Il movimento BDS (BDS sta per "boicotta", "disinvesti", "sanziona"), che conta centinaia di migliaia tra aderenti e simpatizzanti in tutto il mondo ed è formato da associazioni facenti parte della società civile e politica palestinese, ha chiesto pubblicamente il boicottaggio di Xbox e di altri prodotti di Microsoft, accusando la casa di Redmond di complicità con il genocidio dei palestinesi praticato dalla forze israeliane nella Striscia di Gaza, per via della fornitura delle sue tecnologie allo stato di Israele, che secondo l'accusa sarebbero usate per violare i diritti umani dei palestinesi.
I motivi dell'appello
"Microsoft è forse l'azienda tecnologica più complice nel regime illegale di apartheid di Israele e nel genocidio in corso contro 2,3 milioni di palestinesi a Gaza," si può leggere nell'annuncio ufficiale della campagna.
"La complicità di Microsoft nell'apartheid e nel genocidio di Israele è ben documentata, con i suoi forti legami con l'esercito israeliano che sono stati ben esposti, così come la sua collaborazione con i ministeri del governo israeliano e il suo coinvolgimento nel sistema carcerario israeliano, noto per la tortura sistematica dei palestinesi e gli abusi nei loro confronti." Prosegue l'atto di accusa, che poi arriva al punto:
"Microsoft fornisce consapevolmente a Israele tecnologia, inclusa l'intelligenza artificiale (IA), che viene impiegata per gravi violazioni dei diritti umani, crimini di guerra, crimini contro l'umanità (incluso l'apartheid), nonché il genocidio. Alla luce delle decisioni legalmente vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia per prevenire il genocidio commesso da Israele a Gaza, così come del suo Parere Consultivo del 19 luglio, che ha dichiarato illegali l'occupazione e il sistema di apartheid di Israele, Microsoft ha mancato al suo obbligo di azienda di evitare il genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità. Microsoft, così come i suoi consiglieri di amministrazione e dirigenti, potrebbero avere una responsabilità penale per questa complicità."
Qui il comunicato diventa ancora più esplicito sulle tecnologie che Microsoft fornirebbe allo stato di Israele: "Microsoft fornisce all'esercito israeliano servizi cloud Azure e IA che sono cruciali nel potenziare e accelerare la guerra genocida di Israele contro 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, illegalmente occupata. Gli estesi legami di Microsoft con l'esercito israeliano sono stati rivelati da indagini della testata The Guardian e dalla testata israelo-palestinese +972 Magazine, che hanno dimostrato come l'esercito israeliano si sia rivolto a Microsoft per soddisfare le esigenze tecnologiche del genocidio."
Insomma, l'oggetto della protesta è in realtà Microsoft stessa e il suo ruolo di fornitore di servizi tecnologici, che però si riversa sui suoi prodotti, come Xbox, con il marchio della piattaforma videoludica che è diventato il soggetto principale della richiesta, probabilmente perché il più riconoscibile anche tra i giovani.