Cancellando Scalebound Microsoft ha ammazzato definitivamente il progetto? C’è qualche speranza che Platinum possa concluderlo?  247

Cerchiamo di capire che possibilità ci sono di vedere Scalebound concluso

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   10/01/2017

"Dopo un'attenta valutazione, Microsoft Studios ha raggiunto la decisione di concludere la produzione per Scalebound. Stiamo lavorando duro per mettere insieme una lineup fantastica di giochi per i nostri fan quest'anno, inclusi Halo Wars 2, Crackdown 3, State of Decay 2, Sea of Thieves e altre grandi esperienze."

Il comunicato con cui Microsoft ha annunciato la cancellazione di Scalebound, la più grossa esclusiva di Xbox One per il 2017 (o almeno così si pensava), è scarno e decisamente fiacco nel tentare smorzare la rabbia di tutti quei giocatori che stavano attendendo il gioco da anni, rinnovando la loro fiducia al team di sviluppo (Platinum Games) e a Microsoft stessa dopo ogni annuncio.

Anzi, diciamo meglio: la cancellazione di Scalebound, che segue a pochi mesi quella di Fable Legends, con susseguente chiusura dello storico studio di sviluppo Lionhead, è distruttiva per l'immagine di Xbox. In un attimo molte delle aspettative dei videogiocatori sono andate in fumo. Parliamoci chiaro: Scalebound non era un'esclusiva qualsiasi, ma quella attualmente più attesa dai possessori di Xbox One, non certo compensabile con uno State of Decay 2 o un pur affascinante Sea of Thieves.

Alcuni sperano che in qualche modo il progetto possa essere salvato, ma ci sono degli immensi nodi da sciogliere perché ciò possa accadere. Cerchiamo di capire quali

Intanto va premesso che Microsoft ha pagato lo sviluppo negli scorsi anni e per tutto il 2016. Il gioco è stato cancellato a inizio 2017. Quindi tutto ciò che attualmente esiste di Scalebound (codice, grafica e così via) è di proprietà della casa di Redmond, che teoricamente può farne ciò che vuole.

Per salvare il gioco ci sono poche possibilità: la prima e più inverosimile è che Microsoft torni sui suoi passi e riattivi il progetto iniettandoci dentro altri soldi. La consideriamo inverosimile perché sarebbe un passo indietro clamoroso dato che in situazioni simili (vedere il caso Lionhead e Fable Legends) è andata avanti per la sua strada senza ripensamenti.

Considerate che Microsoft è anche quella che ha tagliato Kinect da Xbox One senza starci a pensare troppo, e Kinect non era un gioco, ma un componente hardware fondamentale della prima versione di Xbox One, sul quale erano stati investiti centinaia di milioni di dollari in ricerca e sviluppo.

La seconda possibilità, altrettanto improbabile, ma non impossibile, è che subentri un terzo publisher e acquisti tutte le risorse fin qui prodotte da Microsoft, proprietà intellettuale compresa. Il problema in questo caso è il costo dell'operazione, altissimo se consideriamo per quanti anni Scalebound è stato in sviluppo e quanto ancora ci sia da fare per terminarlo. Capirete che si parla di decine di milioni di dollari, non di bruscolini. Non sono molti i publisher che potrebbero permettersi una simile operazione, considerando anche gli altri problemi che comporta, non tutti strettamente monetari.

Il primo è che attualmente Scalebound è un progetto per Xbox One e Windows 10. Chiunque lo rilevi lo trasformerebbe sicuramente in un titolo multipiattaforma (o in un'esclusiva per la sua piattaforma), quindi anche per PlayStation 4 e magari per Nintendo Switch. Anche su PC non avrebbe senso limitarsi a venderlo sul Windows Store e quindi bisognerebbe rivederlo in moltissimi aspetti tecnici per garantirgli una maggiore diffusione.

Il secondo problema è strettamente d'immagine. Parliamoci chiaramente: Scalebound è un progetto rifiutato da uno dei più importanti operatori dell'industria videoludica, produttore della seconda console casalinga più venduta al mondo. Chi si sobbarcherebbe il peso di investire milioni di dollari in uno scarto? Attualmente ci vengono solo due nomi in mente che potrebbero tentare l'impresa: Sony e Nintendo, anche se per loro vediamo molti più problemi che benefici dal prendersi carico di Scalebound. Un'autoproduzione di Platinum Game ci sembra improbabile, quindi l'ipotesi più accredita è che Scalebound sia un gioco ormai morto definitivamente, ossia che non potremo mai giocarlo, con buona pace di tutti quelli che ci credevano (figuratevi che noi lo avevamo incluso tra i nostri titoli più attesi del 2017, come dimostra il video sottostante).

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