0

Sega stava per denunciare Atari per Fight for Life, ma il gioco faceva così schifo che si vergognò di farlo

Le somiglianze tra Fight for Life e Virtua Fighter avevano quasi convinto Sega a denunciare Atari, ma desistette per la qualità del gioco.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/04/2025
La copertina di Fight for Life
Virtua Fighter
Virtua Fighter
News Immagini

Negli anni 90, Virtua Fighter di Yu Suzuki rappresentò una svolta per il mondo dei picchiaduro a incontri. Fu uno dei pochi titoli capace di far evolvere l'intero genere, traghettandolo verso le tecnologie 3D. Il successo del gioco portò molti a volerlo imitare, tanto che i cloni non mancarono. Uno in particolare però attirò l'attenzione di Sega, che arrivò addirittura a ipotizzare una denuncia per violazione di diritti d'autore contro l'editore Atari. Si trattava di Fight for Life per Jaguar, sfortunata console a 64-bit che non ebbe alcun successo. Si salvò per un motivo non proprio lusinghiero: fece schifo al punto ai responsabili di Sega, che si vergognarono di portarlo in tribunale e vederlo associato a Virtua Fighter.

Lo sviluppo di Fight For Life iniziò nel 1994, guidato dall'ex membro di Sega AM2 (che sviluppò Virtua Fighter) Francois Yves Bertrand, che si occupò anche del design e della programmazione.

Bertrand aveva lavorato alla telecamera e alle collisioni di Virtua Fighter, e aveva contribuito anche ad altri giochi dello studio di Sega, come Daytona USA, Virtua Fighter 2 e Virtua Cop prima di trasferirsi negli Stati Uniti.

La strategia di Atari di puntare al retrogaming ha dato i suoi frutti, stando alla compagnia La strategia di Atari di puntare al retrogaming ha dato i suoi frutti, stando alla compagnia

Sega chiaramente sospettava che Fight for Life potesse aver beneficiato in qualche modo dell'esperienza fatta dall'uomo dentro i suoi uffici e aveva paura che si rivelasse un concorrente temibile per Virtua Fighter, ma non andò proprio così. Quando il gioco fu pubblicato, si rivelò pessimo e fu accolto da recensioni estremamente negative.

A raccontare cosa avvenne è stato lo sviluppatore Kenji Aoyagi, che aveva appreso i fatti da Tetsuya Kaku, sviluppatore di AM2 e Virtua Fighter, di cui aveva ascoltato una conferenza. Nella festa post evento, Kaku raccontò a tutti quanto era accaduto:

"La storia su VF fu particolarmente divertente. VF1 era ormai completo, e c'era una persona francese nello staff. Tuttavia, quella persona andò in Atari dopo il completamento del gioco. Lo staff di VF fu sorpreso quando vide le foto del nuovo gioco per Atari Jaguar. Questo perché era quasi una copia carbone di VF. Il colpevole era decisamente quel francese. Lo staff iniziò immediatamente a raccogliere materiale per una causa legale, che avrebbe potuto intentare in qualsiasi momento." Qui arriva il racconto di ciò che fece desistere Sega: "I movimenti scadenti dei personaggi nel gioco, chiaramente non visibili dalle foto, li fecero pensare che sarebbe stato imbarazzante fargli causa e rinunciarono all'azione legale. Non so quanto sia vero, ma il mio amico disse: "Atari è protetta dalla Convenzione di Washington, quindi non si può fare niente."

Nel 2019 fu Bertrand stesso a spiegare come mai Fight for Life non venne molto bene (per usare un eufemismo). Lo fece ai microfoni di Arcade Attack, cui disse, in sostanza, che durante lo sviluppo Atari licenziò diverse persone e che quando fu pubblicato non era pronto, visto che aveva bisogno di qualche altro mese per essere finito. In realtà, Bertrand ottenne un paio di mesi in più, in cui lavorò da esterno alla compagnia, da cui era stato licenziato, ma non furono sufficienti e Fight for Life uscì dopo un controllo qualità molto limitato e mancante di tante delle rifiniture previste. Furono tagliati anche molti contenuti.