Risorse umane 2

Tornano gli autori di World of Goo e Little Inferno con un altro puzzle game distopico

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   20/10/2015

Indice

Dopo l'eccellente World of Goo, pubblicato con il nome di 2D Boy, giustamente considerato uno dei titoli da cui nacque la moderna scena indie mainstream alla fine dello scorso decennio, e dopo l'originale Little Inferno, pubblicato ormai tre anni fa, che dimostrò di possedere insospettabili virtù narrative dietro a una visione solo apparentemente meccanicistica dei videogiochi, oggi Tomorrow Corporation ci riprova con Human Resource Machine, un puzzle game che si incanala nel filone dei vari Jahooma's LogicBox, TIS-100 o il più noto SpaceChem, per citare alcuni recenti esponenti dei videogiochi basati sulla logica.

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Alcune soluzioni sono abbastanza complesse

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Il vero successo si ottiene solo ottimizzando tutti i processi

Il gameplay è molto semplice da spiegare perché, di base, è una riduzione in videogioco di alcuni concetti essenziali della programmazione. Il protagonista è un impiegato di una grande azienda, la Tomorrow Corporation, e anno dopo anno deve svolgere lavori sempre più difficili per fare carriera. Questi lavori sono esposti sotto forma di problemi, che vanno risolti applicando alcune istruzioni che ci vengono fornite. Il punto di partenza è sempre un nastro trasportatore sulla sinistra (inbox) da cui prendere dei valori che vanno portati al nastro trasportatore sulla destra (outbox). La parte complicata arriva quando il nostro capo inizia a chiedere che sull'outbox siano posti dei valori particolari ricavati da quelli di partenza. Ad esempio, date due coppie di valori numerici, come fare per fare uscire nell'outbox solo quello più alto? La soluzione è meno scontata di quanto sembri, perché se intuitivamente il risultato è ovvio e chiunque può arrivarci, tradurre il tutto in un linguaggio comprensibile dalla macchina, usare cioè le istruzioni che ci vengono fornite per costruire un sistema che ci porti al risultato, può rivelarsi un compito molto complesso. Ad esempio in uno dei livelli medi abbiamo dovuto codificare un vero e proprio conto alla rovescia, mentre in un altro abbiamo imparato a usare l'etichettatrice, ossia una macchina crea variabili. Ogni livello ammette più soluzioni, ma dopo averlo concluso il nostro codice viene giudicato in base alla brevità e alla pulizia; ossia, per ottenere dei riconoscimenti, dobbiamo riuscire a mantenerlo entro un certo numero di istruzioni complessive e dobbiamo fare in modo di ottimizzare i passaggi eliminando quelli inutili (ad esempio perché poggiare un valore quando l'operazione successiva si può eseguire tenendolo in mano?).

Programmazione base

Se avete una certa esperienza di programmazione è probabile che abbiate individuato senza fatica i riferimenti della gran parte degli elementi descritti nel paragrafo precedente e che, quindi, per voi Human Resource Machine potrebbe essere una passeggiata. Di fatto l'intero gioco è una specie di introduzione alla programmazione, con le soluzioni dei vari puzzle molto simili a dei listati di istruzioni.

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Il lato narrativo si manifesta durante le pause caffè

A dare uno slancio in più al titolo di Tomorrow Corporation ci pensa il racconto, inteso in questo caso come la capacità di incanalare una serie di meccaniche di gioco basate sulla matematica in un contesto di senso più ampio, che rende il titolo interessante anche dal punto di vista simbolico. Più o meno è quello che accadeva anche in Little Inferno, dove però i puzzle erano molto meno complessi e l'unica difficoltà era di riuscire a decifrare il codice segreto che consentiva di raggiungere il vero finale. Human Resource Machine offre invece una sfida effettiva, più o meno impegnativa a seconda della dimestichezza che si ha con i problemi logici, ma il gioco non rinuncia comunque a farsi allegoria, attraverso una piccola storia narrata nelle pause caffè del posto di lavoro e nel rapporto che si sviluppa con il capo, mediatore tra il dipendente e l'azienda, interessato di suo soltanto a fare in modo che il codice funzioni. La domanda che sottende tutto Human Resource Machine riguarda un certo modo di concepire la realtà e il rischio che la società ci stia trasformando in macchine capaci soltanto di risolvere dei problemi, anno dopo anno, stanza dopo stanza, gratificati da niente e sostituiti appena se ne presenta l'occasione da lavorati più efficienti.

Human Resource Machine riuscirà a trasformarci in perfette macchine da ufficio?

L'uomo macchina

Dal punto di vista meramente tecnico Human Resource Machine presenta una grafica 2D molto piacevole, nonostante la semplicità di fondo che la caratterizza.

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Ogni stanza un anno di vita

Lo stile visivo è quello già visto in Little Inferno, con personaggi tondeggianti e naif, ma con un lato fortemente malinconico e oscuro. Anche la colonna sonora riflette questa ambiguità, con una buona quantità di brani d'accompagnamento ritmati e allegri, che nei momenti più riflessivi lasciano spazio a musiche più lente e meno ingombranti. In linea di massima è puerile affermare che non ci troviamo certo di fronte a un miracolo della tecnica, ma è facile ritenere che Human Resource Machine non abbia mai preteso di esserlo, preferendo puntare sulla sostanza più che sugli orpelli. Sappiate che il tempo necessario per concluderlo può variare moltissimo a seconda della vostra dimestichezza con puzzle di questo tipo. Diciamo che per completare tutte le stanze, comprese quelle supplementari, sbloccando tutti i riconoscimenti, ci vorranno parecchie ore.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10 Pro
Requisiti minimi
  • Sistema operativo: Windows XP o successivo
  • CPU: 1,5Ghz
  • Scheda video: con supporto Shader 2.0 o superiore
  • 1 GB di RAM
  • DirectX: 9.0c
  • 200 MB di spazio su disco
Digital Delivery
Steam, Sito Ufficiale
Prezzo
9,99 €
Multiplayer.it

8.3

Lettori (6)

6.5

Il tuo voto

Human Resource Machine è meno riuscito rispetto a Little Inferno o anche a World of Goo, nonostante sia un ottimo puzzle game. La sua unica vera pecca è la mancanza di un concept originale e vincente come quello dei suoi predecessori. Non che l'ultima opera di Tomorrow Corporation non sia ben realizzata e significativa, soltanto è più incanalata in un discorso già affrontato da altri, in modo addirittura più approfondito (provate il già citato Jahooma's LogicBox e sappiateci dire, tanto è gratuito e si gioca da browser). La natura stessa dei suoi puzzle poi è più specialistica del puzzle game medio e può trovare qualche resistenza anche negli appassionati del genere. Per il resto ci sentiamo di promuoverlo e consigliarvelo senza riserve, nel caso sia nelle vostre corde.

PRO

  • Puzzle logici ben congegnati
  • Buona progressione della difficoltà
  • Significativo, nonostante sia un puzzle game

CONTRO

  • Il concept non è originalissimo
  • Troppo specialistico