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Microsoft: crollano le vendite nel gaming ma tutto a posto in vista di Xbox Scarlett?

Gli ultimi risultati finanziari dipingono un quadro abbastanza cupo per la divisione videoludica di Microsoft ma la compagnia non è affatto preoccupata, fa bene?

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   23/07/2019

Gli ultimi dati finanziari pubblicati da Microsoft sono piuttosto contraddittori, almeno se guardati dal punto di vista del settore videoludico: a fronte di un trimestre veramente da record per Microsoft nel complesso, con ricavi totali a 33,7 miliardi di dollari con introiti netti a 13,2 miliardi e la compagnia che ha sfondato il tetto del trilione di dollari come valutazione sul mercato, dal primo aprile al 30 giugno 2019, le vendite di hardware videoludico, ovvero quelle del settore Xbox, hanno fatto registrare un calo del 48% rispetto al medesimo periodo del 2018, dovuto in gran parte a una diminuzione delle console vendute, ovvero di Xbox One, oltre a un calo del 10% registrato nelle vendite software relative sempre alla divisione Xbox. Nonostante questo, l'andamento è considerato in linea con le aspettative e comunque non molto negativo, come dimostrato anche dall'atteggiamento positivo del CEO Satya Nadella nei confronti della divisione gaming.

Satya Nadella


Un crollo del genere nelle vendite hardware ovviamente non è un dato positivo ma viene considerato una conseguenza fisiologica della situazione del mercato a un anno di distanza dalla probabile uscita delle nuove piattaforme. Tuttavia, si tratta di un calo netto che indica una mancanza pressoché totale di inerzia nelle vendite di Xbox One, cosa che può essere preoccupante in vista di un periodo ancora piuttosto lungo prima dell'arrivo di Xbox Scarlett. Ci sono però diverse cose da tenere in considerazione quando si parla di Microsoft e continuare a fare paragoni diretti con la concorrenza, ovvero Sony e Nintendo, può essere alquanto fuorviante: questo a causa delle dimensioni completamente diverse delle compagnie stesse, per la diversa importanza affidata alla divisione gaming in Microsoft rispetto ai concorrenti e per l'organizzazione decisamente differente che questa si è data per quanto riguarda l'ambito videoludico. Nell'ottica della visione del gaming da parte di Microsoft, i numeri del recente trimestre fiscale possono non essere effettivamente così preoccupanti come potrebbero esserlo presso le altre compagnie.

Xbox Game Studios


È, peraltro, uno schema che si era presentato in maniera piuttosto simile anche nell'ultimo anno di Xbox 360 prima dell'arrivo di Xbox One, dunque sembra particolarmente fisiologico per le console Microsoft. In ogni caso, le parole anche del CEO Satya Nadella sembrano far trasparire una certa sicurezza derivante da un netto spostamento di paradigma per la divisione Xbox: si tratta chiaramente anche di indorare la pillola, ma i numeri positivi rilevati in un drastico calo nei ricavi dimostrano che la divisione sta procedendo sulla nuova direzione imposta. Non si tratta più di vendere più console possibili, con il tipico approccio del vincere a tutti i costi sulla concorrenza, quanto di espandere il più possibile l'ecosistema. Se da una parte può sembrare un'ammissione di sconfitta nella concezione tradizionale della console war, questa nuova visione rientra nella ristrutturazione totale di Xbox, a partire dalla convergenza tra PC e Xbox One per arrivare fino all'insistenza sui servizi con abbonamento.

Microsoft Xbox E3 2019


Il fatto che gli utenti Xbox Live mensili siano aumentati, a fronte di un crollo di quasi il 50% nei ricavi dalle vendite di hardware di Xbox One, dimostra come questo sistema stia funzionando. Che questo possa essere considerato un risultato veramente positivo o meno è difficile dirlo dall'esterno - e in ogni caso bisogna sempre considerare che stiamo parlando di una delle compagnie dal maggior valore in assoluto sul pianeta, dunque è altamente probabile che sappiano fare i loro conti - ma se non altro può essere considerato un dato positivo per la sopravvivenza del marchio Xbox. In questo modo, la divisione gaming ha cessato di essere un elemento a parte rispetto al resto di Microsoft, un ramo quasi estraneo al resto della compagnia, che molti azionisti fino a qualche anno fa avrebbero volentieri tagliato per evitare ulteriori perdite, diventando invece un elemento strategico inserito in maniera più organica nella struttura della compagnia.