Dopo tre anni di crescita continua, il mercato dei pannelli AMOLED per smartphone si avvia verso una possibile inversione di tendenza. Le ultime previsioni indicano infatti un rallentamento delle spedizioni globali, segnando una discontinuità rispetto alla fase espansiva che ha caratterizzato il settore negli ultimi esercizi.
Il cambio di scenario non è legato a un singolo fattore, ma a una combinazione di pressioni sui costi e di scelte strategiche da parte dei produttori di smartphone. Al centro della dinamica si colloca la crisi dell'offerta di memoria, accompagnata da un aumento rapido dei prezzi, che sta incidendo sulle pianificazioni industriali per il 2026.
Si venderanno meno smartphone nel 2026
Secondo i dati dello Smartphone Display Intelligence Service di Omdia, le spedizioni globali di pannelli AMOLED per smartphone dovrebbero attestarsi a circa 810 milioni di unità nel 2026, in calo rispetto agli 817 milioni stimati per il 2025. Se confermata, si tratterebbe della prima contrazione su base annua dopo tre anni consecutivi di crescita.
La flessione prevista è collegata principalmente alla carenza di memoria e all'aumento dei relativi prezzi, fattori che hanno spinto i produttori di smartphone a rivedere al ribasso i piani di spedizione e di approvvigionamento per il prossimo anno. Molti marchi mostrano riluttanza a trasferire integralmente questi costi aggiuntivi sui consumatori finali, temendo un impatto negativo sulla domanda e un ulteriore allungamento dei cicli di sostituzione dei dispositivi.
In questo contesto, i pannelli AMOLED, che continuano a trovarsi in una fase di espansione in termini di capacità produttiva e offerta, sono diventati uno degli elementi su cui i produttori cercano margini di compensazione per assorbire parte dell'inflazione dei costi legata alla memoria. Tuttavia, lo spazio per ulteriori riduzioni di prezzo appare sempre più limitato.
I costi della memoria stanno infatti avvicinandosi, e in alcuni casi superando, quelli dei display all'interno della distinta base. Inoltre, i produttori di AMOLED hanno già applicato nel 2025 politiche di prezzo particolarmente aggressive per difendere o aumentare le quote di mercato, riducendo il margine di manovra per nuovi tagli nel 2026.
Alla base dell'attuale tensione sull'offerta di memoria vi è la forte domanda proveniente dai server dedicati all'intelligenza artificiale, che sta assorbendo capacità produttiva e comprimendo la disponibilità per l'elettronica di consumo. A questo si aggiungono fattori meno evidenti ma rilevanti, come le tensioni geopolitiche e il contesto macroeconomico, segnato da aspettative di tagli dei tassi negli Stati Uniti e da un dollaro più debole. Questi elementi hanno favorito l'afflusso di capitali speculativi nei mercati delle materie prime denominate in dollari, inclusi i semiconduttori, con effetti a cascata sui costi lungo tutta la filiera.
Lo scenario delineato da Omdia invita alla prudenza sulle prospettive del mercato AMOLED per smartphone nel 2026. Le strategie tradizionali di contenimento dei costi rischiano di scontrarsi con cambiamenti strutturali nella catena di fornitura, rendendo più complesso assorbire le pressioni inflazionistiche senza impatti sui volumi.
Come sottolinea Joy Guo, analista principale di Omdia per il settore display, "molti produttori di smartphone continuano a ragionare in termini di riduzione dei costi per linea di prodotto, dando per scontato di poter scaricare la pressione sui componenti in eccesso di offerta come i pannelli AMOLED per contenere l'inflazione della distinta base. Questa ipotesi, però, rischia di incontrare una resistenza crescente in questo ciclo. Molte aziende non hanno ancora pienamente compreso l'impatto della rivalutazione delle materie prime sulla filiera dell'elettronica. Se i costi a monte sono già cambiati in modo strutturale mentre i piani a valle procedono per inerzia, possono accumularsi rischi lungo l'intera catena di fornitura".