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Tomb Raider I-II-III Remaster, quanto è ipocrita lamentarsi per l'avviso messo all'inizio del gioco?

Incredibilmente, i videogiocatori si ricordano della libertà d'espressione solo quando nessuno la sta davvero toccando e, anzi, la sta quasi tutelando.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   20/02/2024
Tomb Raider I-II-III Remaster, quanto è ipocrita lamentarsi per l'avviso messo all'inizio del gioco?

Recentemente ha fatto scalpore la presenza di un avviso all'inizio della raccolta Tomb Raider I-II-III Remastered, che recita testualmente: "I giochi di questa raccolta contengono rappresentazioni offensive di persone e culture radicate in pregiudizi razziali ed etnici. Questi stereotipi sono profondamente dannosi, imperdonabili e non sono in linea con i valori di Crystal Dynamics.

Piuttosto che rimuovere questi contenuti, abbiamo scelto di presentarli qui nella loro forma originale, inalterati, nella speranza di poterne riconoscere l'impatto dannoso e imparare da essi."

Apriti cielo! Alcuni giocatori hanno subito urlato alla dittatura della cultura woke, al politically correct che rovina ogni cosa che toccca e alla fine della libertà di espressione e della civiltà così come la conosciamo. Fondamentalmente si tratta soltanto di un avviso messo all'inizio dell'edizione rimasterizzata di un vecchio gioco, senza alcuna censura dei contenuti... già questo dovrebbe far capire la rilevanza della questione e quanto sia infantile la polemica, ma visto che stiamo parlando di Tomb Raider vale la pena di ricordare alcuni fatti che evidentemente sono stati dimenticati.

La censura vera

Lara fu rubata al suo autore
Lara fu rubata al suo autore

In effetti non ricordo una simile alzata di scudi in difesa della libertà d'espressione quando la serie fu scippata al suo autore proprio perché non voleva la sessualizzazione di Lara Croft. Toby Gard, il padre del personaggio, l'aveva intesa semplicemente come una Indiana Jones donna incrociata a Tank Girl. Il suo obiettivo era quello di creare un'eroina femminile forte, ma il reparto marketing di Eidos, l'editore di Core Designs (lo studio di sviluppo originale), aveva altre idee per la testa, tanto da avergli chiesto di inserire un codice segreto per spogliarla. Gard si rifiutò categoricamente di farlo e per il primo capitolo riuscì a cavarsela. Ma Tomb Raider divenne un successo enorme e ci pensarono i fan a rimediare, con Nude Raider, una patch per spogliare Lara che ebbe una risonanza enorme.

Eidos decise quindi che Gard (l'autore, ricordiamolo) era d'intralcio e gli tolse il controllo creativo sul personaggio. Lara Croft fu affidata quindi al reparto marketing, che la fece diventare una specie di modella da rivista patinata, tra artwork sexy, pose ammiccanti e dettagli in gioco pensati appositamente per evidenziare il suo lato più provocante e sensuale, solo per solleticare le velleità riproduttive dei videogiocatori. Pubblicamente Eidos si schierò contro la pornografizzazione di Lara, ma dietro le quinte lavorava per favorirla. Gard di suo, privato della possibilità di decidere come farla evolvere e visto lo scempio che stava avvenendo, abbandonò Core Designs in forte polemica con il nuovo corso. Tornerà su Lara Croft negli anni 2.000, per lavorare al reboot Tomb Raider: Legend, con la serie ormai già in mano a Crystal Dynamics, dopo il fallimento di Core Designs.

Naturalmente all'epoca nessuno batté ciglio sul furto di un personaggio al suo autore. Inoltre nessuno si strappò le vesti per la povera "libertà d'espressione" quando, ricordiamolo, a decidere del futuro di Lara fu messo il reparto marketing di Eidos, che fece l'esatto contrario di quanto desiderava Gard, trasformandola in una specie di sex worker in incognito.

Però oggi ecco i difensori della libertà che afferrano torce e forconi perché scandalizzati da un avviso messo prima dell'avvio della raccolta rimasterizzata dei primi tre capitoli, avviso che di fatto prende le distanze non dalle scelte autoriali, ma dalla violenza compiuta sul personaggio dagli uomini del marketing, causa prima della crisi dei Tomb Raider vecchia scuola (sotto il loro impulso la serie non riuscì a fare mezzo passo in avanti, infognandosi nella formula dell'originale che fu abbandonata solo quando ormai era irrecuperabile).

Questo è un editoriale scritto da un membro della redazione e non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.