Super Smash Bros., un gruppo anti maltrattamenti sta trovando resistenze

Alcuni giocatori non vogliono che i tornei di Super Smash Bros. abbiano un codice di condotta anti comportamenti tossici

NOTIZIA di Simone Tagliaferri —   19/07/2018
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Gli organizzatori di alcuni tornei di Super Smash Bros. hanno creato dei gruppi di lavoro mirati a rendere meno tossico l'ambiente degli eventi live, ma l'iniziativa sta trovando delle forti resistenze.

Ad aprile Josh Kassel, conosciuto nell'ambiente come "Roboticphish", ha pubblicato un piano per realizzare un sistema atto a denunciare minacce e violazioni delle regole, in modo da abbassare i toni della retorica più tossica e dannosa presente nei tornei. Kassel ha fondato un vero e proprio gruppo di lavoro dedicato, che però ha trovato le resistenze di moltissimi giocatori, con tanto di minacce legali da parte di alcuni. Il motivo? Il progetto di Kassel prevede il bando dei giocatori noti per aver bullizzato e molestato le giocatrici.

Kassel organizza tornei di Super Smash Bros. dal 2014. Ha iniziato con Super Smash Bros. Melee, ha proseguito con Super Smash Bros. per Wii U e presto si dedicherà a Super Smash Bros. Ultimate per Nintendo Switch. Stando a lui le concorrenti rappresentano circa il 5% del totale. Generalmente vengono trattate bene, ma alcuni giocatori non riescono proprio a trattarle come gli altri giocatori e spesso si lasciano andare a comportamenti e commenti sessisti.

I giocatori che si oppongono al nuovo codice di condotta di Kassel affermano di non riuscire a controllarsi durante i tornei per via dell'atmosfera agonistica che viene a crearsi. Kassel è stato addirittura minacciato legalmente da un giocatore, del quale non ha fatto il nome, coinvolto in un caso di molestie sessuali, che non vuole essere escluso dai tornei. Insomma, il codice di condotta per i tornei di Super Smash Bros. si farà, ma farlo accettare non sarà facile come Kassel e gli altri organizzatori avrebbero voluto.