Un prototipo del Microsoft Surface Laptop Ultra ci ha fornito un'anticipazione delle prestazioni della piattaforma NVIDIA RTX Spark. Il portatile, identificato come EV1.5, sarebbe stato usato per circa un mese da Fouquin, membro del forum di TechPowerUp, con settimane di anticipo rispetto alla data di uscita prevista per i primi notebook e mini PC basati su questa architettura.
La configurazione testata monta la variante RTX Spark N1X più completa: processore Arm a 20 core, GPU Blackwell con 6.144 CUDA core, 24 GB di memoria unificata e un SSD da 512 GB. Va detto subito, però, che lo stato ancora acerbo di hardware e software ha influito parecchio sui risultati, che vanno quindi presi con le proverbiali pinze.
RTX Spark N1X tra benchmark, temperature elevate e driver instabili
In Cinebench 2024, la CPU ha totalizzato 1.386 punti nel multicore e 123 nel single core. Con Cinebench 2026 i numeri salgono a 5.771 e 540. I test sono stati condotti con limiti di potenza PL1 e PL2 fissati rispettivamente a 80 W e 95 W - parametri che comunque non è detto rispecchino i prodotti finali destinati alla vendita.
Le criticità più evidenti, però, sono arrivate dal software. Il sistema è stato provato prima con i driver GeForce 591.33, poi con la versione 616.00 Developer Preview, con supporto a CUDA 13.4. Diversi carichi CUDA del Phoronix Test Suite non sono nemmeno arrivati al termine, limitando di fatto il confronto ai soli test Vulkan Compute e CPU BLAS.
Anche nei giochi la GPU non ha brillato per stabilità: frequenze oscillanti tra 1,5 e 2,3 GHz, con scatti periodici piuttosto evidenti.
NVIDIA Max-Q avrebbe limitato il TGP predefinito a 50 W, con clock generalmente tra 1,55 e 1,95 GHz. Curiosamente, passare dall'alimentazione a batteria a quella da rete elettrica non ha portato variazioni misurabili nelle prestazioni grafiche.
Sul fronte temperature, la CPU ha toccato tra 98°C e 100°C, mantenendo circa 2,6 GHz e consumi tra 35 e 37 W in modalità Bilanciata. Passando al profilo Prestazioni migliori, il consumo sale fino a 50 W e la frequenza si assesta intorno ai 2,8 GHz - sempre a 100°C, va detto. La GPU, dal canto suo, ha lavorato tra 80°C e 88°C, con picchi brevi fino a 90°C.
Il driver 616.00, poi, ha fatto salire il consumo in idle fino a 12 W in modalità Bilanciata e addirittura 23 W col profilo più spinto, senza portare vantaggi concreti in cambio. Insomma, tutto questo racconta una piattaforma ancora piuttosto lontana dalla maturità: toccherà a firmware, driver e limiti termici dei modelli commerciali definitivi chiarire il vero potenziale di RTX Spark.