Call of Duty: Modern Warfare e il revisionismo storico che non fa male alle vendite

La recente questione su alcune oculate modifiche storiche effettuate a Call of Duty: Modern Warfare dimostra come alcune incongruenze storiche facciano meno rumore del solito.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   29/10/2019
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Che Call of Duty: Modern Warfare non abbia la pretesa di mettere in scena eventi con accuratezza storica è chiaro e affermato apertamente dagli stessi autori, ma ci sono alcune scelte che sembrano essere effettuate con oculatezza strategica secondo un certo disegno, peraltro riuscendo a strizzare l'occhio contemporaneamente a certe dinamiche politiche/commerciali e a un certo tipo di pubblico che ci va a nozze, pur avendo la pretesa di riferirsi ad eventi verosimili. Tra queste, la recente scoperta che gli sviluppatori hanno inserito il chiaro riferimento a un episodio accaduto realmente e di cui sono stati responsabili USA e alleati nella Guerra del Golfo ma attribuito ai russi all'interno del gioco. La linea difensiva sulla questione è il fatto che Call of Duty: Modern Warfare sia un titolo incentrato su una storia inventata, ambientato addirittura nello Stato immaginario dell'Urzikstan, che dovrebbe liberare Infinity Ward e Activision da qualsiasi responsabilità.

Cosa che è vera, in effetti, tralasciando il senso di inquietudine che può emergere ogni volta che si delinea in maniera più evidente il profilo del cosiddetto "military-entertainment complex" che coinvolge anche le grandi produzioni videoludiche. Infinity Ward ha deciso chiaramente di sviare dalla rappresentazione di eventi reali scegliendo addirittura paesi inesistenti, tuttavia è abbastanza chiaro come Call of Duty: Modern Warfare voglia mettere in scena la guerra in maniera molto realistica, prendendo a prestito elementi della realtà e anche situazioni alquanto sconvolgenti, formalmente per portare a riflettere sulla realtà degli scontri a fuoco. Questo è un intento che gli sviluppatori hanno sbandierato fin dall'inizio: il fatto di voler rappresentare la guerra in maniera cruda e mettere il giocatore in situazioni anche shockanti, innovative e moralmente problematiche doveva essere uno degli elementi innovativi di questo capitolo ed è stato centrato sotto diversi aspetti.

Call Of Duty Modern Warfare 03


Solo che i legami con la tradizione classica filo-americana cacciati dalla porta sembrano rientrare poi dalla finestra, considerando come alcuni elementi siano alquanto piegati a una certa visione: il fatto di prendere il tragico episodio dell'Autostrada della morte e rigirarlo in modo da scaricare le responsabilità verso un altro paese è un evento che appare piuttosto grave nell'ottica della fedeltà alla rappresentazione realistica della guerra. Si può comunque pensare che si tratti di una "licenza poetica", considerando che l'episodio si inserisce in una storia che vede quel particolare paese (di suo peraltro responsabile di altre atrocità, dunque qui non si tratta di difendere nessuno in particolare) come un elemento assimilabile al villain di turno, sotto diversi aspetti. Detto chiaramente che qua non si tratta di indignarsi per la lesa maestà di alcuna nazione in particolare, c'è da notare però un fatto piuttosto curioso, ovvero il modo diverso in cui questa distorsione della realtà storica è stata presa rispetto ad altri casi simili.

Tanto per fare un esempio a caso, Battlefield 5 è finito sotto accusa, con polemiche durate mesi, per aver rappresentato delle donne combattenti nel corso della Seconda Guerra mondiale. All'epoca, questa interpretazione piuttosto libera dei fatti storici (sebbene l'assenza totale di donne combattenti non sia provata storicamente) suscitò un'indignazione estrema da parte di una grande quantità di utenti, portando addirittura al boicottaggio del gioco. Eppure, anche in quel caso, DICE ha sempre sostenuto di non voler rappresentare la storia in maniera estremamente fedele, pur traendo ovviamente ispirazione da eventi reali per mettere in scena la guerra in maniera più realistica. È un po' la stessa posizione di Infinity Ward, che ha creato una sceneggiatura chiaramente incentrata su episodi fittizi ma ben fondati sulla realtà dei fatti. I due casi sono molto simili ma le reazioni, almeno per il momento, sembrano decisamente diverse, forse alcune incongruenze storiche sono più accettabili di altre?