Anche l'Italia si è lanciata nella corsa alle IA, con un LLM (Large Language Model) chiamato Emma, raggiungibile a questo indirizzo. Visto che sulla rete viene segnalato per le risposte inutili e sbagliate, quanto ilari, date alle domande più semplici, abbiamo deciso di testarlo anche noi, ponendogli questioni a tema videogiochi. Il risultato è stato, senza mezzi termini, disastroso.
Ma è preparatissima!
Alla domanda: "Puoi parlarmi di Super Mario 64?", la cara Emma ha risposto: "Sì, Super Mario 64 è un gioco di ruolo in cui il giocatore controlla un personaggio chiamato Mario. È stato pubblicato nel 1988 per Amiga e Atari ST, ed è uno dei giochi più popolari della storia."
Chiaramente non è un gioco di ruolo, non risale al 1988 e non è stato pubblicato su Amiga e Atari ST.
Rimanendo in ambito Nintendo gli abbiamo chiesto, non senza un filo di ironia: "Sei molto preparata, brava. Adesso parlami di The Legend of Zelda? Ne sai qualcosa?" La risposta è stata davvero sincera, in questo caso: "No, non ho accesso a informazioni su The Legend of Zelda. Non ho accesso ai suoi giochi o al suo mondo di gioco." In effetti è una serie poco conosciuta, quindi la titubanza di Emma è comprensibile. Specifichiamo che siamo ironici, perché qualcuno potrebbe fraintendere.
Vista la qualità della risposte, abbiamo provato a fare una domanda più complessa: "Da cosa nacque la crisi dei videogiochi dei primi anni 80?" Qui Emma ha raggiunto delle vette sublimi, inventando tutto di sana pianta.
"La crisi dei videogiochi dei primi anni 80 è stata causata da una combinazione di fattori: 1. **Crescita tecnologica**: I computer e i videogiochi hanno reso il mondo più interconnesso. 2. **Sviluppo del software**: Il software ha permesso ai giochi di diventare più accessibili, con un numero maggiore di giocatori che potevano giocare. 3. **Promozione della tecnologia**: Le aziende hanno iniziato a investire in tecnologie avanzate per rendere i loro prodotti più interattivi.."
Qui c'è da dire che l'elaborazione si è bloccata e che la risposta non è stata completata... ma forse è meglio così. Comunque sia, nessuno dei tre punti è pertinente all'argomento.
Che aggiungere? Diciamo che di strada da fare per avvicinarsi a modelli come ChatGPT o Gemini ce n'è davvero tanta. Tantissima.
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