Beato quel mondo in cui i voti contrastanti con quelli medi non destano scandalo

Alcuni voti dati dalla rivista Edge hanno riattizzato le polemiche sulle recensioni dei videogiochi, scatenando i talebani dell'oggettività.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   24/05/2019
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Non serve essere filosofi per capire l'insensatezza di una recensione che pretenda di essere oggettiva. È ormai evidente che il mondo dei videogiochi, spinto da un infantilismo becero e senza speranza, non riesce a distaccarsi da delle concettualizzazioni ridicole superate in moltissimi altri ambienti. Chiedete a un critico cinematografico di recensire un film in modo oggettivo e vi riderà in faccia. Già l'idea di ridurre in parole qualcosa di così complesso e dinamico come un film è uno sproposito, figurarsi quella di volerne dare una giudizio oggettivo. Cosa dovrebbe fare, contare le sequenze? Catalogare le inquadrature? Suvvia...

Parliamoneedge

Per i videogiochi dovrebbe valere lo stesso, invece il nostro ambiente è ossessionato da robaccia come recensioni fiume di migliaia e migliaia di caratteri, che teoricamente dovrebbero descrivere un gioco ma finiscono inevitabilmente per parcellizzarlo e stuprarlo nella sua essenza, come se i diversi elementi non formassero un unico contribuendo a determinarne il senso ma, presi singolarmente, significassero davvero qualcosa. Lo sappiamo che queste sono parole sprecate, perché tanto l'utente medio cerca guide all'acquisto e non recensioni, quindi è ben contento di avere dei lunghi cataloghi di feature da scorrere con il ditino, sognando che siano una rappresentazione efficace dell'oggetto che desidera acquistare. Rappresentazione oltretutto che deve tendere al 'voto giusto', un'altra perversione onanistica del mondo videoludico, che ormai viene fatto corrispondere al Metascore.

L'idea che ogni gioco sia descrivibile in modo oggettivo e meriti solo il suo giusto voto è alla base delle polemiche che accompagnano l'uscita di ogni numero della rivista Edge. Edge utilizza un sistema di giudizio tutto suo, assolutamente incompatibile con quello della maggior parte delle altre pubblicazioni mondiali a tema videogiochi. La rivista esiste dal 1993 e ha la fortuna di poter vivere ancora di lettori paganti, che sono quindi il suo vero riferimento e che cercano in Edge un certo tipo di prodotto e un certo tipo di critica videoludica, lontanissima da quella che si masturba sull'oggettività. Non vi stiamo dicendo che sia un oracolo infallibile e che abbia ragione a prescindere ma solo che va per la sua strada senza curarsi troppo dei rumori di fondo, al netto di qualche svarione.

Noi riportiamo i voti di Edge perché producono sempre ottimi click, e li producono proprio perché gli utenti s'inalberano moltissimo per il contrasto dei giudizi espressi dalla rivista britannica con le proprie convinzioni e aspettative. Mortal Kombat 11 solo 5? Days Gone 5? World War Z 6? Alle armi!

Calmiamoci. Leggere le recensioni per capire le motivazioni dei voti è importante, ma prima di farlo bisognerebbe semplicemente iniziare ad accettare che esistano giudizi che non devono essere necessariamente avallati dai sentimenti delle masse,o dalla vicinanza al Metascore per essere validi. Ciò che conta sono gli strumenti che vengono messi in campo per esprimere il giudizio, non il giudizio in sé, che è solo una riduzione fatta per favorire le menti meno elastiche (si scherza). Letta l'analisi e verificate le tesi che hanno portato a un certo voto, il resto dovrebbe valere meno di zero. Il condizionale purtroppo è d'obbligo perché sappiamo tutti che non è così. Sarà per la prossima vita.