Blizzard punisce giocatore pro di Hearthstone per il sostegno dato alle proteste di Hong Kong 59

Un giocatore professionista di HearthStone ha lanciato un messaggio di sostegno alle proteste di Hong Kong durante uno streaming, ed è stato punito da Blizzard.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   08/10/2019

Il giocatore professionista di HeartStone Chung "Blitzchung" Ng Wai è stato punito da Blizzard per aver lanciato un messaggio di sostegno alle proteste di Hong Kong durante un'intervista in streaming rilasciata post match durante i Grandmasters Asia Pacific.

Ng Wai ha indossato in diretta una maschera anti gas, simile a quella indossata dai manifestanti, urlando nel microfono uno slogan pro-Hong Kong. La censura di Blizzard è subito partita bloccando la diretta con uno spot, ma ormai il messaggio era stato trasmesso e il 'danno' era stato fatto. Oltre a Ng Wai, Blizzard ha punito anche i due presentatori per motivi non meglio chiariti.

Nel prendere il suo provvedimento, Blizzard si è appellata alla sezione 6.1 del suo regolamento per le gare competitive, in cui si afferma che i giocatori non devono partecipare a dispute pubbliche, offendere il pubblico o danneggiare l'immagine di Blizzard. Ng Wai è stato quindi bandito dai Grnadmasters, gli sono stati ritirati tutti i premi in denaro vinti e non potrà partecipare a gare esport di Hearthstone dal 5 ottobre 2019 al 5 ottobre 2020. Relativamente ai due presentatori, sono stati semplicemente licenziati e non lavoreranno mai più con Blizzard.

Ovviamente molti giocatori occidentali (non solo giocatori, in questo caso) non hanno preso bene la reazione di Blizzard, che hanno visto come una forma di prostrazione alla Cina. In particolare la comunità di Hearthstone ha condannato tanta, improvvisa severità, accusando Blizzard di essere interessata solo ai soldi del mercato cinese e di non avere a cuore la libertà di espressione. Insomma, Blizzard starebbe dalla parte di un governo autoritario e repressivo per mera convenienza.

Blitzchung di suo ha confermato che il suo gesto era mirato a far puntare i riflettori sulle proteste di Hong Kong: "Potrebbe causarmi un sacco di guai e anche mettere a rischio la mia incolumità. Ma credo che sia un mio dovere parlare del problema." L'unico a uscirne bene a quanto pare è proprio lui.