Uno degli argomenti chiave del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, è stato quello dell'intelligenza artificiale. Sul posto sono arrivate alcune delle figure chiave del settore, come il CEO di DeepMind Demis Hassabis e il CEO di Anthropic Dario Amodei, che hanno riflettuto su come molti aziende le stiano già usando per eliminare posizioni junior, tanto che prospettano una futura crisi del settore impiegatizio, con una diffusa disoccupazione.
Anche il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha partecipato all'evento, esprimendo alcune grosse preoccupazioni. In particolare, secondo lui queste nuove tecnologie potrebbero potenzialmente perdere il sostegno dell'opinione pubblica se non saranno usate per qualcosa di concreto, che abbia un grosso impatto positivo sulla società.
Rischi enormi
Insomma, Nadella ritiene che sia necessario che l'IA produca effetti positivi sulla società, altrimenti verrà percepita soltanto come un mostro che crea disoccupazione e ruba lavori creativi ai giovani, per produrre spazzatura.
"Come comunità globale dobbiamo arrivare a un punto in cui utilizziamo questa tecnologia per fare qualcosa di utile, capace di cambiare le cose per persone, comunità, Paesi e settori industriali. Altrimenti, tutto questo non ha molto senso. Anzi, direi che perderemo rapidamente persino il permesso sociale di prendere una risorsa di cui c'è scarsità come l'energia e usarla per generare token." Ha detto Nadella, preoccupato evidentemente di non ricevere supporto dagli stati e delle tasse pubbliche per mantenere le costosissime infrastrutture necessarie ai modelli IA per funzionare.
Per Nadella, un numero maggiore di organizzazioni dovrebbe adottare l'IA su larga scala per evitare che il fenomeno si trasformi in una bolla, come paventato da Bill Gates lo scorso anno. Il fondatore di Microsoft aveva messo in guardia proprio dal rischio di una bolla dell'IA, trainata soltanto dall'entusiasmo degli investitori e dalla sopravvalutazione di molte aziende, paragonandola alla bolla delle dot-com. "Molti di questi investimenti si riveleranno vicoli ciechi", aveva concluso Gates.
Microsoft di suo continua a investire miliardi di dollari nelle intelligenze artificiali, con i risultati che però sono ancora lontani da quelli sperati. Pensate che OpenAI, uno dei principali attori del settore, sarebbe vicina a registrare una perdita di 14 miliardi di dollari nel 2026, che potrebbe potenzialmente portarla al fallimento entro la metà del 2027. Nel caso accadesse davvero, l'intero business delle IA potrebbe crollare, con un effetto domino senza precedenti.