PS5 a 800 dollari e le altre preoccupazioni degli analisti riguardanti la nuova console di Sony 102

Alcuni analisti sono preoccupati da alcune mosse di Sony relative a PS5, che leggono come troppo rischiose rispetto alla direzione presa dal mercato.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   12/07/2019

Sembra incredibile, visto che attualmente Sony occupa la fetta più grossa del mercato dei videogiochi tradizionale, ma c'è grande preoccupazione da parte degli analisti riguardo a PS5. Più precisamente a preoccupare sono state le recenti dichiarazioni d'intenti dei vertici della multinazionale giapponese, che hanno marcato in modo netto il territorio della nuova console.

Prima di trarre conclusioni affrettate cerchiamo di capire qual è il nodo della questione e da cosa nasce questo stato d'ansia. Tempo fa dedicammo un articolo alla strategia conservatrice di Sony con PS5 che delinea buona parte del problema. Riassumendo, gli analisti temono che la scelta di Sony di puntare esclusivamente al mercato degli hardcore gamer possa finire per frenarla e farla arrivare con il fiato cortissimo alle sfide che si stanno aprendo sul fronte del cloud gaming e dei servizi a esso collegati, dove il mercato finanziario vede ampie prospettive di guadagno.

Questo voler puntare sulla potenza a tutti i costi e sul soddisfacimento dei soli giocatori hardcore ha portato l'analista Michael Pachter a fare ironia sul possibile prezzo della nuova console, che secondo lui potrebbe aggirarsi sugli 800 dollari. Ovviamente stava scherzando, perché sa bene che un prezzo simile ammazzerebbe PS5 nella culla e Sony non lo adotterebbe mai, ma allo stesso tempo il suo è un grido di allarme che non può essere ignorato, perché rappresenta quello di parte del mercato finanziario che investe in videogiochi. Il timore è che la nuova console diventi un prodotto di nicchia, mirato a un pubblico limitato in termini numerici, rappresentante un terzo del totale dei videogiocatori, stando alle stime demografiche di una ricerca di Newzoo sui vari tipi di utenti.

Insomma, Sony vuole accontentare questa parte del mondo dei videogiochi con un hardware ultra performante e con sempre più giochi esclusivi... e se avesse ragione? Ossia se in questa fase non avesse senso mettersi a competere in settori che la vedono inevitabilmente indietro a livello strutturale, finendo così per trascurare il settore che la vede dominante?

Finora Sony ha venduto circa cento milioni di PS4. Inoltre alcuni dei suoi titoli esclusivi sono annoverati tra i più grandi successi degli ultimi anni: Horizon: Zero Dawn, God of War, Uncharted 4 e Marvel's Spider-Man, per fare qualche esempio. Perché di punto in bianco dovrebbe abbandonare tutto per mettersi a correre dietro a Google e Microsoft?

La parola "conservatrice" è stata letta quasi come un'offesa da alcuni commentatori dell'articolo linkato sopra. Evidentemente non ne conoscono bene il significato, perché in realtà è stato solo un modo per descrivere quella che è una strategia non solo legittima, ma in questa fase anche inevitabile dal nostro punto di vista, per il produttore hardware. Certo, ribadiamo che l'industria dei videogiochi dai suoi albori ha visto più volte i marchi dominanti fallire o perdere terreno sotto le oscillazioni del mercato: Atari, Sega, Nintendo con il N64 e il Gamecube, Sony stessa con PS3, Microsoft con Xbox One e tanti altri ancora, ma ciò non toglie che a volte ci si ritrova nelle condizioni in cui seguire i trend può portare più danni che benefici se non si è preparati. Il rischio per Sony è che cambiando di punto in bianco campo da gioco debba ripartire da zero, perdendo tutto il vantaggio acquisito. Secondo noi, visti i numeri fatti da PS4, può permettersi di andare cauta e valutare cosa fare per almeno metà della prossima generazione, con buona pace degli analisti. Se poi il mercato darà torto a PS5 ne prenderemo semplicemente atto.

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