Affari di famiglia 18

Casa Forrester si prepara alla guerra

RECENSIONE di Andrea Rubbini   —   05/02/2015

Indice

Questa che state per leggere è la recensione del secondo episodio di Game of Thrones - A Telltale Games Series. La serie completa è composta da sei episodi in lingua inglese. In questa seconda recensione ci sono spoiler letali.

Dopo l'agghiacciante finale di Iron From Ice, Ethan lascia il trono a Rodrik, che torna dalla guerra più malconcio che mai. Il secondo episodio della serie tira il fiato, forse anche troppo, come se attendesse che il primogenito di Casa Forrester guarisca dalla ferite. In compenso consolida la posizione dei personaggi principali sulla scacchiera, definendo una volta per tutte il cast giocabile. Da un lato ci sono Rodrik e Asher, ben caratterizzati, con i quali è facile simpatizzare. Dall'altro ci sono invece Gared e Mira, dal volto anonimo e l'animo malleabile. In termini di gioco, ciò significa che le opzioni di dialogo concesse a Rodrik e Asher non ci permettono di allontanarci dalla personalità che è stata stabilita per loro, mentre con Gared e Mira interpretiamo personaggi dalla doppia personalità, pronti a passare dal coraggio alla vigliaccheria con la stessa facilità con cui si apre e chiude una finestra. Il risultato è che sembrano costantemente infidi, nonostante non sia questa la loro indole. Semplicemente non ne hanno una. Sarebbe stato bello se il gioco avesse riconosciuto il modo in cui volevamo fare sviluppare le personalità di Gared e Mira, modificando mano a mano le opzioni nei dialoghi, ma non succede. Perciò anche se tutti e quattro i personaggi lottano per Casa Forrester, è innegabile che preferiamo passare più tempo con Rodrick e Asher. Intorno a questi quattro protagonisti, il cast di comprimari fa bene la sua parte, e con il primo episodio alle spalle sappiamo di chi possiamo fidarci e chi invece potrebbe rivelarsi un problema. Ancora una volta compaiono in scena personaggi originali della saga di Martin, perfettamente centrati nelle battute di dialogo e nei comportamenti, tanto che questa serie dei Telltale assomiglia sempre più a una mini stagione televisiva de Il Trono di Spade. Se tutto ciò sia un bene o un male, sta a ciascuno deciderlo.

The Lost Lords è un lungo lavoro di tessitura che ci chiede di pazientare fino al prossimo episodio

In attesa di un domani migliore

In The Lost Lords ritroviamo gli stessi limiti della produzione riscontrati nel primo episodio. L'azzeccato effetto pittorico soffre per la goffaggine del motore di gioco, e i bordi dei modelli sono sfuocati e tremolanti come miraggi nel deserto. Gli ambienti, in parte già visti nel primo Iron From Ice, sono scarni e disadorni. Basta dare un'occhiata alla sigla, che riprende quella della serie televisiva, per rendersi conto di quanto sia grezza la realizzazione tecnica. Conta? Non conta? Secondo noi in questo caso ha un peso. Non siamo qui per la sostanza, ma per la narrazione e l'illusione della scelta, perciò vogliamo godere di immagini che ci restino impresse nella memoria.

In The Lost Lords ci sarebbe almeno la scena del funerale, con la bellissima voce di Molly Stone che canta davanti ai cadaveri di Ethan e Lord Gregor, che avrebbe meritato una maggiore cura visiva. Gli scrittori in compenso ce l'hanno messa tutta per dare un sapore autentico alla loro serie, e fino ad ora hanno fatto un ottimo lavoro. Purtroppo, però, ci sono diverse scene prive di tensione, soprattutto quelle che coinvolgono Gared e Mira, che affaticano il racconto, lungo all'incirca un paio d'ore. Asher ha il compito di farci mulinare la spada negli immancabili Quick Time Event, pieni di sangue come si addice a un episodio de Il Trono di Spade, ma per il momento rimane un personaggio ancora tutto da esplorare, pertanto anche la sua parte del racconto ci tiene in attesa. Ciò che impedisce all'episodio di decollare è soprattutto il fatto che troppo spesso ci viene data la parola nel corso di scambi poco significativi, che forse gettano luce su qualche sfumatura di carattere ma che non fanno neppure oscillare l'ago della bilancia della posta in gioco. I personaggi di casa Forrester sembrano vittime del destino con poca voce in capitolo sulla sorte delle loro vite. Forse è un effetto voluto e lo apprezzeremo solo proseguendo con la serie. D'altronde questo è il limite di una recensione in corso d'opera. Alla fine dell'episodio, comunque, la storia è riuscita a insidiare il seme della vendetta nel nostro cuore, e una blanda curiosità per le sorti dei personaggi. Quanto basta per non disdegnare il capitolo successivo. In compenso si è rafforzata in noi la convinzione che se non siete fan della saga di Martin, dalla carta stampata allo schermo televisivo, questa serie di Telltale difficilmente vi toccherà. Ma ci riserviamo di cambiare idea. Con altri quattro episodi a disposizione, possiamo ancora ribaltare il verdetto. Se non nella serie, almeno nelle recensioni, il finale è ancora tutto da scrivere.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • La redazione usa il Personal Computer ASUS CG8250
  • Processore Intel Core i7 2600
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 560 Ti
  • Sistema operativo Windows 7
Requisiti minimi
  • Scheda video ATI o NVIDIA con 512 MB RAM
  • Direct X 9.0c
  • Sistema operativo Windows XP SP3
Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
27,99 €
Multiplayer.it

6.9

Lettori (7)

7.8

Il tuo voto

Finalmente Rodrick conquista la scena e, da solo, nonostante le ossa rotte, riesce a pulsare un po' di vitalità nella storia. Gared e Mira rallentano solo il racconto e ci inquietano con la loro personalità di argilla. Nonostante tutto, però, The Lost Lords ci lascia desiderosi di vendetta quanto basta per attendere il prossimo episodio. E il ritorno di Asher.

PRO

  • Con Rodrick abbiamo finalmente un eroe per cui soffrire
  • Coerente con il materiale originale della serie televisiva
  • Doppiaggio eccellente

CONTRO

  • Gared e Mira sono pronti a passare da un estremo all'altro per assecondare l'illusione della scelta
  • Molte scene di raccordo che aggiungono poco al racconto
  • Realizzazione tecnica mediocre
  • Il risultato delle scelte è spesso prevedibile