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Cyberpunk 2077 VR Mod è stata rimossa su imposizione di CD Projekt RED

CD Projekt RED pare abbia imposto la rimozione della VR Mod di Cyberpunk 2077, come riferito dall'autore di questa, ma non sembra ci sia una modalità ufficiale in sviluppo.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   18/01/2026
Johnny Silverhand in Cyberpunk 2077
Cyberpunk 2077
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Il noto modder Luke Ross, specializzato in elaborazioni per realtà virtuale, pare sia stato costretto a rimuovere la mod Cyberpunk 2077 VR sotto pressione da CD Projekt RED, che era ricorsa a una richiesta DMCA nei giorni scorsi.

La mod era distribuita a pagamento e consentiva di esplorare Night City in realtà virtuale con una notevole precisione, pubblicata inizialmente nel 2022 e poi successivamente evoluta nel tempo attraverso nuove versioni sempre più elaborate e raffinate.

Non è chiaro come sia andata e perché CD Projekt RED abbia atteso quasi quattro anni prima di richiedere la rimozione di una mod che sembrava ormai poter circolare liberamente, ma a quanto pare l'azione attraverso DMCA si è svolta solo di recente.

Non c'è una modalità ufficiale in sviluppo, pare

Luke Ross, da parte sua, ha provato a fornire alcuni dettagli, sebbene ovviamente non si tratti di un membro di CD Projekt RED dunque non sappia precisamente come siano andate le cose, ma sembra escludere che la richiesta sia sopraggiunta in seguito alla lavorazione di una modalità VR ufficiale per Cyberpunk 2077.

A differenza di quanto è capitato con Take-Two, con cui sempre Ross aveva avuto a che fare a causa delle rimozioni di mod VR su Red Dead Redemption 2 e GTA 5, quantomeno in questo caso il modder è riuscito a parlare direttamente con CD Projekt RED.

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Discutendo con il responsabile della sezione legale dell'editore, il modder ha semplicemente riferito che la compagnia ha seguito il solito modus operandi delle "corporazioni" in questi casi, riferendosi all'uso di asset non autorizzato.

D'altra parte, la distribuzione di mod a pagamento è una cosa che facilmente incappa in conclusioni di questo tipo: gli editori possono chiudere un occhio sulle rielaborazioni che non sono a scopo di lucro, ma in caso contrario, raggiunta una certa notorietà, capita spesso che le operazioni vengano bloccate.