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I giochi a 90 euro di Nintendo Switch 2 sono un precedente pericoloso: PlayStation e Xbox seguiranno l'esempio?

I giochi a 90 euro potrebbero non diventare un nuovo standard solo per Nintendo Switch 2, ma anche su PS5 e Xbox. Ma per quanto ancora si potrà tirare la corda?

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   04/04/2025
La copertina di Mario Kart World

Dopo la presentazione di Nintendo Switch 2 pochi giorni fa, sta facendo ancora molto discutere il prezzo di Mario Kart World: ben 90 euro per la versione fisica, ritenuto troppo alto da molti e un precedente pericoloso. Infatti, il timore è che possa diventare un nuovo standard, non solo per le produzioni maggiori di Nintendo, ma anche per quelle future di PlayStation e Xbox.

È bene precisare che, al momento, tra i giochi annunciati per Nintendo Switch 2, solo il nuovo episodio della serie di corse basato sull'universo di Mario è prezzato 90 euro. Altri titoli, come Donkey Kong Bananza, hanno un costo di 79,99 euro (69,99 euro in digitale), mentre alcuni non hanno ancora un prezzo confermato per il mercato italiano. Tuttavia, è molto probabile che Mario Kart World non rappresenterà un'eccezione, bensì un nuovo standard per le produzioni che Nintendo ritiene più blasonate (un po' come alcuni giochi sono stati venduti a 69,99 euro o a 59,99 euro su Nintendo Switch).

La corda prima o poi si spezzera?

Il nuovo tariffario di Nintendo chiaramente ha ricevuto e sta ricevendo tantissime critiche, e siamo certi che questo impatterà sulle vendite di Nintendo Switch 2 e dei suoi giochi. Tuttavia, dubito che ciò porterà a uno stravolgimento della strategia della grande N (sarei felicissimo di sbagliarmi in caso contrario).

Quali giochi saranno disponibili al lancio di Nintendo Switch 2? Vediamo la lista completa Quali giochi saranno disponibili al lancio di Nintendo Switch 2? Vediamo la lista completa

Del resto, i giocatori si sono lamentati anche quando i prezzi dei giochi sono stati aumentati a 80 euro pochi anni fa e prima ancora quando hanno raggiunto la soglia dei 70 euro, senza che si verificasse un'inversione di tendenza. Anzi, complice le difficoltà economiche, l'inflazione e la crisi dell'industria videoludica, schiacciata da costi di produzione sempre più insostenibili, già nei mesi scorsi analisti e addetti ai lavori avevano ipotizzato un possibile ulteriore incremento. Nintendo potrebbe fare da apripista, e Rockstar Games potrebbe persino alzare ulteriormente la posta con un GTA 6 prezzato sopra i 100 euro.

Con questi presupposti, un eventuale aumento dei prezzi anche per i giochi di PlayStation, Xbox e per il mercato PC sembra più una questione di "quando" e non di "se". Specialmente se Nintendo Switch 2 e i suoi giochi venduti a peso d'oro ottenessero comunque successo: in quel caso, non ci sarebbero davvero ostacoli per Sony, Microsoft e i publisher di terze parti nel proporre prezzi più alti. Anche solo farlo per le copie fisiche, magari incentivando ulteriormente gli utenti a passare al digital delivery, sarebbe vantaggioso per loro, anche a fronte di un minor numero di unità vendute.

Va detto che in Italia, purtroppo, questi potenziali rincari pesano molto più che in altri mercati maggiori, considerando il reddito medio generalmente più basso, e potrebbero rendere i videogiochi sempre di più un hobby di lusso per una fascia sempre più ridotta di persone. Ma, anche escludendo il Bel Paese dall'equazione, per quanto ancora si potrà tirare la corda?

Questo è un editoriale scritto da un membro della redazione e non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.