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I Total War sono il Barbero dei videogiochi e hanno portato la storia alle masse, secondo Creative Assembly

Secondo Creative Assembly, uno dei meriti della serie Total War è di essere riuscita a portare la storia alle masse usando il medium videoludico.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   29/03/2026
Una delle prime immagini di Medieval iii

In un'intervista concessa a Marco Minoli, il Director of Publishing di Slitherine Games, il game director Pavl Boyce ha riflettuto sui 25 anni della serie Total War e sull'impatto che ha avuto sull'industria sia dal punto di vista ludico sia culturale.

Secondo il director, il contributo principale di Total War è stato quello di definire un sottogenere unico degli strategici, basato sulla combinazione tra battaglie in tempo reale e gestione a turni della campagna. Ma l'aspetto più significativo, sottolinea, è un altro: "portare la storia alle masse attraverso il videogioco". Un approccio che ha trasformato il titolo in un vero e proprio strumento di divulgazione, capace di accendere la passione per la storia in tante persone. Non a caso, racconta Boyce , alcuni membri del team hanno scelto di studiare storia a livello universitario proprio grazie all'influenza della serie.

Il Barbero dei videogiochi

Questo legame tra intrattenimento e cultura è al centro delle celebrazioni per l'anniversario della serie, con gli annunci di Total War: Warhammer 40.000 e soprattutto Total War: Medieval III, uno dei capitoli più richiesti dalla community. La scelta di annunciare quest'ultimo in una fase così precoce rappresenta una svolta significativa: per la prima volta, lo studio ha deciso di coinvolgere attivamente i giocatori già durante la fase di pre-produzione.

"Vogliamo aprire il sipario e mostrare come nasce il gioco", spiega Boyce. Un processo che include streaming, blog e confronto diretto con i fan, con l'obiettivo di integrare feedback fin dalle prime fasi. Una strategia non priva di rischi, ammette, ma che nasce dall'esperienza: in passato, molti suggerimenti utili arrivavano troppo tardi per essere implementati.

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Nonostante questa apertura, il team mantiene una visione chiara e autonoma: "dobbiamo avere abbastanza fiducia per sapere quando siamo sulla strada giusta". Il coinvolgimento della community serve quindi a orientare le priorità, non a sostituire la direzione creativa.

Uno dei temi centrali affrontati durante l'intervista è l'equilibrio tra continuità e innovazione. Total War, nel corso dei decenni, è cambiato profondamente pur mantenendo alcuni elementi fondamentali: scala, autenticità e immersione. Ogni nuovo capitolo deve confrontarsi con un'eredità ormai enorme e complessa, selezionando quali elementi del passato conservare e quali reinventare.

Il caso di Medieval III è emblematico in tal senso: da un lato c'è la nostalgia dei giocatori di Total War: Medieval II, dall'altro la necessità di soddisfare il pubblico moderno. "Ricrearlo identico non funzionerebbe oggi", osserva Boyce. La sfida è quindi reinterpretare le caratteristiche più amate integrandole con innovazioni tecnologiche e di design.

Tra queste, anche il rinnovamento del motore di gioco e l'apertura alle console, vista come un'opportunità per rendere l'esperienza più accessibile senza compromettere la profondità su PC. In questo contesto, il concetto guida resta uno: l'esperienza del giocatore.