di Crossbell
Trails from Zero è incentrato sulle indagini della Special Support Section di Crossbell

Eppure, per uno strano scherzo del destino, e volendo essere rigorosi, entrambi andrebbero giocati dopo l'arco narrativo di Liberl raccontato nei tre Trails in the Sky. Trails from Zero, nello specifico, comincia un anno dopo la fine di Trails in the Sky the 3rd, ed entrambi i giochi si svolgono praticamente in contemporanea agli eventi raccontati in Trails of Cold Steel I e II, che però sono usciti dopo ma che probabilmente molti fan del genere hanno già giocato da un sacco di tempo, visto che le versioni Remaster sono arrivate su PS4 nel 2019. Confusi? Ci sta.

Mettiamola così, e tagliamo la testa al toro. Per giocare i remake in 3D con un comparto tecnico moderno di Trails from Zero e Trails to Azure dovrete aspettare... beh, parecchio tempo. Trails in the Sky 2nd Chapter uscirà soltanto il 17 settembre - e in contemporanea mondiale, nientedimeno - e se Nihon Falcom deciderà di continuare con i remake dovremo aspettare che esca anche Trails in the Sky the 3rd fra almeno un anno o un anno e mezzo. Dopodiché, potrebbe toccare al remake di Trails from Zero. Se tutto andasse come dovrebbe andare, insomma, serviranno almeno altri tre anni come minimo per arrivare al primo remake di questi due titoli.

La storyline di Crossbell è una delle preferite dagli appassionati di Trails, non tanto per l'arco narrativo in sé e per sé, che è più lineare e meno epico - ma anche meno infarcito di riempitivi - rispetto alla colossale storyline di Erebonia raccontata nei quattro Cold Steel più Reverie, ma per il cast di personaggi che, essendo più contenuto, tende a interagire in maniera più naturale e genuina rispetto ai giochi successivi di The Legend of Heroes, dove effettivamente esiste una sovrabbondanza di personaggi principali e secondari. Inoltre, l'arco di Crossbell sta un po' a metà strada tra la spontaneità del primo Trails in the Sky e gli intrighi geopolitici dei Cold Steel, con un pizzico di spirito poliziesco poi ripreso in Trails through Daybreak.

I protagonisti di questa storia appartengono infatti alla Special Support Section, un ramo della polizia che si occupa di piccoli casi e crimini nella tumultuosa città di Crossbell. Se all'inizio può sembrare tutto molto ordinario, con la prospettiva del giovane Lloyd Bannings nel ruolo di protagonista e tre comprimari più o meno stereotipati, la storia prende insospettabili pieghe dark già nel primo gioco, tra sette sataniche e traffici di minori, e una piega più politica e bellica, nel secondo gioco, dalle immancabili sfumature fantascientifiche. Nonostante qualche inciampo tipico dei GDR giapponesi, specie nella verbosità di alcune scene d'intermezzo, anche Trails from Zero e Trails to Azure confermano la bravura degli scrittori Nihon Falcom nell'affrontare tematiche mature e costruire una mitologia interconnessa.

Trails nel passato

Trails from Zero e Trails to Azure restano comunque giochi di ruolo giapponesi fortemente anacronistici per gli standard odierni, sebbene questo non rappresenti necessariamente un male: la risoluzione e la fluidità delle nuove conversioni per Nintendo Switch 2 e PlayStation 5 impreziosiscono un comparto tecnico "kawaii", come direbbero i giapponesi, cioè "carino", delizioso a modo suo, grazie ai modelli renderizzati e super deformed dei personaggi che ricordano i titoli usciti su SNES negli anni Novanta.

Il sistema di combattimento a turni è sempre appagante e impegnativo
Il sistema di combattimento a turni è sempre appagante e impegnativo

È una contrapposizione netta alle dinamiche di gioco, che prevedono una lettura attenta dei testi - in inglese, doppiati solo in giapponese - e una comprensione del sistema di combattimento necessaria a superare molteplici picchi inattesi nella difficoltà. Il sistema di combattimento è ancora quello tipico dei Trails, che paradossalmente ha cominciato a cementarsi proprio in questi due giochi, i quali perfezionano la formula stabilita in Trails in the Sky. Può sembrare semplice, poiché scevro da tante meccaniche aggiunte negli anni da Cold Steel in poi, ma in realtà serve curare soprattutto risorse e posizionamento: gli scontri a turni si svolgono su una griglia isometrica invisibile, scanditi da un ordine di azioni rappresentato sul lato dello schermo.

I personaggi, una volta raggiunto il nemico sul campo di battaglia, possono attaccare normalmente oppure ricorrere a Craft e Orbal Arts. Le prime sono le tecniche di combattimento distintive che imparano aumentando di livello e che consumano Craft Points o CP. Le seconde, invece, dipendono dai Quartz equipaggiati negli Orbment Slot e dalle combinazioni di cristalli impostate in questi accessori speciali: la combinazione di più cristalli dello stesso tipo o di tipi diversi sblocca nuovi incantesimi. Neanche a dirlo, le Arts infliggono danni enormi ai nemici vulnerabili a determinati elementi.

È fondamentale assegnare i Quartz giusti per sbloccare le varie Arts
È fondamentale assegnare i Quartz giusti per sbloccare le varie Arts

Il sistema di combattimento sulla carta è piuttosto intuitivo, anche dopo l'aggiunta dei Master Quartz e del sistema Burst in Trails to Azure, ma i nemici e soprattutto i boss sono pensati per spremere il giocatore, mettendolo spesso alla prova. Non parliamo di un gioco particolarmente difficile, e che gli amanti più navigati del genere JRPG riusciranno a completare piuttosto facilmente, ma può capitare di dover ripetere un paio di battaglie qualche volta più del necessario. Essendo una serie incentrata fortemente sulla narrativa e sul combattimento, Trails from Zero e Trails to Azure non sono sempre equilibrati in tal senso, e ricorrono ai minigiochi come la pesca per spezzare un po' il ritmo, che diventa sostenuto soprattutto nelle ultime battute.

Giocare oggi questi due titoli Nihon Falcom significa davvero fare i conti con il passato della serie, che ancora oggi appare riconoscibilissima e fedele alle proprie origini nonostante il progresso tecnologico e a dispetto di molti altri franchise che cercano di rinnovarsi imboccando le vie più disparate. Sono titoli rigeneranti, in un certo senso, perché riescono ancora a coniugare diverse filosofie di JRPG in una sola forma coerente, ma sempre restando fedeli alle caratteristiche che li rendono tali: certe soluzioni narrative, il character design spiccatamente anime, il sistema di combattimento a turni e così via.

Le versioni PS5 e Switch 2 di Trails from Zero e Trails to Azure sono le migliori in commercio
Le versioni PS5 e Switch 2 di Trails from Zero e Trails to Azure sono le migliori in commercio

Per un neofita, che si vuole avvicinare all'universo di The Legend of Heroes, le nuove edizioni per PlayStation 5 e Nintendo Switch 2 di Trails from Zero e Trails to Azure sono un ottimo punto d'inizio e un'alternativa più retrò ai remake di Trails in the Sky: i collegamenti con gli altri giochi sono ancora sottili e non si rischia di perdere il filo tra mille personaggi e riferimenti. Può avere senso aspettare che escano gli inevitabili remake tra qualche anno, oppure approfittare di questa uscita se si muore dalla voglia di giocare un JRPG, facendo comunque i conti con una presentazione e un gameplay di altri tempi.

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