Songs of Conquest, il provato di uno strategico stile Heroes of Might & Magic

Il provato di Songs of Conquest, un coloratissimo strategico a turni che punta agli orfani degli Heroes of Might & Magic.

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   10/05/2022
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Ogni tanto qualche sviluppatore prova a rinverdire un genere marginalizzato dal mercato, per innumerevoli motivi. Diciamo che è toccato un po' a tutti, dalle avventure grafiche agli sparatutto classici, passando per alcuni sotto generi di strategici. Va detto che si tratta spesso di tentativi di dubbio successo, vuoi per la qualità dei titoli, vuoi per la risposta dei videogiocatori. Comunque sia è bello che qualcuno provi a rivolgersi alle nicchie dimenticate, come ad esempio vuole provare a fare lo studio Lavapotion con il suo emulo di Heroes of Might & Magic.

Abbiamo quindi provato Songs of Conquest con una certa curiosità, chiedendoci fino a che punto riesca a spingersi nell'imitare la sua fonte d'ispirazione.

Le campagne

Conquistare centri urbani attiva la parte gestionale
Conquistare centri urbani attiva la parte gestionale

Come contenuti principali, la versione in accesso anticipato di Songs of Conquest mette a disposizione due campagne, chiamate "Canzoni", più la modalità schermaglia, giocabile sia da soli che in multiplayer usando le quattro fazioni disponibili. Volendo c'è anche un editor di mappe con cui destreggiarsi nella creazione di missioni personalizzate, da usare per le proprie partite o da scambiare con la comunità.

Le due campagne, completamente autonome, hanno una struttura molto classica, ossia sono formate da una serie di missioni concatenate tra loro, legate narrativamente. Nella prima, "Le gesta di Stoutheart", si interpreta il ruolo della baronessa Cecilia Stoutheart, che deve riuscire a capire cosa sta accadendo nel suo regno e fermare chi sta tramando per rovesciare il suo potere. La seconda campagna, "Dalle ceneri", ha come protagonisti l'uomo rana Rasc, delle Pianure di Torrentesud, e un gruppo di schiavi costretti a lavorare nelle miniere di Barya. Il loro obiettivo è quello di fuggire e trovare la libertà in un territorio ostile chiamato Marsh.

Nemmeno a dirlo, conviene affrontare le campagne in ordine, non tanto per la storia che raccontano, quanto perché la prima è pensata appositamente per introdurre il giocatore alle meccaniche di gioco gradatamente, con tanto di tutorial testuale, mentre la seconda ha un avvio leggermente più brutale, che potrebbe mettere in difficoltà qualcuno (anche se a dirla tutta non c'è niente di davvero insormontabile).

Esplorazione

L'inventario dei banditori è molto semplice da usare
L'inventario dei banditori è molto semplice da usare

Avviata una delle due campagne è facile notare immediatamente quali sono state le fonti d'ispirazione di Lavapotion. Il giocatore controlla delle unità chiamate banditori, ossia dei maghi che supportano le truppe al loro seguito durante le battaglie, lanciando magie e influenzando le loro caratteristiche offensive e difensive con equipaggiamento e attributi. Il gioco è diviso in due fasi: quella esplorativa, in cui si gira per le mappe e si interagisce con i punti di interesse, e il combattimento vero e proprio, in cui si muovono le unità su di un campo di battaglia a schermata fissa diviso in esagoni, diverso a seconda dello scontro.

La fase esplorativa è abbastanza tipica del genere. Di fatto richiede solo di elaborare la strategia migliore per raccogliere più risorse possibili, prima del combattimento successivo. In giro per le mappe si trovano moltissimi elementi con cui interagire: edifici da conquistare per ottenere risorse di vario tipo (oro, materiali da costruzione, truppe e così via), luoghi magici da cui ottenere bonus permanenti o provvisori, oggetti da raccogliere, covi, portali e quant'altro. Ci sono anche degli insediamenti conquistabili che consentono di costruire edifici, così da avere altre risorse e la possibilità di rimpinguare gli eserciti, nel caso di battaglie particolarmente dure che abbiano causato molte vittime nelle fila alleate.

Comunque sia, ogni banditore ha un certo numero di punti azione da spendere ogni turno per spostarsi, quindi conviene sempre studiare il percorso migliore per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati, soprattutto quando in giro ci sono banditori avversari che tentano di fare lo stesso.

Fatto il pieno di truppe, risorse ed equipaggiamento, gestibile tramite un semplicissimo inventario che consente di assegnare gli oggetti al banditore con un sistema simil gioco di ruolo, ci si può dedicare ai combattimenti. Questi ultimi possono nascere dalle missioni principali, da obiettivi secondari o da semplici eventi che accadono in giro per le mappe o visitando alcuni punti d'interesse. Esplorazione e combattimenti contribuiscono a far crescere il livello del banditore, che può così sviluppare le sue abilità di supporto nei modi scelti dal giocatore. Ogni livello offre infatti tre opzioni di crescita, che migliorano la resa sul campo di battaglia. Ad esempio è possibile sbloccare slot per portarsi dietro più unità, si possono aumentare i danni fatti dalle truppe, si possono sbloccare nuove essenze, necessarie per lanciare le magie, e così via.

I combattimenti

Le battaglie si svolgono su mappe a esagoni e sono spesso molto rapide
Le battaglie si svolgono su mappe a esagoni e sono spesso molto rapide

Mentre la fase esplorativa è quella dell'accumulo, il combattimento è dove si mette a frutto quanto raccolto. All'inizio di ogni scontro bisogna per prima cosa distribuire le truppe sulla mappa, tenendo in considerazione posizione e altezza di ogni casella, nonché il piazzamento degli avversari. I principi da seguire sono abbastanza logici e seguono il modello classico: meglio posizionare le truppe che attaccano dalla distanza, come arcieri e balestrieri, sulle alture, in modo che abbiano una visuale migliore e più ampia sui nemici, mentre le unità da mischia vanno usate per contenere gli avversari e affrontarli faccia a faccia. Alcune unità dispongono anche di abilità secondarie. Ad esempio i menestrelli cantano canzoni che danno vari effetti a tutte le truppe, mentre i balestrieri possono costruire delle barricate nelle caselle limitrofe alle loro per rallentare i nemici.

Sul campo di battaglia, le unità si muovono a turno, seguendo i valori d'iniziativa di ognuna. L'interfaccia di gioco è davvero chiarissima e non si hanno mai dubbi su cosa si può o non si può fare: quando si seleziona un'unità viene mostrata chiaramente l'area entro cui può muoversi e attaccare durante il turno.

Volendo si possono far combattere le battaglie in automatico dalla CPU
Volendo si possono far combattere le battaglie in automatico dalla CPU

In tutto questo il banditore lavora dietro le quinte come accade agli eroi di molti altri titoli del genere, ossia osserva la battaglia e lancia magie di supporto, creando ad esempio barriere magiche, velocizzando i movimenti o galvanizzando gli attaccanti; o magie di attacco, accecando ad esempio il nemico, o ferendolo così da farlo sanguinare per molti turni di fila. Considerate che le magie non sono disponibili sin da subito, ma si sbloccano durante la battaglia accumulando essenze, che si ottengono facendo scontrare le unità. Vince ovviamente chi sbaraglia l'esercito avversario.

Impressioni generali

Il mondo di gioco è pieno di punti d'interesse
Il mondo di gioco è pieno di punti d'interesse

In termini di gameplay Songs of Conquest è un titolo davvero agile. Le prime missioni si superano abbastanza velocemente e, una volta capito il sistema di gioco, compiere le varie azioni diventa davvero facilissimo. Di base bastano un paio di click sul mouse per fare un po' tutto e le schermate riepilogative sono pochissime. Anche l'azione è relativamente veloce. Va detto che con l'entrata in scena della parte gestionale, per quanto molto esile, viene sbloccata la possibilità di assoldare più banditori e la storia si complica un po'.

Le mappe, comunque, non sono mai grandissime e non ci vuole poi molto per girarle in lungo e in largo, tanto che spesso si può notare una grande densità di punti d'interesse in zone circoscritte, con magari un accampamento di banditi nei pressi di un albero magico o una sorgente incantata vicina a un villaggio distrutto. Da questo punto di vista sembra che gli sviluppatori abbiano voluto rendere l'esperienza il più agile possibile, badando più al gioco che alla verosimiglianza, il che in alcuni momenti non è per niente un male.

Certo, va detto che per ora la sfida offerta non è proprio impossibile, in particolare nelle prime mappe di ogni campagna. Le cose si fanno più complicate in quelle avanzate, ma la speranza è che nella versione finale sia aggiunta almeno una campagna completa di livello più elevato, perché così com'è ora, bastano poche ore per terminare il titolo di Lavapotion.

La storia viene narrata da dei testi simili
La storia viene narrata da dei testi simili

L'impressione viene confermata anche dall'aspetto tecnico: graficamente Songs of Conquest si presenta on una pixel art molto colorata, che va a formare un mondo 2D dettagliato e pieno di piccole animazioni, che richiama a classici dell'epoca 16-bit. L'effetto complessivo è piacevole, soprattutto grazie alla cura posta in dettagli molto minuti, come il vento che sposta le bandierine del mercato o il fumo che esce dai camini degli edifici, tanto per citarne un paio. Ottime anche le animazioni dei combattimenti che, per quanto formate da pochi frame, sono realizzate davvero bene e sono gestite in modo da rendere particolarmente intense le uccisioni, complici alcuni effetti, zoom e rallenty in particolare, ben utilizzati.

Songs of Conquest è uno strategico leggero e interessante, che nella versione in Accesso Anticipato pecca un po' di eccessiva facilità, soprattutto nella prima campagna. Le cose migliorano con la seconda, ma c'è bisogno di contenuti un po' più impegnativi per tenere desto l'interesse dei giocatori. Per il resto il gioco sembra davvero molto curato, sia dal punto di vista delle meccaniche, sia da quello tecnico, nonostante la produzione sia propriamente ricchissima. In attesa della versione finale, ve lo consigliamo in particolare se vi sentite orfani di titoli alla Heroes of Might & Magic e affini.

CERTEZZE

  • Sistema di gioco molto semplice e diretto
  • Buona pixel art
DUBBI
  • Un po' di sfida in più non gli farebbe male