PS5, la visione conservatrice di Sony sembra essere ormai chiara 118

La visione di Sony per PS5 si sta facendo sempre più chiara e non differisce poi molto da quella avuto per PS4, che tanto gli ha fruttato in termini di vendite.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   01/07/2019

Nonostante la console non sia ancora stata svelata ufficialmente, la visione di Sony per PS5 è ormai abbastanza chiara e non potrà che far felice chi ama il modo classico di intendere i videogiochi.

A togliere ogni dubbio ci ha pensato un articolo del Wall Street Journal pubblicato nel fine settimana, da cui traspare una strategia precisa, per cui il produttore giapponese vuole evitare quasi completamente di andare a competere con le nuove tendenze del mercato e, ponendosi in un posizione più difensiva, cercherà di ampliare l'offerta di ciò che il cosiddetto videogiocatore hardcore desidera: blockbuster tripla A esclusivi e non.

Se quanto raccontato nell'articolo è vero, sostanzialmente l'offerta di PS5 vedrà aumentare i titoli esclusivi first party, nonché le esclusive temporali di publisher terzi, in modo da creare un ecosistema in un certo senso elitario, quanto molto più chiuso rispetto alla concorrenza. Se vogliamo Sony si sta muovendo nella direzione esattamente opposta a quella di Microsoft, che mira invece a portare i suoi titoli su più piattaforme possibili, anche a rischio di sacrificare le vendite dell'hardware.

Quella di Sony non è certo una strategia nuova, ma è radicata nel modo di concepire e vendere le console dai tempi del NES, quando Nintendo decise che i suoi giochi sarebbero usciti solo sulla sua macchina, tagliando completamente fuori tutte le altre piattaforme allora sul mercato, e quando, avendo il quasi monopolio del mercato USA, impose ai publisher di dargli l'esclusiva di alcuni titoli, pena il bando completo dal NES.

In un certo senso quella di Sony è una posizione fortemente conservatrice, che parte però da un dato di mercato netto e indiscutibile: PS4 ha dominato l'ultima generazione, quindi attualmente per la casa giapponese avrebbe poco senso deviare dalla stessa traiettoria, andando a competere oltretutto con chi ha infrastrutture decisamente più performanti delle sue per portare avanti il progetto di cambiare i paradigmi del mercato dei videogiochi a colpi di cloud gaming e abbonamenti.

Insomma, la filosofia di PS5 appare sempre più simile a quella di PS4, quella del "For the players" che ha permesso a Sony di staccare la concorrenza, ergendosi idealmente a baluardo del videogioco tradizionale.

Da quel che si è capito a farne le spese saranno gli sviluppatori indipendenti, lasciati completamente a loro stessi perché in ultima analisi non sono i loro giochi a vendere le console e tanto saranno comunque costretti a tenere in considerazione la piattaforma di maggior successo.

Anche Google Stadia, e quindi il cloud gaming, non sembrano impensierire troppo Sony sul breve periodo, dato che sarà il suo requisito fondamentale, ossia delle buone infrastrutture internet, a limitarne la diffusione. Sul medio / lungo periodo si vedrà, ma immaginiamo che Sony speri in un successo di PS5 simile a quello di PS4, che le permetta di prendere in mano anche questa generazione, preoccupandosi dei nuovi concorrenti per la prossima.

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