Vivere Online - Guild Wars

In questo numero si passa in rassegna il grande successo di ArenaNet, unico ad aver tenuto testa a World of Warcraft.

RUBRICA di Umberto Moioli   —   26/03/2009
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Il successo quasi surreale di World of Warcraft nel campo dei giochi di ruolo ha avuto un paio di conseguenze che alla lunga si sono rivelate decisamente negative: quello degli MMORPG è sembrato il settore più promettente in assoluto, spingendo chiunque a buttarcisi per poi tradire le aspettative nella gran parte dei casi, e il modello adottato da Blizzard è sembrato l'unico percorribile, riflettendosi sul mercato che ha visto la disponibilità di una serie infinita di cloni dalla più o meno pregevole fattura. Poche idee innovative e poco successo, con una manciata di eccezioni tra cui non può non essere citato Guild Wars, particolarissima variante sul genere sviluppata da ArenaNet e pubblicata da NCSoft, con oramai quattro anni di sviluppo, supporto e uscite sulle spalle ma ancora perfettamente in grado di dimostrarsi uno dei prodotti più interessanti disponibili sul mercato.

Vivere Online - Guild Wars
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“Coompetitive” RPG?

Guild Wars sfugge alle normali definizioni del genere, presentando due differenti tipi d'esperienza entrambe estremamente ben costruite: l'avventura è giocabile in compagnia di altri avventurieri o grazie ai personaggi controllati dal computer, ma sempre in aree istanziate lasciando che solo gli avamposti e le città siano persistenti sui server di ArenaNet - il che ha permesso di non inserire alcun tipo di abbonamento, caricando i giocatori del solo prezzo del box - mentre il PvP avviene all'interno di apposite arene e seguendo precise linee imposte dalle regole delle singole partite, un ambiente perfetto per competere tanto che a lungo è stato uno dei migliori esempi di e-sport. L'ottima offerta è supportata da un sistema di crescita intelligente che permette di sviluppare in tempi diversi una professione primaria e una secondaria, scelte tra un buon numero di possibilità - nel corso delle uscite si sono raggiunte le 10 classi, dai classici Guerriero ed Elementalista fino ai più originali Derviscio e Ritualista - ed esaltata dall'altissimo numero di abilità e quindi combinazioni effettuabili.
A prescindere dalle premesse, dallo scheletro alle spalle del gameplay, ciò che rende Guild Wars estremamente godibile e longevo, sia per il pubblico di appassionati sia per chi avesse meno tempo o si avvicinasse al genere per la prima volta, è l'ottimo bilanciamento tanto delle missioni quanto delle quest, così come delle partite competitive e delle aree da end game dove farmare le armi e gli oggetti utili a costruirsi le migliori armature; poche ore a settimana bastano per portare avanti nel tempo la campagna mentre con molto più impegno si può aspirare a completare le Missioni d'Elite e organizzarsi per ottenere i massimi riconoscimenti, mentre in PvP ci si può buttare nell'immediato divertimento dell'Ascesa dell'Eroe od organizzarsi in lunghe sessioni d'allenamento con la gilda per poter perfezionare le strategie e darsi ai tornei ufficiali. Le possibili opzioni sono moltissime, sorrette da un sistema di combattimento tutt'altro che rivoluzionario con la barra delle abilità nella parte bassa dello schermo e l'uso del cursore del mouse per castare le singole magie, abbastanza solido e già assimilato da essere perfetto per chiunque.

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Tre seguiti e un'espansione

Non solo Guild Wars non prevede abbonamento, ma ciascuna delle tre campagne uscite è totalmente indipendente e solo l'espansione, Eye of the North, richiede una delle precedenti. Prophesis, l'originale, ha posto le basi sia narrative che per le meccaniche sopra descritte, un'esperienza forse meno tesa e compatta rispetto a quelle successive ma dal tono più epico e con una maggior varietà ambientale, molto vicina al classico high fantasy e con tutte le suggestioni del caso. Rilasciato nell'aprile del 2006, Factions introduce un continente diviso in quattro regioni, Cantha, completamente inedito e dal sapore orientale con un totale di circa 200 quest e l'introduzione di due classi, Assassino e Ritualista, oltre che del concetto di Alleanza, con gli utenti chiamati a decidere a quale delle due fazioni presenti unirsi, combattendo poi per portarne avanti l'onore. Nell'ottobre dello stesso anno venne messo in vendita Nightfall, a sua volta stand alone e quindi dotato di una nuova area, questa volta a tema simil africano, molto d'impatto esteticamente ma forse non così ricco di nuovi contenuti come i precedenti, visto che la più importante tra le introduzioni è quella legata alla gestione degli Eroi, ora decisamente più evoluti dei vecchi NPC e utilizzabili anche in PVP, a cui si aggiungono le due professioni Dervish e Paragon. Infine Eye of the North, espansione propriamente detta con nuove magie, set di armature e armi, oltre a istanze completamente inedite e la Hall of Monuments, dove poter vedere tutti i propri trofei e riconoscimenti ottenuti, condivisibili poi con l'annunciato ma ancora tenuto nascosto Guild Wars 2.

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Tutto il gioco, poco alla volta

Graficamente Guild Wars è decisamente un bel vedere, artisticamente molto ispirato e dotato di grandissima varietà presenta ambienti con una buona quantità di poligoni e abitati da personaggi che, per quanto forse troppo simili tra loro, sono ben mossi e caratterizzati, con magie altrettanto spettacolari per effetti e complessità. Ottimo anche il netcode e gli strumenti di supporto agli utenti - parte dei ragazzi di ArenaNet sono fuoriusciti da Blizzard e l'influenza di Battle.net si fa vedere - con in più l'intelligente scelta di far scaricare le istanze a mano a mano che vi si accede, lasciando che il client di partenza sia estremamente snello e scaricabile su qualsiasi PC in pochi minuti.
Difficile non consigliare l'acquisto di Guild Wars, anche considerando che attualmente si trovano le campagne a prezzi particolarmente convenienti mentre, volendo entrare nello specifico, forse le prime due avventure, Prophecies e Factions, sono quelle meglio riuscite da avere a tutti i costi. I più di quattro milioni di utenti in altrettanti anni e una community ancora molto attiva lo rendono assolutamente attuale e godibile, aspettando il successore che comunque non arriverà prima di fine 2010.

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