PS5 e le esclusive temporali: perché sembrano così importanti per Sony?

Da quanto emerso in questi giorni, sembra profilarsi un ritorno in scena in grande stile delle esclusive third party temporali e non per Sony con PS5.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   07/08/2020
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PS5 e Xbox Series X porteranno una nuova generazione ricca di potenzialità inedite sul fronte tecnico ma qualcosa a quanto pare è destinato a riproporsi, forse con forza ancora maggiore, ovvero le esclusive temporali third party. Abbiamo già riferito come questo tipo di accordi sia destinato ad essere ancora fondamentale nella next gen e le ultime notizie lo ribadiscono ancora, con l'argomento che sembra assumere ancora più importanza nella nuova generazione in arrivo rispetto anche a questa che abbiamo appena vissuto. Si tratta ancora di intenzioni e potenziali prospettive, ma già possiamo veder delinearsi alcune tematiche e linee di condotta diverse tra i principali attori del mercato videoludico. Tuttavia, la domanda è lecita: hanno veramente importanza le esclusive temporali? L'idea che un titolo possa essere disponibile momentaneamente solo su una piattaforma, sapendo che comunque arriverà in seguito anche sulle altre, può essere determinante per la scelta sull'hardware da acquistare?

Vedendo quanto le compagnie investono e abbiano intenzione di investire su questa strategia, viene da pensare che la cosa funzioni, tuttavia potrebbero esserci dei distinguo da fare: l'esclusiva temporale sembra essere più che altro un elemento accessorio, che può rafforzare una decisione di acquisto più che determinarla, a meno che non si abbia una passione smodata per l'oggetto dell'esclusiva e si agisca quindi d'impulso ad acquistare la console per poter giocare subito a quel particolare gioco. In questo caso subentra il concetto di killer app, ma non capita spesso che l'esclusiva temporale third party possa corrispondere a questo. Ci sono stati casi in passato in cui la strategia non sembra proprio aver funzionato: il recente caso di Rise of the Tomb Raider su Xbox One non pare aver risollevato più di tanto le vendite della console Microsoft rispetto alla concorrenza, sebbene abbia colmato una lacuna importante nella lineup della console per un certo periodo di tempo, o in precedenza l'uscita di Resident Evil 4 su Gamecube. In entrambi i casi, molti utenti scelsero comunque di attendere il lancio del gioco su PlayStation evitando di lanciarsi nell'acquisto della console che garantiva l'accesso immediato.

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C'è un altro elemento che emerge piuttosto chiaro dalle informazioni emerse in questi giorni: sembra che sia soprattutto Sony a volersi impegnare in questi accordi di esclusiva con i third party. È vero che anche Microsoft ha presentato numerose "console launch esclusive" ma si trattava nella stragrande maggioranza dei casi di giochi indie sviluppati all'interno del programma ID@Xbox, la cui esclusiva temporale dipende da specifici accordi anche sul supporto allo sviluppo e in ogni caso hanno importanza strategica relativamente minore. Su PS5 abbiamo invece visto giochi di notevole importanza in esclusiva temporale come Deathloop, Ghostwire Tokyo e Project Athia, a cui si aggiungono i vari accordi sui contenuti esclusivi tipo Spider-Man in Marvel's Avengers e anche le misteriose esclusive di giochi multipiattaforma enormi, come riferito dal giornalista Imran Kahn, ancora da annunciare. Considerando peraltro come PS5 parta probabilmente da una posizione avvantaggiata per la next gen, che senso hanno tutti questi investimenti? L'idea è che Sony voglia un ulteriore rafforzamento della propria posizione con PS5, che ricerchi dunque un vero e proprio "overkill" sulla concorrenza per quanto riguarda la vendita delle console.

Se si tratta di PlayStation, che è già leader del mercato, l'esclusiva third party, pur temporale, sembra avere un effetto ancora maggiore sul pubblico ed è sicuramente un investimento di minore entità rispetto all'esclusiva totale, che a questo punto può essere addirittura superflua per Sony. Le proiezioni di vari analisti di mercato danno già PS5 in netto vantaggio nelle intenzioni di acquisto ma è possibile che la compagnia nipponica non voglia rischiare e abbia intenzione di mantenere un atteggiamento molto aggressivo sul mercato, considerando peraltro come in questo caso non conti nemmeno sulla superiorità tecnologica che ha fatto tanto bene nei confronti diretti tra PS4 e Xbox One all'inizio della generazione. Dunque va bene continuare a puntare sulle esclusive dei first party, ma considerando che anche la concorrenza si è attrezzata su quel fronte Sony avrà pensato che sia comunque meglio contare anche su un buon supporto esterno.

D'altra parte, le posizioni stanno alquanto divergendo: Nintendo prosegue per la sua strada, forte di tanti giochi esclusivi che non possono essere trovati al di fuori delle proprie piattaforme e anche con qualche accordo third party di grosso calibro stretto grazie alla posizione dominante in Giappone, ma giocando in un campionato piuttosto diverso dalle altre console. Allo stesso tempo Microsoft, pur rimanendo l'avversario diretto di Sony, si sta smarcando dalla guerra combattuta a suon di vendite hardware essendosi aperta da tempo al PC e puntando anche su sistemi integrati di servizi e cloud gaming. In tutto questo, l'intenzione di Sony sembra essere il rafforzamento assoluto della sua identità come produttrice di console, rendendo PS5 il simbolo di questo atteggiamento e l'elemento centrale su cui è destinata a fondarsi l'intera compagnia per i prossimi anni.

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