Il mercato degli smartphone in Europa ha archiviato il 2025 con un bilancio moderatamente positivo. Le spedizioni del quarto trimestre hanno registrato un incremento del 2 per cento su base annua, dato che conferma la ripresa osservata già nel 2024. Le rilevazioni diffuse dal monitoraggio trimestrale di Counterpoint indicano una stabilità apparente che nasconde dinamiche differenti tra i vari produttori e anticipa uno scenario meno incoraggiante per i mesi successivi.
La chiusura dell'anno è stata trainata da alcune linee di prodotto particolarmente efficaci e dal buon andamento delle vendite in determinate aree del continente.
Apple contro Samsung, poi i marchi cinesi
La crescita registrata da Apple nel trimestre è legata soprattutto alla domanda sostenuta della famiglia iPhone 17. La società ha rafforzato la propria presenza nei mercati dell'Europa orientale, contribuendo a un aumento del 7 per cento delle spedizioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Anche Samsung ha chiuso il trimestre in territorio positivo dopo un 2024 meno brillante. La progressione del 4 per cento ha permesso al marchio di consolidare una quota pari al 29 per cento, grazie a un portafoglio che ha beneficiato di un rinnovato interesse nella fascia media e alta.
Non tutti i produttori hanno però seguito la stessa traiettoria. Xiaomi ha registrato un calo del 6 per cento su base annua, penalizzata dal confronto con il successo della precedente serie 14T, più convincente rispetto alla generazione 15T. La pressione competitiva esercitata da Apple in Oriente e la rinnovata spinta di Samsung in Occidente hanno ridotto gli spazi del marchio cinese. Situazione complessa anche per la famiglia di dispositivi di OPPO, che include realme e OnePlus, ancora in difficoltà nel consolidare la propria posizione in più aree del continente.
In controtendenza rispetto al quadro generale, Honor ha esteso il proprio slancio mostrando una crescita del 18 per cento nel trimestre. La performance conferma una espansione costante che prosegue da oltre un anno e mezzo. Altre realtà come Motorola e Google hanno sottolineato un percorso di progressivo rafforzamento, seppur su numeri più contenuti rispetto ai leader del mercato. Nel complesso, la fotografia del 2025 descrive un contesto in evoluzione, con diversi produttori impegnati a ridefinire la propria presenza geografica e a gestire variazioni di domanda non sempre prevedibili.
Le analisi diffuse da Counterpoint includono anche una valutazione prospettica meno ottimista. L'aumento dei costi legati alla memoria, previsto per il 2026, potrebbe rallentare in modo sensibile le spedizioni. Le fasce di prezzo più basse saranno presumibilmente le più esposte, con un impatto che rischia di diventare evidente già nei primi trimestri. Una pressione sui costi di produzione potrebbe ridurre i margini per introdurre nuovi modelli competitivi e limitare gli aggiornamenti incrementali che spesso trainano il ricambio annuale dei dispositivi.
La conclusione del 2025 offre quindi un doppio livello di lettura. Da un lato si osserva un mercato europeo che mantiene una certa vivacità, sostenuto soprattutto dai segmenti premium e da marchi che hanno rafforzato la propria identità regionale. Dall'altro emergono segnali di cautela per l'anno in corso, con possibili contrazioni delle spedizioni che potrebbero influenzare strategie, tempistiche di lancio e posizionamento dei prodotti. Sarà interessante capire come i vari produttori reagiranno a questa situazione e quali scelte adotteranno per preservare la propria quota in un mercato europeo sempre più frammentato e competitivo.