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PlayStation Plus: numero di abbonati in calo, Extra e Premium sono la soluzione?

Il mese prossimo debutteranno PlayStation Plus Extra e Premium, i due nuovi tier abbonamento riusciranno a dare nuova linfa vitale al servizio di Sony?

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   10/05/2022

Dagli ultimi dati finanziari ufficiali condivisi da Sony oggi abbiamo appreso che il numero di abbonati a PlayStation Plus negli ultimi 12 mesi ha registrato una lieve flessione. Nello specifico il servizio conta 47,4 milioni di iscritti contro i 47,6 milioni dell'anno precedente. Preso di per sé è un calo di piccola entità, ma acquista maggiore importanza se consideriamo che sin dal lancio dell'abbonamento di Sony il trend su base annuale è sempre stato positivo, indicando quindi un'inversione di tendenza da non sottovalutare. Considerando che siamo ormai vicini al lancio della versione 2.0 del PS Plus sarà interessante scoprire quali effetti sortiranno i nuovi tier Extra e Premium, su cui la compagnia giapponese sembra voler puntare in maniera decisa.

Ribadiamo nuovamente che 200.000 abbonati in meno sono poco o nulla rispetto agli oltre 47 milioni di abbonati complessivi. Tuttavia se guardiamo il quadro generale, è la prima volta che Sony registra un calo degli iscritti su base annuale, laddove invece in passato abbiamo visto una crescita continua e costante. Prendendo in esame gli ultimi anni, a marzo 2019 gli iscritti erano 36,9 milioni, nel 2020 si era passati a 41,5 milioni e poi successivamente a 47,6 milioni nel 2021.

Le cause per questa inversione di tendenza sono molteplici e non per forza scontate. Ad esempio, potremmo imputare il calo degli iscritti al PlayStation Plus alle limitate capacità produttive di PS5 dovute alla crisi dei semiconduttori, dato che meno console vendute significa anche meno potenziali nuovi iscritti, ma d'altro canto nello stesso periodo di tempo sono aumentate le vendite software in modo considerevole, quindi dubitiamo si tratti dell'unica causa o la principale. I possibili fattori in realtà sono i più disparati, dall'allentamento delle restrizioni del Covid (i lockdown avevano contribuito a far crescere gli abbonati) alla concorrenza di una Microsoft ora decisamente più agguerrita e meglio attrezzata rispetto all'era Xbox One.

In questa sede tuttavia ci preme parlare di un aspetto in particolare, ovvero che dopo anni di successi forse oggi il PlayStation Plus potrebbe avere un'attrattiva minore per il grande pubblico. Badate bene, parliamo tutt'ora di un abbonamento essenziale per chi vuole giocare in multiplayer (ma come vedremo in seguito ci sono delle importanti eccezioni) e molto apprezzato per i giochi gratis mensili del PlayStation Plus. Nel mezzo poi troviamo altri extra, come salvataggi in cloud, sconti e bonus esclusivi.

Tuttavia si tratta anche di un servizio sostanzialmente rimasto quasi del tutto immutato negli anni in un mercato invece in costante evoluzione, così come i gusti e le esigenze del pubblico. Ad esempio, rispetto a cinque anni fa oggi i titoli free-to-play hanno indiscutibilmente un ruolo di primo piano nell'industria e in tal senso il PlayStation Plus non è necessario per giocare online in multiplayer a un Apex Legends o a un Call of Duty: Warzone. E i titoli mensili gratis? Fanno indubbiamente sempre gola, ma negli ultimi anni è chiaro che la possibilità di accedere a un catalogo di centinaia di giochi come quello del Game Pass si stia rivelando un'alternativa persino più allettante per molti, tanto che ormai Microsoft tratta i Games With Gold (più o meno l'equivalente dei titoli mensili gratis del PS Plus su Xbox) come un extra quasi trascurabile concentrandosi sul suo servizio di punta.

PlayStation Plus, logo
PlayStation Plus, logo

Insomma, l'imminente rinnovamento del PlayStation Plus con i tier Extra e Premium potrebbe essere la soluzione ideale per dare nuova linfa al servizio e garantirgli un maggiore appeal agli occhi del pubblico odierno, potenzialmente prendendo "due piccioni con una fava". Da un parte il PlayStation Now, servizio che non è mai riuscito davvero a decollare, verrà assorbito dal tier Extra (per quanto riguarda il catalogo) e dal Premium (cloud gaming). Al tempo stesso chi è interessato solo a giocare online e/o ai giochi gratis mensili potrà semplicemente rimanere iscritto alla versione base, ovvero l'Essential. Insomma, la nuova formula dovrebbe riuscire ad incontrare le esigenze e i gusti di un po' tutti e permettere al tempo stesso a Sony di rivaleggiare con il Game Pass di Microsoft, che nel tempo sta ottenendo sempre più rilevanza nel mercato odierno.

Vedremo dunque un trend positivo per quanto riguarda il numero di abbonati nei prossimi mesi? Ovviamente sì, anche solo considerando banalmente coloro abbonati esclusivamente a PS Now che da giugno diventeranno utenti PS Plus Premium. Ma stabilire quanto effettivamente sarà grande il boost per le nuove iscrizioni o gli upgrade è sicuramente più difficile. Molto dipenderà dal catalogo di titoli PS5 e PS4 incluso nell'Extra, che per forza di cose dovrà offrire una quantità e qualità di titoli superiore rispetto a quello del Now per convincere gli utenti ad aumentare la spesa mensile per il proprio abbonamento. Mentre per quanto riguarda il Premium bisognerà capire come effettivamente Sony gestirà le prove gratuite a tempo e quanto possa effettivamente fare gola il catalogo di retrogame PS1, PS2, PS3 e PSP incluso nel prezzo. In ogni caso Sony sembra puntare molto sul successo del suo PS Plus 2.0, come confermano le recenti dichiarazioni del CFO Hikori Totoki.

E dunque ora lasciamo la parola a voi. Pensate che i nuovi tier Extra e Premium riusciranno a prendere piede in una formula ormai ben rodata e consolidata come quella del PlayStation Plus? E secondo voi quale dei due tier riscuoterà maggiore successo? Fatecelo sapere nei commenti.

Parliamone è una rubrica d'opinione quotidiana che propone uno spunto di discussione attorno alla notizia del giorno, un piccolo editoriale scritto da un membro della redazione ma che non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.