Prometheus è la nuova startup fondata da Jeff Bezos insieme a Vik Bajaj, ricercatore che ha maturato esperienza in aziende come Google X, Verily e Foresite Labs. L'obiettivo del progetto è sviluppare un "ingegnere generale artificiale", ovvero uno strumento basato sull'intelligenza artificiale pensato per progettare e migliorare sistemi complessi come razzi, motori a reazione, automobili e computer.
L'idea è quella di andare oltre i classici chatbot: non semplici assistenti conversazionali, ma veri e propri strumenti in grado di affiancare ingegneri e aziende nei processi più avanzati e articolati dell'innovazione tecnologica. Vediamo ora nel dettaglio come funziona il progetto.
Cos’è Prometheus
Come vi abbiamo anticipato, la startup punta a sviluppare strumenti di ingegneria basati sull'intelligenza artificiale per facilitare la progettazione di prodotti fisici. Attualmente la startup conta circa 150 dipendenti e punta a estendere il proprio impatto anche alla realizzazione di prodotti in diversi settori industriali. Tra questi rientrano la robotica, la produzione manifatturiera avanzata e perfino la progettazione di farmaci. Un approccio che conferma l'ambizione del progetto: applicare l'intelligenza artificiale a una gamma più ampia di processi complessi, con l'obiettivo di accelerare ricerca, sviluppo e innovazione in ambiti strategici.
Dopo un round di finanziamento da 12 miliardi di dollari, che ha portato la valutazione dell'azienda a circa 41 miliardi, si starebbe inoltre valutando la possibilità di raccogliere ulteriori 100 miliardi di dollari per la creazione di un fondo di investimento.
"Blue Origin è un esempio perfetto di azienda che potrebbe trarre vantaggio dagli strumenti che Prometheus sta sviluppando", ha detto Bezos al New York Times. "Qualsiasi azienda che realizzi dispositivi sofisticati - come i motori a razzo - trarrebbe grandi benefici da questo tipo di tecnologia".
Un progetto ambizioso
Per ora non sono stati svelati dettagli precisi sul funzionamento degli strumenti in questione. Secondo quanto spiegato, però, dovrebbero accelerare i tempi tra progettazione e produzione, dato che gli strumenti attuali possono perfino richiedere un decennio, in alcuni casi.
Ad ogni modo, non si tratta di un progetto immediato: secondo quanto dichiarato da Bezos, potrebbero essere necessari ancora molti anni di lavoro intenso prima di riuscire a concretizzare questo obiettivo. E voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.
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