FIFA 22, perché cambiare quando te lo continuano a comprare tutti?

Cerchiamo di capire perché non abbia alcun senso chiedere cambiamenti radicali a una serie annuale che vende milioni e milioni di copie a ogni iterazione.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   27/09/2021
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FIFA 22 è ormai arrivato e come ogni capitolo della serie ha riacceso alcuni fuochi che non aspettavano altro per deflagrare, come quelli dei cori da stadio improvvisati dai videogiocatori che chiedono più novità. In effetti, cosa c'è di male a chiedere qualche cambiamento più profondo per la serie, una volta ogni tanto? Poi uno guarda i dati di vendita, dà una ripassata ai bilanci di Electronic Arts degli anni scorsi, e ha un'epifania: perché dovrebbero farlo?

Questi vendono decine di milioni di copie ogni anno spendendo soprattutto per le licenze dei calciatori; conFUT, incassano centinaia di milioni di dollari ogni quarto fiscale grazie a una formula rodata... quindi perché dovrebbero mettersi a rischiare di rompere un giocattolo che funziona? Perché c'è una piccola parte di utenti che si lamenta sui social?

La copertina del Parliamone con Oronzo Canà
La copertina del Parliamone con Oronzo Canà

C'è sempre chi si lamenta. Si lamenta il tossico dello spacciatore: gliene dice di cotte e di crude, ma poi la dose la deve comprare lo stesso perché non può farne a meno. È il mercato e vi viene dato quello che comprate, anche se lo comprate per i motivi sbagliati e anche se non sapete di stare comprando.

Electronic Arts è una multinazionale e come tale non ama rischiare. È dagli anni '80, da quando è diventata tale, che non ama farlo. Con il tempo ha acquisito e sfruttato decine di software house storiche proprio perché rifugge ogni rischio e ha come unico obiettivo fare soldi sui soldi investiti, che poi è l'obiettivo di ogni azienda del pianeta.

Il tuo gioco vende sotto le aspettative anche se ha superato il punto di pareggio? Ti chiudo. Il mercato va verso gli sportivi? I giochi di ruolo che produci da anni con successo non servono più e ti chiudo. Il free-to-play di un titolo storico, voluto solo da manager armati di grafici e statistiche e non dagli sviluppatori, va uno schifo? Non fa niente, ti chiudo lo stesso perché da qualche parte i bilanci devo pur sanarli, così da far felici gli azionisti.

Il fatto è che Electronic Arts ha ragione e ce l'ha ogni volta che espone crescite miracolose dei bilanci. Ce l'ha perché evidentemente ha capito il mercato meglio di quelli che si lamentano. Quando sentirà la necessità di produrre un FIFA più innovativo, per non perdere soldi (ovviamente), lo farà. Nel frattempo c'è Mbappé in copertina, che volete di più? Date anche una letta alla nostra recensione di FIFA 22.